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La specializzanda che seduce il medico. Il professore che si invaghisce della studentessa ammiccante. Il marito infelice che si innamora di una sexy ballerina al corso di tango. La moglie che cede alle avance di un corteggiatore che la cosparge di cioccolata prima di fare l’amore.

Il tradimento è un cliché costellato di cliché. Già di per sé. E quando un programma come Alta Infedeltà su Real Time prova ad approfondire (ancora una volta) cause e conseguenze dell’amore, il cliché del tradimento raggiunge l’Iperuranio televisivo della finzione. La quinta essenza delle corna prende forma.

Perché, diciamoci la verità, venire a sapere che il collega d’ufficio è cornuto ci piace. Anzi, quasi ci eccita, come tante scimmie in amore. Che goduria sarebbe tanare il capo che tradisce regolarmente la moglie con la giovane e disinibita segretaria?

La passione per il torbido è democratica. Nessuno è immune.

Triangolo amorosi, doppie vite di coppie normali, perversioni, amarezze, insoddisfazioni dell’uomo medio e della donna media, gelosie, piccanti giochini da camera da letto, eccitazioni, trasgressioni e drammi. Alta Infedeltà è una vera e propria chiamata alle armi di tutti gli istinti più beceri e le bassezze più sporche con la regia di chi fa intrattenimento (e soldi) andando a frugare nel sottobosco della libidine umana.

Insomma, come dice il promo: “per mille modi di amare ci sono mille modi di tradire, perché quando c’è di mezzo un tradimento la verità non è mai una sola“. Eppure, stavolta la verità è una sola: Alta Infedeltà è un programma pessimo.

Sembra quasi di guardare un brutto film per mille volte. C’è il marito medico che va fuori di testa per una pittrice ipocondriaca. Poi l’amore folle, il sesso, tutto bello e meraviglioso. Gli indizzi, le bugie e la moglie lo becca. Pentimento, giornate in ginocchio sui ceci, un piantarello che in tv è sempre come il cacio sui maccheroni e alla fine, non succede nulla. Tutto perdonato e vissero cornuti, felice e contenti.

E quindi? Quale sarebbe il nocciolo della questione? Dov’è la sostanza di questa insalata di ricostruzioni finte recitate da pessimi attori, intervallate da stralci di interviste ai veri protagonisti?

Cosa dovremmo fare dopo aver visto una puntata di Alta Infedeltà? Forse scapicollarmi a controllare cellulare, tablet e computer del mio compagno, dopo avergli annusato tutti i vestiti e controllati i luoghi degli scontrini abbandonati nelle tasche dei jeans?

Il tradimento è banale. Portarlo in tv lo è ancora di più. Alta Infedeltà non ha speranze.

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