Camorra: Iovine, io non temevo Saviano, ma Bidognetti...

Il pellegrinaggio mariano di Saviano si compirà. Del resto, chi potrebbe mai resistere al richiamo della Maria televisiva? Così, come già fecero Matteo Renzi e Don Luigi Ciotti due anni fa, anche lo scrittore di Gomorra uscirà dai sicuri e confortanti confini di Raitre per approdare ad Amici. Ma la “gente de sinistra”non l’ha presa bene.

Prima cosa da dire: per sua natura Roberto Saviano non ha certo quella simpatia contagiosa e frizzante. Anzi, almeno l’80 per cento delle volte, causa sbadigli, sonore sbuffate e borbottii vari. Sì, dai, è innegabile: Saviano è noioso. Tanto. Tantissimo.
Infatti, più che chiedersi perché abbia scelto di andare ospite in un programma di Mediaset (soprattutto dopo la brusca rottura con la casa editrice Mondadori che editava i suoi libri fino al 2011), bisognerebbe interrogarsi sulle ragioni che lo hanno portato a scegliere, per un talent show, un monologo. E i suoi monologhi (gergalmente definiti “pipponi”) li conosciamo bene.
In questi anni Saviano ha commesso un gravissimo errore: si è trasformato in un personaggio pubblico. Una sorta di profeta del piccolo schermo. E i suoi “sermoni” in un programma dove si canta, si balla e ci si diverte, stanno bene come il ketchup su un bel piatto di pasta.
Ma lui quello vuole fare, lo sappiamo bene ormai. Vuole riuscire nell’impresa titanica di entrare nel cuore dei giovani con la sua tipica verve da parroco all’omelia della domenica. Gli auguro davvero di riuscirci. Perché sarebbe davvero un evento unico, di quelli a cui dedicare un libro di duemila pagine. Ma così non sarà, tranquilli.

“Ma che ci fa uno come te su Canale 5?” si sono chiesti i più garbati frequentatori del web. Eh, che ci fa? La morale. Come al solito. E nelle peggiori delle ipotesi. Ma lui, che è notoriamente un discreto permalosetto, ha risposto a tono su Facebook motivando la sua scelta: “A me piacciono le contaminazioni e trovo sia un privilegio poter parlare a un pubblico di ragazzi in una trasmissione tanto seguita. A me piace parlare a tutti, soprattutto a chi in genere non incontra le mie storie. Nella contaminazione non vedo contraddizione, così come non c’è contraddizione nell’andare sulle reti Mediaset se ho la libertà di poter esprimere senza limitazioni il mio pensiero. L’incontro con Maria De Filippi e il suo invito li ho accolti come un’occasione, come un privilegio, quello di poter coinvolgere attraverso storie capaci di costruire empatia un pubblico di giovani e giovanissimi.”

Un pubblico abituato a vederlo vaticinare nei salotti radical della tv accanto all’amico di sempre Fabio Fazio (grande idolo dei giovani). Abituato a vederlo pontificare su quanto questo Paese abbia bisogno di persone come lui che parlano di mafia, disoccupazione ed integrazione. Abituato a sentirsi dire: “Seguite i vostri sogni”, dall’alto di lentissimi monologhi in trasmissioni fatte e decise dai noti “figli di” della televisione pubblica. Abituato a leggere le contraddizioni di uno scrittore che da una parte ama giustificarsi (sempre e comunque) al grido di: “chi critica (la partecipazione ad Amici ndr) è uno snob”, ma poi porta la bandiera dell’elitè borghese di una sinistra dura e pura. Dove da sempre si trova a suo agio.

Un vero e proprio rivoluzionario questo Saviano mariano. Combattere il pregiudizio della televisione tash, quella che schifano tutti e (solo a parole) non vede nessuno, andando contro quel comodo salotto che lo ha incoronato intellettuale, politico, moralizzatore e profeta della sinistra italiana. Una guerra intestina si sta consumando.
E mentre l’applauso dei suoi amici scema, Saviano potrà consolarsi con gli altri “Amici”, quelli che lo faranno scomunicare.
Mediaset-Maria De Filippi-talent show: sarà una macchia difficile da lavare, caro Roberto.

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