La fine della gavetta politica. Anche negli Stati Uniti.

Mentre cominciano a definirsi ormai definitivamente i vari contendenti alle primarie presidenziali repubblicane (che saranno un numero record: 15) e a quelle democratiche (solo 4, compresa Hillary). Molti di questi hanno davvero una scarsa esperienza e tre di essi (tutti e tre repubblicani) non hanno mai occupato una carica elettiva. Bisogna risalire al 1940, con la candidatura dell’avvocato repubblicano Wendell Willkie, per trovare un candidato completamente outsider. E comunque perse le elezioni con ampio margine contro Franklin Delano Roosevelt, già presidente da due mandati e proveniente da una ricca famiglia newyorkese politicamente impegnata e dove lui stesso aveva già occupato […]

  

Quando il Senato americano tornò elettivo. Nel 1912.

In questi giorni in cui la discussione sull’Italicum ha preso una svolta sul possibile ritorno dell’elettività dei senatori, nessuno ha pensato all’altro caso in cui, poco più di cent’anni fa, un’altra Camera Alta cambiò modalità d’elezione. Parliamo, ovviamente degli Stati Uniti e di quando nel 1912 fu introdotto il diciassettesimo emendamento costituzionale, approvato dalla maggioranza degli stati un anno più tardi. Prima di allora, l’elezione dei senatori da parte delle assemblee elette dei singoli stati si diceva che causava inefficienza e corruzione: molti senatori venivano considerati a libro paga dei grandi monopolisti privati come petrolieri, aziende ferroviarie e altri grandi […]

  

47 senatori contro il piano di Obama sull’Iran: chi ha ragione?

Una delle notizie più clamorose degli ultimi giorni riguardante gli Stati Uniti è passata sotto relativo silenzio sui media italiani (con le dovute eccezioni): la lettera spedita all’Iran scritta dal senatore Tom Cotton (qui un suo ritratto, scritto all’indomani della sua elezione lo scorso novembre) e controfirmata da altri 46 senatori repubblicani, che avverte l’Iran che un eventuale accordo preso tra l’amministrazione Obama e Teheran potrebbe non ricevere i voti necessari alla ratifica del trattato (60 su 100) e che un prossimo presidente, auspicabilmente repubblicano, potrebbe non rinnovare il trattato. La lettera, che potete leggere qui, è certamente inusuale. E […]

  

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