In questi giorni in cui la discussione sull’Italicum ha preso una svolta sul possibile ritorno dell’elettività dei senatori, nessuno ha pensato all’altro caso in cui, poco più di cent’anni fa, un’altra Camera Alta cambiò modalità d’elezione. Parliamo, ovviamente degli Stati Uniti e di quando nel 1912 fu introdotto il diciassettesimo emendamento costituzionale, approvato dalla maggioranza degli stati un anno più tardi. Prima di allora, l’elezione dei senatori da parte delle assemblee elette dei singoli stati si diceva che causava inefficienza e corruzione: molti senatori venivano considerati a libro paga dei grandi monopolisti privati come petrolieri, aziende ferroviarie e altri grandi […]