La fine della gavetta politica. Anche negli Stati Uniti.

Mentre cominciano a definirsi ormai definitivamente i vari contendenti alle primarie presidenziali repubblicane (che saranno un numero record: 15) e a quelle democratiche (solo 4, compresa Hillary). Molti di questi hanno davvero una scarsa esperienza e tre di essi (tutti e tre repubblicani) non hanno mai occupato una carica elettiva. Bisogna risalire al 1940, con la candidatura dell’avvocato repubblicano Wendell Willkie, per trovare un candidato completamente outsider. E comunque perse le elezioni con ampio margine contro Franklin Delano Roosevelt, già presidente da due mandati e proveniente da una ricca famiglia newyorkese politicamente impegnata e dove lui stesso aveva già occupato […]

  

Harry Reid, ovvero come smontare molti pregiudizi

Le cronache politiche americane non parlano solo di candidati alle presidenziali. Scavando un po’ di più, si trovano cose più sfiziose, come l’imprevisto ritiro di Harry Reid, capogruppo di minoranza al Senato, membro del Partito Democratico. Molti, tra cui il Movimento 5 Stelle, hanno spesso veicolato l’idea che all’estero e anche negli Stati Uniti la politica sia un servizio fornito gratuitamente per un breve periodo, senza tramare dietro le quinte e senza arricchimento personale. Vediamo però chi è Harry Reid. -Classe 1939, avvocato, figlio di un minatore e di una lavandaia, dopo un’infanzia estremamente povera, entra rapidamente nella macchina politica […]

  

47 senatori contro il piano di Obama sull’Iran: chi ha ragione?

Una delle notizie più clamorose degli ultimi giorni riguardante gli Stati Uniti è passata sotto relativo silenzio sui media italiani (con le dovute eccezioni): la lettera spedita all’Iran scritta dal senatore Tom Cotton (qui un suo ritratto, scritto all’indomani della sua elezione lo scorso novembre) e controfirmata da altri 46 senatori repubblicani, che avverte l’Iran che un eventuale accordo preso tra l’amministrazione Obama e Teheran potrebbe non ricevere i voti necessari alla ratifica del trattato (60 su 100) e che un prossimo presidente, auspicabilmente repubblicano, potrebbe non rinnovare il trattato. La lettera, che potete leggere qui, è certamente inusuale. E […]

  

America: perché non è l’Europa. Ed è giusto così

Comincio questo post facendo chiarezza su un punto: l’America non è l’Europa. Ogni riduzione di questa a situazioni europee o peggio italiane non è corretto per definizione. Su tutte, l’elezione del sindaco democratico di New York, visto sui media italiani come “l’alba di un nuovo giorno”, bypassando le due ottime amministrazioni del repubblicano Rudy Giuliani e del magnate dei media Michael Bloomberg, prima repubblicano poi indipendente, che hanno reso New York la città più sicura d’America, con lo stesso numero di omicidi annui di Provo, in Utah, cittadina di 112mila abitanti. Seconda cosa: una sinistra propriamente detta negli Stati uniti, semplicemente, NON ESISTE.  […]

  

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