Come avrete sentito, il primo candidato alle presidenziali del 2016 è sceso in campo per le primarie repubblicane.

Parliamo di Ted Cruz, senatore repubblicano del Texas e probabilmente il più conservatore anche fra tutti i candidati che verranno. Almeno stando ai media, anche americani.

Riassumiamo in breve le sue posizioni politiche:

1-Contrario all’aborto, tranne quando la vita della madre è in pericolo (qui Scott Walker, repubblicano governatore del Wisconsin e prossimo alla candidatura, è ancora più estremo, escludendo anche questa fattispecie)

2-Contrario al matrimonio gay, ma ritiene che la questione debba essere lasciata ai singoli stati (l’ex presidente George W. Bush invece addirittura propose un emendamento costituzionale per restringere il riconoscimento matrimoniale ai soli eterosessuali)

3-Contrario alla legalizzazione della marijuana, ma favorevole a lasciare la questione ai singoli stati (il governatore della California, il democratico Jerry Brown, ha espresso la sua totale contrarietà)

4-Favorevole alla libera circolazione delle armi (come tutti i repubblicani e anche alcuni democratici, come il senatore Joe Manchin)

5-In politica estera si considera un falco, ma non “estremo come John McCain”

Con questo non voglio dire che Cruz non sia un conservatore. Anzi, lo è moltissimo. Allora, cosa lo rende diverso dagli altri? Probabilmente la scarsa attitudine al compromesso, che nel 2013 lo portò su posizioni irremovibili tanto da far saltare l’accordo bipartisan sul budget federale 2013-2014 e far chiudere gli uffici governativi americani per 16 giorni, il cosiddetto shutdown.

E il fatto che anche diversi intellettuali conservatori, come il professor Kevin Gutzman, costituzionalista, pensi che Cruz sia più che altro apparenza e poca sostanza.

Ecco cosa ha scritto Gutzman su Facebook:

Ted Cruz is a Harvard Law graduate lauded by a prominent Harvard Law professor as “brilliant” who has two years’ Senate experience, made his name by opposing an unpopular program, and would be an ethnic first. I think I’ve heard this song somewhere before.

Insomma, secondo Gutzman, si tratterebbe di un Obama di destra (anche lui laureato ad Harvard, con poca esperienza in Senato, reso famoso da un’opposizione dura a una legge impopolare e che sarebbe un primo presidente “etnico”). Non esattamente un buon segno.

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