Anche agli americani piace un Berlusconi?

Un imprenditore dai modi schietti e famoso per le sue apparizioni in tv, per la sua vita sentimentale turbolenta e per la pettinatura che alcuni giudicano “discutibile”. Questo è Donald Trump, imprenditore immobiliare 70enne e nota personalità televisiva che, a sorpresa, è finito in testa al vasto campo di candidati repubblicani alle primarie 2016. I moderati Jeb Bush e John Kasich, così come i conservatori Ted Cruz e Mike Huckabee, sono stati choccati da questa irresistibile ascesa. Più il candidato viene attaccato, più cresce nei sondaggi. E anche i favoriti della prima ora, come Marco Rubio e Scott Walker, sono […]

  

La fine della gavetta politica. Anche negli Stati Uniti.

Mentre cominciano a definirsi ormai definitivamente i vari contendenti alle primarie presidenziali repubblicane (che saranno un numero record: 15) e a quelle democratiche (solo 4, compresa Hillary). Molti di questi hanno davvero una scarsa esperienza e tre di essi (tutti e tre repubblicani) non hanno mai occupato una carica elettiva. Bisogna risalire al 1940, con la candidatura dell’avvocato repubblicano Wendell Willkie, per trovare un candidato completamente outsider. E comunque perse le elezioni con ampio margine contro Franklin Delano Roosevelt, già presidente da due mandati e proveniente da una ricca famiglia newyorkese politicamente impegnata e dove lui stesso aveva già occupato […]

  

Paranoie texane

Il Texas forse è lo stato che più si distacca dalla visione obamiana. Da bastione democratico che era fino agli anni ’60 (Lyndon Johnson riuscì ad arrivare alla presidenza dal suo ranch texano, passando per i banchi del Senato), dopo la rivoluzione reaganiana del 1980 divenne uno dei principali arsenali della macchina da guerra repubblicana. Le elezioni dell’anno scorso hanno visto un trionfo repubblicano a tutti i livelli, in ogni singola carica statale. I democratici rimangono trincerati in alcune città, come San Antonio, Austin, Dallas e Houston. I repubblicani, poi, si sono spostati sempre di più a destra, e uomini […]

  

Quando il Senato americano tornò elettivo. Nel 1912.

In questi giorni in cui la discussione sull’Italicum ha preso una svolta sul possibile ritorno dell’elettività dei senatori, nessuno ha pensato all’altro caso in cui, poco più di cent’anni fa, un’altra Camera Alta cambiò modalità d’elezione. Parliamo, ovviamente degli Stati Uniti e di quando nel 1912 fu introdotto il diciassettesimo emendamento costituzionale, approvato dalla maggioranza degli stati un anno più tardi. Prima di allora, l’elezione dei senatori da parte delle assemblee elette dei singoli stati si diceva che causava inefficienza e corruzione: molti senatori venivano considerati a libro paga dei grandi monopolisti privati come petrolieri, aziende ferroviarie e altri grandi […]

  

Harry Reid, ovvero come smontare molti pregiudizi

Le cronache politiche americane non parlano solo di candidati alle presidenziali. Scavando un po’ di più, si trovano cose più sfiziose, come l’imprevisto ritiro di Harry Reid, capogruppo di minoranza al Senato, membro del Partito Democratico. Molti, tra cui il Movimento 5 Stelle, hanno spesso veicolato l’idea che all’estero e anche negli Stati Uniti la politica sia un servizio fornito gratuitamente per un breve periodo, senza tramare dietro le quinte e senza arricchimento personale. Vediamo però chi è Harry Reid. -Classe 1939, avvocato, figlio di un minatore e di una lavandaia, dopo un’infanzia estremamente povera, entra rapidamente nella macchina politica […]

  

Prima candidatura, prime imprecisioni

Come avrete sentito, il primo candidato alle presidenziali del 2016 è sceso in campo per le primarie repubblicane. Parliamo di Ted Cruz, senatore repubblicano del Texas e probabilmente il più conservatore anche fra tutti i candidati che verranno. Almeno stando ai media, anche americani. Riassumiamo in breve le sue posizioni politiche: 1-Contrario all’aborto, tranne quando la vita della madre è in pericolo (qui Scott Walker, repubblicano governatore del Wisconsin e prossimo alla candidatura, è ancora più estremo, escludendo anche questa fattispecie) 2-Contrario al matrimonio gay, ma ritiene che la questione debba essere lasciata ai singoli stati (l’ex presidente George W. Bush […]

  

47 senatori contro il piano di Obama sull’Iran: chi ha ragione?

Una delle notizie più clamorose degli ultimi giorni riguardante gli Stati Uniti è passata sotto relativo silenzio sui media italiani (con le dovute eccezioni): la lettera spedita all’Iran scritta dal senatore Tom Cotton (qui un suo ritratto, scritto all’indomani della sua elezione lo scorso novembre) e controfirmata da altri 46 senatori repubblicani, che avverte l’Iran che un eventuale accordo preso tra l’amministrazione Obama e Teheran potrebbe non ricevere i voti necessari alla ratifica del trattato (60 su 100) e che un prossimo presidente, auspicabilmente repubblicano, potrebbe non rinnovare il trattato. La lettera, che potete leggere qui, è certamente inusuale. E […]

  

America: perché non è l’Europa. Ed è giusto così

Comincio questo post facendo chiarezza su un punto: l’America non è l’Europa. Ogni riduzione di questa a situazioni europee o peggio italiane non è corretto per definizione. Su tutte, l’elezione del sindaco democratico di New York, visto sui media italiani come “l’alba di un nuovo giorno”, bypassando le due ottime amministrazioni del repubblicano Rudy Giuliani e del magnate dei media Michael Bloomberg, prima repubblicano poi indipendente, che hanno reso New York la città più sicura d’America, con lo stesso numero di omicidi annui di Provo, in Utah, cittadina di 112mila abitanti. Seconda cosa: una sinistra propriamente detta negli Stati uniti, semplicemente, NON ESISTE.  […]

  

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