Una pensione è per sempre

Come ogni anno, anche quest’anno la legge di bilancio si sta rivelando, più di ogni altra cosa, un ottimo strumento per perpetuare la rapina ai danni delle generazioni più giovani – e di quelle future – che va avanti da ormai più di trent’anni. Le pensioni, si sente dire spesso, sono “redditi differiti”. Questa definizione, però, è fuorviante: in un sistema a ripartizione, come il nostro, sono infatti i redditi ‘attuali’ a finanziare le pensioni, e non invece somme precedentemente accantonate (e casomai investite) dai redditi passati. Sui redditi di trenta o quarant’anni fa, le aliquote contributive medie si aggiravano […]

  

Tim Cook, la privacy, e il libero mercato

Nel 1983 Bruce Yandle, un economista americano, scrisse un celebre articolo sulla strana alleanza fra gruppi religiosi e contrabbandieri che si formò nel ventesimo secolo con lo scopo di ottenere la chiusura domenicale dei locali che servivano alcolici ai loro clienti. I primi chiedevano alla politica di far rispettare la sacralità della domenica. I secondi, da parte loro, vedevano nella proibizione domenicale una ghiotta occasione per incrementare i propri affari, vendendo alcol illegalmente. I due gruppi sociali avevano poco in comune, ma l’importanza specifica che l’istanza rivestiva per entrambi li condusse a cooperare per lunghissimo tempo, favorendo il raggiungimento dell’obiettivo. […]

  

Caro Di Maio, nulla è gratis

Nella maggior parte dei casi una stupidaggine è semplicemente una stupidaggine, e non merita nemmeno un secondo del nostro prezioso tempo per dimostrarne la natura. In quella pronunciata oggi dal Ministro Di Maio, che ha proposto “almeno mezz’ora di connessione gratuita alla Rete al giorno, come incentivo alla cittadinanza digitale”, si nasconde però uno dei vizi più dannosi e radicati nelle opinioni dei nostri compatrioti. E per questo merita cinque minuti di attenzione. Vado subito al punto: nulla è gratis. Nemmeno una connessione ad Internet, e nemmeno se è lo Stato a ‘offrirla’ ai suoi cittadini. L’idea sottostante alle parole […]

  

La Catalogna e i nuovi nemici della libertà

Distinguere la libertà dall’oppressione, col senno di poi, è un esercizio facile. Credo sia questa, in fondo, la ragione per cui oggi la stragrande maggioranza degli italiani si dicano liberali, democratici, antifascisti. Dietro a ciascuno di questi aggettivi si cela il rifiuto verso diverse forme di oppressione alla libertà: ad esempio verso la collettivizzazione, il voto censitario, il monopartitismo. Poco più di cent’anni fa, ben pochi europei davano per scontato che simili istituzioni fossero un ingrediente fondamentale della società in cui avrebbero desiderato vivere. La maggioranza, lo dimostra la storia, era disposta a sacrificarle senza starci troppo a pensare. Eravamo […]

  

Cinque banalità sul voto

1) No, il 40% del referendum non erano decisamente voti di Renzi. 2) Come sempre, la prima strategia dei vincenti è studiare meglio degli altri le regole del gioco. Casini eletto a Bologna col Pd sotto il 20%, Tabacci eletto a Milano con +Europa sotto il 3. La DC è salva. Chapeau. 3) Il voto organizzato e il voto cattolico sono un lontano ricordo. Per prendere voti non basta riorganizzare le briciole del Pd (LeU) o di Fi (NcI). Serve appeal elettorale. 4) Le campagne elettorali si fanno su internet, e infatti hanno vinto quelli che lo sanno usare meglio: Lega e […]

  

Non c’è proprietà senza Stato di diritto

Che il diritto di proprietà, in Italia, sia figlio di un dio minore, non è una novità. Due settimane fa, all’Istituto Bruno Leoni, abbiamo presentato un paper di Francesca Lippolis sulle procedure di esproprio nel nostro Paese. È stato particolarmente interessante, perché il tema – di per sé – può apparire arido agli occhi di un non giurista, ma se raccontato con chiarezza spiega meglio di tanti altri esempi l’incredibile disparità tra Stato e cittadini che giace incontestata nelle norme del nostro ordinamento – e quindi nelle nostre vite. L’esproprio, del resto, è tecnicamente un furto – sia pure legalizzato […]

  

Erdoğan e la democrazia

Un mese fa, l’esito del referendum britannico aveva generato un gigantesco polverone radical chic sui limiti della democrazia: persone normalmente pacate si sono spinte in avventurosi proclami sulla necessità di limitare il diritto di voto, riservandolo ad un ristretto gruppo di illuminati (di cui loro stessi, ovviamente, farebbero parte a pieno titolo). Oggi ci risiamo. A prescindere dal fatto che il coup turco l’abbia organizzato la corrente secolarizzata dell’esercito o Erdoğan in persona, il rigurgito anti-democratico verso quest’ultimo si è fatto nelle ultime ore sempre più insistente. Perché sì, è vero, ha vinto le elezioni, ma è un dittatore di fatto. E sapete una cosa? Io […]

  

Trivella #benecomune

Domenica 17 aprile si terrà il referendum “sulle trivellazioni”. Ci sono ottime ragioni per considerarlo una presa in giro, un bluff ideologico cui nemmeno chi è convinto che la tutela dell’ambiente debba avere la meglio su crescita economica e occupazione dovrebbe prestarsi. Ma non è di queste ragioni che voglio parlarvi: quelle le trovate qui, spiegate da chi conosce la materia molto meglio di me. Voglio darvi due cifre, invece, sull’ultimo grande referendum abrogativo che ha interessato il nostro paese, e che per molti versi ricorda molto da vicino la follia ideologica che accompagna quello sulle trivelle: sto parlando, ovviamente, […]

  

Lo strano primato sulla sharing economy

Che gli stati abbiano la pessima abitudine di appropriarsi non solo dei profitti, ma perfino del merito dell’innovazione che viene prodotta sul loro territorio non è certo una novità: basti pensare alla Silicon Valley o alla Cina odierna. Nella Svezia della prima metà del novecento (ben diversa da quella di oggi), lo stato inventò perfino un termine (snilleindustrierna, letteralmente “imprese geniali”) per definire il suo armamentario di campioni tecnologici (Ericsson, SKF, AGA, Electrolux). Oggi, innovazione significa – anche e soprattutto – sharing economy. Nell’Italia di oggi, di piattaforme collaborative di successo – purtroppo – ce ne sono pochine, per ragioni […]

  

Case occupate: quando la burocrazia incontra l’illegalità

Qualche giorno fa, a Piazzapulita, è andato in onda un servizio in diretta da un palazzo di San Giovanni, a Roma. Fino a qualche anno fa, quell’edificio era la sede della direzione generale dell’Inpdap, l’ente pubblico incaricato di fornire assistenza ai dipendenti della pubblica amministrazione. Poi, nel 2012, l’occupazione abusiva di tutti i sette piani del palazzo, che oggi è la casa di 180 famiglie. Nel servizio, l’inviata intervista uno degli occupanti, il quale, avendo perso il lavoro tre anni fa, ha “dovuto scegliere”: “o vai a vivere sotto i ponti” – ha esordito – “o ti rivolgi a un’associazione […]

  

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