Il Paese della corruzione percepita

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Secondo il più recente report di Transparency International l’Italia rimane saldamente nelle ultime posizioni europee nella classifica che mette in fila 180 paesi del mondo nel Corruption Perceptions Index. Si tratta di una rilevazione che tende a misurare tramite un’indagine che si ripete ogni anno e che intervista uomini d’affari ed esperti e che disegna una mappa mondiale molto interessante. L’Europa (vedi immagine) è il continente che si conferma quello con il punteggio migliore (più è alto il valore, più il paese o la regione è percepita come “sana” ovvero esente da corruzione) in modo stabile rispetto all’anno precedente. L’Italia […]

  

Via dalle banche verso FAMGA

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La normativa PSD2 ha aperto delle nuove frontiere nel panorama del sistema bancario europeo. Per prima cosa vale la pena di capire di che cosa si tratta. L’Europa ha di fatto introdotto un concetto che in altri mercati era già penetrato, ovvero la possibilità per società di provenienza extra finanziaria di operare presso la clientela Retail (i risparmiatori) offrendo servizi tipicamente bancari. Non si tratta di una mera intermediazione come quella offerta da motori di ricerca che permettono di trovare ad esempio il mutuo più conveniente o adatto alle proprie esigenze, ma della possibilità vera e propria di raccogliere denaro, […]

  

Forum PA e Smart Cities: una sfida difficile

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Prende il via oggi, 23 maggio 2017, l’appuntamento più importante per la Pubblica Amministrazione italiana: per tre giorni si discuterà di temi di fondamentale importanza per la macchina dello Stato, per le sue strutture, per i fornitori di soluzioni tecnologiche e non ultimi, anche se non direttamente presenti per i cittadini, che traggono vantaggio o svantaggio dall’andamento della burocrazia. Da una ricerca che verrà presentata proprio in apertura dei lavori esce un quadro sconsolante dello status attuale: per il 62% dei dipendenti pubblici la PA italiana è un castello di norme “ridondanti e confuse” che frenano l’innovazione e impediscono la […]

  

vince Alibaba, addio FB, povera Italia

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Secondo il rapporto sull’ecommerce italiano presentato recentemente dalla società di consulenza Casaleggio e Associati (prevengo pregiudizi e critiche: fanno anche altre cose oltre a seguire i M5S… e questa indagine la fanno bene) “il valore del mercato e-commerce al dettaglio a livello mondiale è stimato in 1.915 miliardi di dollari nel 2016, oltre 200 miliardi di dollari in più del 2015, e pari all’8,7% del totale del mercato di vendita al dettaglio (7,4% nel 2015)”. Sebbene ormai mezzo mondo sia connesso, e grazie alla diffusione del Mobile (smartphone), in grado potenzialmente di acquistare qualsiasi cosa a tutte le ore del […]

  

Culturexit: Italia un paese di capre

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Secondo i dati rilasciati recentemente da Eurostat, l’Italia farebbe meglio solo della Romania quanto a percentuale di laureati fra i 30 e i 34 anni, ovvero hanno un “pezzo di carta accademico” solo il 26,2%. Eurostat stessa fa notare che comunque l’obiettivo del Belpaese che avrebbe dovuto essere raggiunto nel 2020 è stato già superato, ma è ben lontano dal 40% fissato per l’UE nel suo complesso. Spaventa molto di più constatare che una percentuale vicina al 14% tra i 18-24enni non hanno conseguito un diploma di scuola secondaria, certificando anche l’elevato tasso di abbandono dei percorsi scolastici (alcuni riprenderanno […]

  

Non esiste più il digitale

Secondo un rapporto di Trackx il mondo è totalmente pervaso dai social network, al punto che la definizione di online/offline sta assumendo un significato quasi inverso: le cose accadono prima in Rete e successivamente nel mondo “reale”. I dati sono impressionanti non tanto per il numero in sé, quanto per i tassi di crescita ancora a doppia cifra. Ci sarebbero allo stato attuale 2,8 miliardi di persone che utilizzano i social network, con un incremento pari al 22% solo nell’ultimo anno. Domina Facebook con un’audience stimata di 1,9 miliardi di persone che vi accedono almeno una volta al mese e […]

  

Vieni a fare uno stage?

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Mentre sale il tasso di disoccupazione giovanile in Italia, soprattutto grazie alla riduzione del numero di giovani inattivi (sic!) ovvero coloro che avevano rinunciato a studiare, formarsi professionalmente o cercare lavoro, trovando certificazione nelle parole del Ministro del Lavoro Poletti secondo il quale “nel quadro complessivo preoccupa la situazione dell’occupazione giovanile, per cui alla diminuzione del tasso di inattività tra i giovani corrisponde solo un aumento della disoccupazione”, fiorisce in modo quasi incontrollato ormai il fenomeno degli “stagisti”. Sono figure che pur di entrare in contatto con il mondo del lavoro, seppur con titoli di studio e competenze importanti, vengono […]

  

Netflix e i finti big data

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L’analisi delle abitudini degli utenti di Netflix offre una ghiotta occasione per una riflessione sui Big Data, i Data Insights e le analisi che riempiono i sonni dei direttori marketing di tutto il mondo. Andiamo con ordine. Netflix annuncia di aver trovato dei pattern “interessanti” tra i dati rilevati in tutto il mondo relativi alle abitudini dei propri abbonati. La cosa migliore è riproporvi la loro metodologia: “Netflix ha analizzato i dati di visualizzazione di oltre 86 milioni di iscritti in più di 190 paesi nel periodo compreso tra gennaio 2016 e ottobre 2016. La ricerca ha esaminato i cambiamenti […]

  

Punti di (s)vista referendari

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Le analisi del voto al Referendum si susseguono e dicono tutto e il contrario di tutto. Come accade ovunque, e ancor di più quando l’appartenenza politica e/o ideologica la fa da padrone rispetto ad una competizione elettorale. In questo caso specifico forse ancor di più, sia per la rilevanza mediatica che nel Belpaese ha ossessionato la campagna elettorale, sia per la caratteristica dell’espressione del voto: una scelta dicotomica rispetto a una riforma complessa e multitematica. In alcuni studi qualitativi condotti in questi mesi è emersa un’interpretazione via via differente da parte degli elettori: in primo luogo la rilevanza di alcuni […]

  

I gufi neri: altro che il cigno!

Il post elettorale USA offre uno spettacolo desolante di opinionisti che citano la teoria del Cigno Nero di N.N. Taleb per trovare una spiegazione plausibile a quanto è accaduto e che era invisibile ai loro occhi. Per chi non avesse avuto modo di leggere il libro di Taleb, esperto dell’economia dell’incertezza (che peraltro è un modo riduttivo di classificarlo), riporto alcuni concetti importanti da ricordare e su cui si fonda la sua teoria del “cigno nero”: gli uomini tendono a sottovalutare gli eventi rari in termini di probabilità dal momento che non sembrano essere plausibili. Sebbene sia del tutto compatibile […]

  

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