L’uomo che parla agli ulivi

Marino Magliani è l’uomo che parla agli ulivi. È così che lo ricordo in uno di quei pomeriggi d’agosto in una valle invisibile e verde e ocra e azzurra quando il resto dell’universo si gode la controra. E lui lì a chiederti il nome, non la specie, ma proprio il nome di battesimo, di questo o di quell’albero. Qualcuno potrebbe confonderlo con uno scrittore vagabondo, ma non è solo quello. È uno che per mestiere fa il cacciatore di storie, le sue, e quelle di chi incontra. Viene dalla Liguria aspra e con un ricordo di povertà, da quella Dolcedo […]

  

Le città invisibili di Calvino? Sono i videogame

«I futuri non realizzati sono solo rami del passato: rami secchi». I videogame lui li ha narrati prima, prima di Space Invaders, prima che questo mondo andasse in fuga dalla materia, cercando purtroppo una leggerezza senza profondità. Eppure da qualche parte lo spirito di Cavalcanti deve essersi nascosto. Non tutto il virtuale è vuoto. Italo Calvino lo sapeva. La fabbrica dei giochi sta producendo mondi e insegue le corbellerie di messer Ariosto, notti d’inverno e viaggiatori, ippogrifi e sortite sulla luna per ritrovare il senno, tempeste e calibani, trame simili ai sogni, biblioteche universali, labirinti da sfidare e città invisibili. […]

  

La coscienza di Egidio (Calloni)

Un’antica leggenda narra che quando non ci sono abbastanza scrittori per raccontare tutte le storie, Dio si mette al lavoro. Accadde anche alle 17.05 del 4 maggio 1949. Buio, nebbia, pioggia, una basilica a meno di 30 metri. Gli invincibili muoiono solo per restare eterni. Questo pensò Dio. Prese la macchina per scrivere e cominciò: Bacigalupo, Ballerin, Maroso, Martelli, Rigamonti, Castigliano, Menti, Loik, Gabetto, Mazzola, Ossola. Le storie. La risposta, in fondo, è tutta qui. Ecco cosa può regalare il calcio alla letteratura. Storie per cui non serve scavare neppure tanto, ti arrivano lì con tutto quello che serve per costruirci […]

  

La maledizione di Guttmann ha la data di scadenza

Non fateli arrabbiare, non si sa mai. Ci sono tipi che senza neppure accorgersene sacramentano in un momento di rancore profondo e assoluto, e buttano una di quelle maledizioni vietate perfino nella saga di Harry Potter.  Se questo accade quando c’è di mezzo una palla quell’anatema non te le togli più di dosso. E dal destino. La maledizione del bambino durò 86 anni, dal 1918 al 2004. La conoscete. I Red Sox vendono Babe Ruth ai New York Yankess e su di loro cade il buio. Prima tante vittorie e cinque titoli mondiali, poi più nulla.  Bisogna aspettare il nuovo […]

  

Quanti anni ci vogliono per costruire una guerra civile?

Quanti anni ci vogliono per costruire una guerra civile? Meno di dieci anni, andando a braccio. È quello che pensi in una sera come questo, mentre a pochi passi da casa tua si sentono i colpi sulla racchetta che arrivano dal Foro Italico, con gli spettatori che interrompono il silenzio sul 15, sul 30 o sul l’ultimo vantaggio. Sembrano tanti quest’anno gli spettatori. Forse è l’abitudine o forse la crisi colpisce dove più folto è il gruppo. Solo che la recessione è solo uno degli ingredienti della bomba. Poi c’è la paura. Poi c’è quell’orizzonte troppo miope, che non solo […]

  

La banca e i falò

Non so se avete mai fatto un debito. Domanda inutile. Molti di voi hanno un mutuo e un’auto e avete messo una firma in banca o sotto il contratto di una finanziaria. Non c’è dubbio che qualche volta pensate anche voi a questa scommessa sul futuro, questa cosa in teoria normale, perché magari c’è un lavoro, una busta paga che arriva a fine mese, un conto entrate e uscite che si cerca di mantenere in equilibrio. Poi accade che il futuro si fa buio, si spezza, esce il numero sbagliato sulla ruota della vita. E salta tutto. Quello che questa […]

  

La libertà è pornografica?

La libertà è pornografica. Tutto quello che si dirà in queste pagine è una riflessione sul porno, ma in realtà non è questo il centro del discorso. Alla fine come diceva Flaiano in Autobiografia del Blu di Prussia la pornografia è noiosa perché fa del pettegolezzo sul mistero. Il porno è una cartina di tornasole per capire come la società occidentale si stia incartando sui valori, sull’etica, su diritti individuali che vanno a cozzare l’uno contro l’altro. Il porno è solo il campo di battaglia. Kartika Tamara Liotard è una eurodeputata olandese della sinistra unitaria. E’ lei che presenta a […]

  

Il giudice Lenzi e gli eroi del disincanto

Quelli come lui ogni tanto si perdono in qualche storia sbagliata. Li conoscete. Sul lavoro sembrano sempre stare un po’ lì per caso, non sai se distratti o menefreghisti. Non credono alle grandi cose che muovonola Storia. Non si fidano delle parole, soprattutto quando le ripetono tutti. Magari si innamorano di quelle sbagliate. Sono quelli con la barba fatta in fretta, che se vedono passare le gambe di una donna le guardano, senza vergogna. Femminari. Con un segreto di troppo con qualche collega. Sono quelli come Alberto Lenzi, il giudice meschino. Lenzi è il personaggio di Mimmo Gangemi. È un […]

  

La variante di Maurensig

Quante sono le storie che si possono raccontare su una scacchiera? Due alla sessantaquattresima meno uno, ossia: 18.446.744.073.709.551.615. Sì, il riferimento è più letterario che matematico, ma in fondo è bello pensare che le storie siano come i chicchi di grano di quell’antica leggenda che racconta la sagacia esponenziale dell’inventore del gioco di re, regine, cavalli, torri, alfieri e pedoni. Si chiamava Lahur Sissa o Sessa, certe voci si perdono o tramutano nel passaparola dei secoli. La storia probabilmente la conoscete, spunta spesso quando si parla di scacchi. Qualcuno dice che siamo in India, altri in Cina. C’è chi parla […]

  

L’inverno del nostro scontento

E’ quasi sera e la strada sale con troppe curve. L’unico rumore è il motore di questa monovolume grigioazzurra che arranca e tossisce a ogni cambio di marcia. La terra è dura, fredda, zolle sfregiate da cicatrici profonde, qui dove la pianura finisce e comincia la montagna. Adelina deve avere quasi 70 anni. E’ un’ombra, piccola, piegata, gambe storte. Un fazzoletto le copre la testa, come un velo senza religione. E’ vecchia e non ha alcuna ragione per nasconderlo. Torna dalla fatica, con un vestito marrone che non si trova più in nessun mercato, calze scure e spesse 50 denari. […]

  

La terra promessa è un braccialetto di macramè

La ragazza seduta davanti a te in metropolitana dimostra più o meno venticinque anni. Sta leggendo Canada di Richard Ford. Al polso ha un braccialetto arancione a forma di drago. Ti viene da chiedergli se è originale oppure no. Tu lo guardi, lei alza un attimo gli occhi dal libro, ti guarda, nessuno dei due dice nulla. Alla fine decidi che sembra originale. Ne vedi tanti di quei braccialetti e sai che non hanno ballato una sola estate. Pensi che le idee di successo sono semplici, non facili, ma lineari, non dicono nulla di più del necessario. Macramé, un disegno, cuori, stelle, […]

  

Le confessioni di un figlio del secolo

Le ombre delle rivoluzioni sono lunghe e lasciano la scia di vecchi fantasmi, reduci che hanno attraversato quell’era di ebbrezza collettiva, continuando a vivere con quei ricordi, sbattendoli in faccia a chi veniva dopo, incapaci di fare i conti con le proprie barbe bianche, con la presunzione di avere vissuto un’epoca straordinaria, che rende tutto il resto, il domani, il dopodomani, il passato che non gli appartiene, gretto o superficiale, reazionario o misero, borghese o qualunquista. Di solito questi reduci diventano i sacerdoti del «passato che non passa», nati rivoluzionari, ingabbiano tutto ciò che viene dopo in una morsa paralizzante. […]

  

Il Blog di Vittorio Macioce © 2018