Quando un paese ritorna a correre

Corri e spera. Corri e cambia. Corri e traccia il tuo destino. Corri e torna a guardare il futuro. Questa volta racconto una storia a pochi passi da me. Ha a che fare con il mio paese. Si svolge lì. Non so se lo conoscete, si chiama Alvito, piccolo, tremila abitanti e tanti anni fa era un ducato. Per me è un po’ come la terra di mezzo di Tolkien e forse lo è davvero. Sta sull’Appennino, in luoghi che pochi conoscono, provincia di Frosinone, lì dove finisce il Lazio e comincia l’Abruzzo, un lembo di parco nazionale e se ...

Italia 1913, come abbiamo perso un secolo

La pietà, dice chi vive di rabbia e indignazione, è un lusso che non ci possiamo permettere. Chissà se un giorno saranno disposti a pagare un prezzo per tutto questo, perché quando l’uomo prende la strada del disumano la libertà scappa all’estero. «Uno di meno, si risparmia il processo», «spero sia il primo di una lunghissima serie», «se sei innocente non ti ammazzi». Questi sono i più «delicati», quelli che trovi il coraggio di mettere su carta, molti, molti altri, sputano sulla morte, con il coro degli sciacalli che ride. Sono parole che arrivano sul cadavere di David Rossi, il ...

Per l’Italia. Di chi sei figlio tu? (Discorso sopra l’orgoglio degli italiani)

Non so se vi ricordate quella scena di Good Morning Babilonia. E’ il film dei fratelli Taviani. Hollywood, 1913.  E’ il tempo del muto. Griffith sta girando il suo capolavoro: Intolerance. Con lui lavorano due artigiani toscani, bravi a costruire, mani e cervelli in fuga da un’Italia in crisi economica. Non è facile stare lì. La reputazione degli italiani in quegli anni è bassa, molto bassa. Sono poveracci, sono stracci, sono lontani. Il capo scenografo è un’americano, infastidito da questi due pezzenti che il regista ha voluto nel film, con il risultato di rubare lavoro alle maestranze californiane. Non importa ...

Il fool che cambia la trama delle elezioni

L’improvviso. Quando tutto sembrava scorrere lentamente verso un finale già scritto sul palcoscenico della politica accade qualcosa che non ti aspetti. Il coro dei sondaggisti porta sussurri e notizie: i numeri stanno cambiando. Dicono che la nave di Bersani non sta arrivando più così tranquillamente in porto, perde vento e forza, sta ancora lì in testa al 38,7 per cento, ma si lascia indietro un 2,9% di consensi. Potrebbe non farcela a governare, perché il Senato è sempre più a rischio, sempre più in bilico. E più passa il tempo più lui perde. Dicono che il professor Monti stia facendo ...

Casini e la democrazia a priori

Pierferdinando Casini sta cambiando strategia di vendita. Se per un certo periodo si è dedicato alla pratica del doppio forno, con l’idea di offrire il suo pane politico a destra e a manca, ora punta tutto sul monopolio. Il principio è semplice. Si può chiamare democrazia a priori. Gli italiani sono liberi di votare, mica si può negare questo diritto sacrosanto di libertà. Forse vince Bersani. Forse Berlusconi fa l’impossibile. Forse all’improvviso tutti scoprono il centro. Forse si fa pari e patta. Troppi forse. La nuova Italia austera e responsabile, un po’ accademica e un po’ democristiana, non vuole lasciare ...

L’uomo ragno e la sindrome di Lazzaro

Solo i cattivi sono immortali, gli eroi invece risorgono. Chiama un amico in ansia: “Hai saputo?”. “Che?”. “Hanno ucciso l’uomo ragno”. Canticchi d’istinto: “Chi sia stato non si sa…”. Lui insiste: “Guarda che non sto scherzando”. Tu a quel punto non sai se informarlo che quel signore vestito di rosso che ha visto il 25 dicembre  non è Babbo Natale ma il vicino di casa che da gennaio a novembre si veste da postino oppure spiegargli come stanno le cose. Primo. Non è morto Spider-Man, visto che ora il suo costume lo porta a spasso il signor Octopus che si è inventato ...

Tom waits è una voce che qualcuno ha messo in giro

Questa è la storia dell’uomo che voleva essere Tom Waits, uno con lo sguardo accartocciato sul pianoforte e quell’aria da commesso viaggiatore che ha appena perso il lavoro e se ne va in giro di notte con una sigaretta a fargli luce e l’orecchio allenato a captare pezzi di vita, di conversazioni, segreti, dolori, speranze buttate all’alba in qualche cassonetto e amori sfasciati. Tutte quelle storie che la gente comune dimentica in fretta e lui raccoglie e racconta con una manciata di note e la sua voce. Quest’uomo hanno cercato di classificarlo in ogni modo, con l’idea di portarlo negli ...

La geopolitica del football

Il football? È la prosecuzione della guerra con altri mezzi. È il 26 giugno 1996 e il Times, parafrasando von Clausewitz, fa capire ai suoi lettori che la semifinale dei campionati europei non è solo una partita. Si gioca a Wembley e l’Inghilterra di Gascoigne e Shearer sfida la Germania di Sammer e Strunz. Come diceva la signora Thatcher lo sport nazionale dei tedeschi è la guerra, e la perdono sempre, quello inglese è il football e non vincono (quasi mai). Southgate sbaglia l’ultimo rigore e la Germania conquista Londra. Quel giorno il football non tornò a casa. È solo ...

Moresco prigioniero del caos

Non è un uomo da disincanto. Antonio Moresco ha la faccia sghemba, come i matti di paese, con il naso lungo e storto, gli occhi come acqua di pozzanghera. È il volto di uno che potrebbe ammazzarti o stupirti. Mantova in passato è stata la sua città. Qui è stato bambino. Conosce le strade dei Gonzaga e in fretta ha capito che sanno di sale. Ora ci cammina quasi come uno straniero, senza salutare nessuno, senza ricordare nessuno. Questa passeggiata di fine autunno è il suo ultimo sprazzo di libertà. Tra qualche giorno si chiuderà in casa per pagare un ...

Il comunismo è morto, la burocrazia no

Non si sa mai da che parte stare quando scoppiano le rivoluzioni. Quello che capita a Gyula Fàtray, ungherese, ebreo, sopravvissuto alle persecuzioni naziste, 46 anni, ingegnere piuttosto frustrato con un posto in fabbrica come responsabile della pianificazione, onestamente non proprio un eroe, è di trovarsi quel martedì di settembre del 1956 sdraiato su un letto d’ospedale, appena operato di emorroidi. In quei giorni a Budapest c’era un bel po’ di casino. Gli studenti e gli operai avevano appena conquistato Pest e dalla collina Gellert si bombardava che era una meraviglia. La storia comunque la conoscete. Molti di voi avranno ...

Il boia e la carne elettrica

Il boia si chiama Howard Hordinary e da quando è andato in pensione per colpa dell’iniezione letale si muove nel mondo come un vedovo in adorazione della sua amata compagna di vita (o di morte). Quello che lui rimpiange infatti è la sedia elettrica, strumento di lavoro, ossessione, simbolo divino, rappresentante della vendetta in terra. Howard è convinto di essere nato dalla relazione tra Houdini e Charmain London, moglie di jack e sogna di tornare ai gloriosi momenti in cui dispensava giustizia. Gli basta sedersi sulla sedia, nella sua cantina, originare la scossa e lasciare che la sedia stessa racconti ...

Monsieur Arouet non abita più qui

Questa volta vi voglio parlare di un signore francese che si chiama François-Marie Arouet. E’ un filosofo, ma non di quelli specializzati che vanno tanto di moda. E’ anche drammaturgo, storico e perfino poeta.  E’ figlio di un ricco notaio giansenista. “Piuttosto fanatico”, sostiene lui. Arouet è un rompiscatole. Le sue idee sulla necessità di farla finita con tutte le superstizioni e credenze del vecchio secolo, quel suo insistere sulla ragione, sulla luce della modernità, gli hanno creato molti problemi con i sacerdoti delle vecchie ideologie e con i poteri forti. Arouet cerca di far capire a intellettuali e politici ...
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