29giu 12
24 Risposte a “Scritti galeotti”
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Ognuno ha la sua stanza dei giocattoli. Il luogo del proprio “ritiro” giornaliero; in cui abbandonarsi alla più totale libertà, lasciare galoppare i sensi tutti, naturalmente in base al le preferenze personali. Ma non tutti siamo alla pari, nel potere usufruire di tempo e spazio per il gioco. Secondo me, chi per necessità, chi per interesse, chi per condizione fisica o mentale presentano differenze sostanziali, per entrere o no nella stanza del “ludus”. Alla fine sono sempre i soliti “oi olìgoi”, i pochi, ad assaporare i piaceri del godimento fisico, scientifico, fantasioso del nostro ego.
Reso molto bene…forse più che nel libro
Oltre ad apprezzare l’idea geniale delle video recensioni, ci tengo a dirti che mi piace molto quello che scegli. Dopo averti visto recentemente alle prese con mestoli e utensibili da cucina, intrigando la curiosità verso il libro e il buon umore in generale, hai saputo ora descrivere da un carcere – cambiando decisamente sguardo e postura – quanto l’immaginazione possa emergere ed avere sfogo anche quando é soffocata e rinchiusa. D’altra parte, scrivere e leggere sono attività quasi sempre solitarie, da cui attendiamo la restituzione di qualcosa che abbiamo perso. Se non potessimo dare sfogo anche alla scrittura oppure alla lettura, certi luoghi dell’anima non potremmo visitarli mai.
Grazie per questa proposta letteraria.
E’ vero che senza sofferenza è inutile scrivere. Si sa che Dante Alighieri non avrebbe scritto niente se non fosse stato cacciato da Firenze! Quindi capisco i carcerati scrittori. PERO’, dico io, forse sono felici tutti gli altri? Che ne sanno i critici sulla vita di un “Travet”? Che ne sanno di famiglie integerrime che soffrono quotidinamente!!! Signori critici… vergognatevi!
Una recensione vissuta nella cruda realtà, bravo.
per il tuo prossimo libro ti consiglio le carceri di Savona
Molto bene. E finalmente Mascheroni in galera
Sempre più interessante e piacevole da ascoltare e sopratutto guardare queste video-recensioni per uno come me, legatissimo all’immagine!
Mamma mia, hai avuto un bel coraggio, e se ti tenevano li? Ciao
Visto e apprezzato, così come quello su libro di Spinazzola
molto interessante
Bellissima recensione…,quando le sbarre non sono metaforiche la vita viene smascherata nella sua zona d’ombra…Saluti calorosi (diffondo la cosa)
Bella, bellissima videorecensione
Chi galera non prova, libertà non apprezza.
Molto interessante questo nuovo modo di raccontare i libri. e’ la prima volta che vedo qualcosa del genere. mi sembra bellissimo.
Ciò mi si ricollega un po’ ad una delle puntate precedenti sul “come parlare dei luoghi senza esserci mai stati”. La costrizione fisica potrebbe aumentare l’immaginazione come meccanismo di compensazione.Ma, forse aumenta anche la curiosità da parte di chi sta aldiqua delle sbarre verso il pensiero di chi sta aldilà di esse. Intendo dire che si può anche partire dal preconcetto che una cosa sia interessante più di quanto in effetti poi possa essere. Comunque, ammetto che sta aumentando la Sua bravura nella interpretazione audiovisiva. Cari saluti.
Peccato abbiano aperto la cella….
Bello, bravo!
Un video-tranche de vie che, da dietro le sbarre, sublima il senso di libertà proprio della letteratura!
Sei BRAVISSIMO! Non avevo dubbi! Ti ho subito postato sulla mia pagina fb e aspetto con ansia il prossimo video. Ora scusami, ma mi guardo un po’ di quelli ‘vecchi’
Leggo i suoi articoli che trovo sempre interessanti e pieni di creatività.
A proposito di “Scrittori galeotti” (per associazione di idee) le segnalo il Premio Fregene che darà un riconoscimento al libro “Siamo noi, siamo in tanti. Racconti dal carcere”Rai-Eri. Il premio verrà dato anche per sostenere le attività di lettura e di scrittura all’interno delle carceri italiane
Spettacolo, sei sempre meglio! Saranno i magici 40 anni…
Ma sei bravissimo!!
Davvero molto bello… un po’ inquietante, ma bello…bravo.