30mar 12
33 Risposte a “L’ultimo cranio del marchese di Sade”
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le sensazioni che provoca, tra il romantico e il decadente, il ruolo salvifico della scrittura, come catarsi di un pensiero vorticoso, che spaventa ed affascina al tempo stesso, che si fa beffe della seriosità della vita e della totalità della morte, incuriosiscono il mio di pensiero, da sempre corteggiato ed intimorito da queste due forze. Bene, lo leggerò subito, ansiosa di farmi travolgere.
Complimenti per la tua iniziativa! Aspettiamo sempre il venerdì curiose di sapere cosa ci svelerai…
L’ULTIMO CRANIO DEL MARCHESE DI SADE…BELLA RECENSIONE…CON CALMA VEDRO’ ANCHE LE ALTRE
COMPLIMENTI
Gentile Mascheroni, grazie per la Sua risposta. Ma io insisto: un libro non è, non può essere, un esperimento scientifico.
Quando ho detto “non dipende da me, ma dal libro” intendevo che la possibilità che scelga un libro per (video)recensirlo dipende moltissimo dal testo, da quanto è capace di incuriosirmi, di stupirmi, di raccontarmi qualcosa che ribalti le mie convinzioni, di provocarmii… Solo allora io come lettore da “freddo” e “impersonale” potrò reagire, scaldarmi e dialogare col testo… Non voglio essere (per partito preso) “asettico” e “distaccato”. Anzi, chiedo di essere trascinato dentro la storia, non aspetto altro. Ma deve essere il libro a chiamarmici dentro. Tutto qui.
Da persona che da sempre scrive, visto anche il Suo commento ad altro Lettore, mi chiedo: è davvero possibile scrivere qualcosa che abbia un contenuto assoluto, anzi ASSOLUTO? Dire “non dipende da me, ma dal libro” è strano, è freddo, anzi direi è gelido. Sulla ambientazione cimiteriale di questa recensione, psicologicamente mi ritraggo, poiché essa suscita in me sentimenti di diniego. Ma è un mio problema. Così come quando qualcuno scrive un libro, ci mette se stesso, la propria anima. Se questa Anima sapesse dover essere dispersa in mezzo a dei fogli, sì da divenire “pura letteratura”, usa e getta, o conserva come una marmellata, da spalmare o da offrire a chi ci aggrada per dire che è buona, che scriverebbe a fare? Mascheroni: sto riflettendo se Ella mi piace e quanto. Ma, se mi dice di voler essere asettico e distaccato da ogni scritto, automaticamente svanisce in me ogni interesse verso qualunque Sua opinione letteraria.Dietro ogni parola scritta ci sono le persone, c’è la Vita intesa come quotidianità, persino come banalità. Le parole, nemmeno le migliori scritte nei tempi, potranno mai colmare il vivere incontro e l’incontrare l’altro.
Perché no? Ricevo – mi creda – decine e decine di libri, ogni giorno. Alcuni li recensisco sulle pagine culturali del Giornale, altri li scelgo per le mie videorecensioni sul Giornale.it, altri ancora li segnalo nei premi letterari dove sono in giuria (il premio Vigevano e il premio Chiara), altri li leggo per mio piacere, altri li sfoglio e basta, altri non li apro nemmeno, alcuni, pochi, li tengo nella mia – immensa – libreria (la cosa di cui sono più orgoglioso nella mia vita, un vero gioiello), e la maggior parte, quelli che non hanno ai miei occhi un valore letterario o editoriale o storico particolarmente significativo, li regalo o li porto a biblioteche e mercatini. Quando riceverò il suo romanzo, lo guarderò volentieri. Se poi sarà scelto per le mie videorecensioni… quello dipende dal libro. Non da me.
l.m.
Dopo i miei complimenti per le sue ottime videorecensioni, le chiedo: se uno scrittore non affermato le inviasse gratuitamente un libro regolarmente pubblicato da una piccola casa editrice, a seguito di seria e attenta valutazione, lei sarebbe disposto, non dico a farne una videorecesione, ma soltanto a leggerlo?
Scusandomi per la provocazione,
Arkell Willkingly
complimenti, molto bella e ben realizzata la tua videorecensione
Le ossa, il sepolcro, i cipressi: i cimiteri, anche per chi li ha rimossi, sono i giardini della nostra infanzia. Per me lo sono stati sul serio. Lì ho contemplato per la prima volta la luce di Levante e Ponente, cioè il confine fragile e stupefacente tra la Vita e la Morte.
Caro Gigi, ti avrei voluto compagno di giochi tra la tomba di mio padre e il Cristo più bello di ogni modello futuro, di ogni rapinatore a mano armata, di ogni playboy, di ogni quattrocentista e superwelter. Avremmo giocato con ceri e garofani secchi.
Stavolta ci siamo! Bella ambientazione, spolverino fico e statue funebri intriganti. Non sono riuscita a leggere il nome del Cimitero Monumentale di…dov’è, a Milano? Il fonico, però, deve fare un ulteriore, piccolo sforzo per equalizzare i toni vicino/lontano…Sei davvero bravo, praticamente reciti!
Alla prossima videorecensione: mi piacciono.
Video recensioni sempre all’altezza. Adesso sono curioso di vedere come vai avanti con le location.
Meno male che nessuno al cimitero si è offeso…
Finalmente un audio decente!
no, no, non credo che questo libro possa fare per me, meglio quello di cucina. Comunque sei un grande !
la cosa peggiore non sono i video ambientati al cimitero ma i commenti nel blog di quei pazzi che hanno preso a seguirti puntualmente…
Bravo.
Complimenti
Bello, complimenti, e l’audio all’aperto (almeno quello vicino alla “morte”) è migliorato. Se non sbaglio le prime scene sono state girate al Tempio crematorio, che giace in stato di pressoché totale abbandono… Visto che ringrazi il Monumentale, non potresti -da giornalista- segnalare l’incuria? Vado ogni tanto a trovare degli amici, e da 18 anni non è stata messa una pietra a posto…
Luigi, al Cimitero Monumentale
sei ME-RA-VI-GLIO-SO
GIGI SEI UN MITO!
Molto efficace e ben girato, direi che tieni benissimo la scena, senza incertezze, con piglio deciso ed auto-ironico. Lo faccio girare fra i miei amici fb, e a proposito, direi di “invitarci” lì al più presto
Il tema appassiona, ma non so se lo compro: farà per me? E tu, ti sei divertito di più tra l’arte funeraria o l’arte culinaria?
grazie della dritta-sono un cultore di de sade
Indovinatissima l’ambientazione. Oltre alla recensione mi piace troppo anche questo “Milan Slow Tour”. Bravo, bravo, bravo!
Alle porte della Settimana Santa, quale miglior lettura se non quella relativa alla tragica fine del Divin Marchese ed alla storia della di lui reliquia?
Finora il libro che più mi appassiona. Sarà anche la presentazione fatta in contesti crepuscolari, la bellezza del Cimitero Monumentale; ma, a prescindere da tutto ciò, un romanzo dedicato al declino e alla fine di questo Cristo al contrario, ed alla sua “resurrezione” come feticcio, come cranio, come sorta di graal del peccato e del vizio è sicuramente avvincente. Lo compro.
Molto bella, poi, la copertina. Di chi è?
Carissimo Luigi,
sempre più belli i tuoi video, con uno mi hai indotto a leggere Mari, con un altro hai mandato mia moglie in libreria a prendere il libro
sulla cucina, ora tocchi De Sade, uno dei miei amori di giovinezza…
Bravo!!!
Eh, sei carino nel video!
Anche Chessex sono certa avrebbe apprezzato.
Ullala’…pas exactement pour moi, ma complimenti come semre!
bellissima location, snobbata dai più, ricordata solo a novembre per il macabro rito dei morti
Complimenti cher Luigi!
Affascinante… un altro libro che andrà a posarsi sulla colonna accanto al mio letto!