1) No, il 40% del referendum non erano decisamente voti di Renzi.

2) Come sempre, la prima strategia dei vincenti è studiare meglio degli altri le regole del gioco. Casini eletto a Bologna col Pd sotto il 20%, Tabacci eletto a Milano con +Europa sotto il 3. La DC è salva. Chapeau.

3) Il voto organizzato e il voto cattolico sono un lontano ricordo. Per prendere voti non basta riorganizzare le briciole del Pd (LeU) o di Fi (NcI). Serve appeal elettorale.

4) Le campagne elettorali si fanno su internet, e infatti hanno vinto quelli che lo sanno usare meglio: Lega e M5S.

5) La doppia natura di Fi, che si trascina da ormai quattro anni come se nulla fosse, oggi finalmente diventa un ostacolo ineludibile. Perché dico finalmente? Perché l’OPA leghista obbliga finalmente al redde rationem, e non è detto per noi liberali non sia una buona notizia.

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