Il tribunale di Facebook: come nasce uno Stato

Facebook CEO Mark Zuckerberg Testifies Before US Senate

Non disperate. Nel regno di Facebook i banditi potranno ricorrere alla giustizia del re. I banditi sono quelli messi al bando dagli algoritmi o dalle segnalazioni dei «vicini di post», quelli esiliati per pensieri, parole opere e omissioni, quelli con il marchio di bugiardi o con la camicia nera. Tutti i cattivi insomma potranno avere una seconda possibilità. L’ha annunciato re Zuckerberg in persona. Ci sarà una sorta di corte di appello, più o meno indipendente, a cui rivolgersi se siete stati sospesi o cancellati. I giudici all’inizio saranno undici, poi nell’arco di un anno l’Oversight board, come lo chiama […]

  

Maledetti immortali

Il crepuscolo in questa stagione arriva dopo le otto di sera, quando la luce si incammina nella notte e si perde. Di solito non ci fai neppure caso, poi un giorno ti accorgi che quella terra di nessuno dove qualcosa sta finendo e qualcos’altro non è ancora incominciato assomiglia un po’ troppo al futuro della tua vita e ti ricordi perché il crepuscolo, fin da bambino, non ti è mai piaciuto. Ti angoscia. È una promessa di metamorfosi, di cui non sai la fine. Solo i mortali conoscono il crepuscolo. Solo gli umani ne hanno paura. – Pensi mai alla […]

  

L’epica di Gianni Brera nato sotto il segno di Ariosto

C i teneva Gioânn al suo compleanno. Non per il tempo che passava, perché quello in realtà lo straniva, con la malinconia rabbiosa di sentirsi ogni volta più vecchio. «La vecchiaia è bella. Peccato che duri poco». Non sarà diverso neppure adesso che sono passati cent`anni dalla sua nascita e le stagioni non le conta più da quella notte di dicembre del 1992 quando tornava a Milano su una Ford Sierra. Era un venerdì e aveva cenato al ristornate «Il sole» di Maleo, paesotto sull`Adda che deve il suo nome forse all`arte dei fabbri, martello, dal latino malleus o da […]

  

La fisica del romanzo: tutti gli eroi di Einstein

Non bisogna stupirsi se il cavaliere della Mancia amava perdersi nelle curvature dello «spaziotempo». Don Chisciotte in qualche modo deve aver avuto contezza della relatività di Einstein. Non per quell’ossessione visionaria di scaraventarsi contro i mulini a vento barattandoli per armigeri. Quello è sogno, o avventura o magari follia. No, non per quello, ma per quel suo modo di raccontare dove non si sa mai se il narratore, l’osservatore, sia dentro o fuori, in un presente perennemente in sospensione. Non stupitevi neppure per i paradossi della probabilità di Rosencrantz e Guildenstern e per la sostanza dei sogni di Amleto, tantomeno […]

  

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