Macerie

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Nel giorno in cui tutto in Italia è successo, Governo nascente, Governo morente, impeachment, piazze vocianti, urla di alti tradimenti, accuse di gravosissimi reati, tintinnar di manette per importanti cariche dello Stato, ho abbassato improvvisamente il volume della televisione in cui ero assorbito come milioni di cittadini, e ho preso un libro in mano. Sicura è stata la scelta, Marco Aurelio, sicura la pagina: “Pensa un po’, per esempio, ai tempi di Vespasiano; vedrai tutte queste cose: gente che si sposa, che alleva figli, s’ammala, muore, fa la guerra, fa festa, fa il mercante, il contadino; gente che adula, che […]

  

I razziatori di professione non temono galera

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Pisciando in un campo, la pipì si infiltra lentamente tra l’erba, scivola tra filo e filo, radice e radice, inumidisce a pozza la terra circostante e dopo poco penetra dentro. Entro pochi minuti rimane solo un debolissimo alone più scuro sul verde manto, che sparisce dopo poco. Io non so spiegar meglio la storia di quotidiane razzie dei sepolcreti della Tuscia, tra Grosseto, Viterbo, Civitavecchia e Roma. I tombaroli, i saccheggiatori lavorano tutti i giorni (come lo so? Basta seguire il fiorentissimo mercato online di antichità e manufatti archeologici). Indisturbati svolgono un lavoro minuzioso, criminale, maledetto. Esiste da decenni, da […]

  

Uomini senza donne (che vanno allo stadio)

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Stavo guardando un programma televisivo in cui si impiattava una fogliolina di basilico rosso con tre grani di sale rosa dell’Himalaya facendola passare come una cena adeguata per un cristiano sano di mente: così, innervato anch’io dal sacro fuoco della creazione improvvisata, ho aperto il frigorifero e ho pensato a come soddisfare le dighe di fame che mi si stavano aprendo a valanga nello stomaco (le donne di casa erano allo stadio a vedere 22 coglioni che tiravano calci ad una palla). Soffritto di scalogno fresco, poi ho indorato al fuoco la salsiccia, l’unica salsiccia che quelle filibustiere traditrici mi […]

  

Le mani di un artista sono sacre

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Ogni volta che passo da La Spezia, ho un posto fisso dove fermarmi. Non la cattedrale di Cristo Re, il cui costruttore, di fronte al Cristianesimo in piena crisi di vocazione e di visione, pensò bene che, per attrarre i fedeli, non bisognasse creare una grande bellezza, ma un grande supermercato, e prova certa ne è la sfilata di negozi nel porticato di accesso alla chiesa. Non il duomo, dunque, vado a vedere ogni volta tocco La Spezia, e neanche la neonata rivisitazione di Piazza Verdi firmata Daniel Buren, che mi ha fatto litigare due volte con Vittorio Sgarbi. Mi […]

  

Virilità allo specchio

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Artisti, Facebook è lo specchio della vostra patologia fallica. Apro i vostri profili e ci sono solo le vostre opere, i vostri dipinti, le vostre sculture, i vostri premi, le vostre mostre. Sempre e solo voi. Incessantemente voi. Il mondo non esiste. Esistete solo voi. Come una continua esaltazione del proprio sesso eretto, perennemente esaltato e lodato nella sua ancestrale prestanza. Inizia la guerra in Siria, e voi mostrate il vostro fallo. Autobombe dilaniano l’Egitto, e voi esibite quanto la natura vi ha donato tra le vostre mani e le vostre gambe. Crollano le domus a Pompei e voi celebrate […]

  

Salvini-Di Maio? Macché, leggete Platone

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Io non ho tempo di leggere tutto Platone e c’è chi ha tempo di leggere le varie versioni giornaliere del contratto di governo, ora definitivo, tra Salvini e Di Maio. Lo spulcionano, rispulciano, vivisezionano, comparano, smantellano, rimantellano le parole dei due capipartito, ed io mi chiedo se non si sentano in colpa (tremenda, interiorissima colpa) a rileggere per l’ennesima volta queste parole al vento, queste lettere morte, queste omelie e prediche (come lo sono i programmi di tutti i partiti), mentre non hanno mai sfogliato la Gorgia di Platone. Ascoltano, riascoltano le micro-dichiarazioni dei leader e non sanno come inizia […]

  

I tombaroli hanno lavoro. Gli archeologi no

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Se vendi cocaina, rischi la galera. Se vendi armi illegali, rischi una pallottola in bocca o infilata nella schiena. Se smisti rifiuti tossici, rischi metastasi e cellule tumorali su tutti i polmoni. Un solo mercato nero, in Italia, è a rischio zero: quello che saccheggia le rovine e le vestigia della nostra civiltà per immettere le antichità razziate dai tombaroli nel commercio internazionale di opere d’arte. Non rischi nulla, al massimo una multa. Per questo, anche in questi giorni, i tombaroli hanno saccheggiato indisturbati (finché non hanno commesso un’ingenuità da essere intercettati) il sito archeologico più importante e visitato al […]

  

Le scuole sono al collasso

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Crolleranno altri 100, altri 1000 tetti nelle scuole italiane, così come è venuto giù quello della scuola di Fermo, fortunatamente a mattino presto senza far vittime. Perché le scuole sono al collasso. E il problema non è che mancano i soldi. Il problema è l’ingestibile, burocratica catena di procedure, codici, protocolli, sopralluoghi, accensioni mutui, gare, assegnazioni, progetti preliminari, progetti esecutivi, che immobilizzano nei mesi, spesso negli anni, i lavori di ristrutturazione e di messa in sicurezza che, se fossero necessari a casa nostra, ci metteremmo una settimana, un mese, a farli, non di più. Se a casa perde un tubo […]

  

La Torre della criminalità

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Lei pende e tutto attorno, fin dove gestisce la fabbriceria della cattedrale, chiamata Opera della Primaziale Pisana, è ovunque pulito, ordinato, ben organizzato per accogliere e indirizzare la fiumana quotidiana dei turisti. Ma proprio a ridosso della Torre pendente di Pisa, non appena si lascia questo spazio tutelato a gioiello, la criminalità è la vera incontrastata padrona di strade, vie, piazzette e parcheggi. Flotte di ragazze nomadi rubano indisturbate, di giorno, i portafogli dei passanti. Spacciatori collaudati stazionano in capannoni dismessi per smerciare eroina, pasticche ed erba che si sente la puzza da trenta metri. Senegalesi e marocchini che gestiscono […]

  

La bocca che non emette voce

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In fondo era ampiamente prevedibile: nell’arte l’astrazione, che è stata la lingua prevalente del Novecento, non poteva vivere a lungo come dominante, come egemonica, perché l’uomo non vive senza segni, senza simboli, che l’astrazione a lungo ha soppresso pensando di darsi completamente asignica, asimbolica, analfabetica, gesto puro senza connotati di razionale lettura, come invece accade leggendo un romanzo, una poesia (le parole sono segni), guardando uno spettacolo teatrale (i personaggi sono catene di segni), ascoltando una canzone (i brani sono successioni di segni), seguendo un film (trama, lingua e ripresa cinematografica sono alfabeto signico). Il gesto puro, il monocromo, il […]

  

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