iPhone X divora il nuovo iPhone 8

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Dopo tanta attesa, piena di indiscrezioni, il Keynote del 12 settembre 2017 ha finalmente svelato tutte le novità in serbo per tutti i clienti di Apple. Partono le discussioni in rete su quanto di innovativo ci sia, di quanto i prezzi siano esorbitanti o meno, di quanto la società di Cupertino a 10 anni dal lancio del primo iPhone sia cambiata sotto la guida di Cook, succeduto nel 2011 al genio di Steve Jobs. La misura degli oggetti dei desideri è stata quindi fatta a caldo: cosa vorreste comperare tra i prodotti della Mela? i dati parlano chiaro… È l’iPhone […]

  

Culturexit: Italia un paese di capre

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Secondo i dati rilasciati recentemente da Eurostat, l’Italia farebbe meglio solo della Romania quanto a percentuale di laureati fra i 30 e i 34 anni, ovvero hanno un “pezzo di carta accademico” solo il 26,2%. Eurostat stessa fa notare che comunque l’obiettivo del Belpaese che avrebbe dovuto essere raggiunto nel 2020 è stato già superato, ma è ben lontano dal 40% fissato per l’UE nel suo complesso. Spaventa molto di più constatare che una percentuale vicina al 14% tra i 18-24enni non hanno conseguito un diploma di scuola secondaria, certificando anche l’elevato tasso di abbandono dei percorsi scolastici (alcuni riprenderanno […]

  

i 60 mila nomi dei neonati italiani

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A volte non si ha la percezione di quello che avviene attorno a noi, anche su costumi apparentemente di scarsa importanza ma che nel tempo offrono comunque degli spunti di riflessione. E alla fatidica domanda su quali siano i nomi più diffusi in Italia le risposte sono sempre quelle (secondo le elaborazioni su tutti i nomi negli uffici anagrafi italiani): per i maschi Andrea, Luca, Marco, Francesco e Matteo per le femmine: Giulia, Chiara, Francesca, Federica e Sara Ma i nuovi nati seguono trend diversi. Secondo l’Istat  nel 2014 tra le femmine è andata così: E tra i maschi così: […]

  

L’indice della miseria dei paesi: “ottimo” piazzamento per l’Italia

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Il  Misery Index è un indicatore che viene elaborato e monitorato con grande attenzione per attestare lo stato di salute delle economie dei paesi di tutto il mondo (o quasi). La sua composizione nella versione elaborata da Robert Barro (che migliorò quella di base di Okun) prende in considerazione 4 parametri: la somma del tasso di inflazione, tasso di disoccupazione, del tasso ufficiale di sconto a cui sottrarre il PIL reale pro capite. Al crescere del punteggio dell’indice di miseria corrisponde la crescita del livello di “miseria di un paese”. L’Italia fa la sua “bella figura” nella classifica: siamo undicesimi […]

  

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