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Ballarò lo vedevo. Adesso, non ci riesco più. E non credo di essere l’unica.
È stato un programma interessante. Un po’ come una vecchia signora anziana che “è stata una bellissima donna”.
Di chi è la colpa? In primis della Rai. Come sempre. In secundis del genere che, già da qualche anno, si è incamminato lungo la via del tramonto. Del resto, perché dovrei stare davanti alla televisione mentre i politicanti di turno si urlano addosso le stesse identiche cose della settimana precedente? Mentre, tra una starnazzata e l’altra, va in onda un qualche servizio che ha l’unico scopo di farmi incazzare mostrando un Paese assolutamente detestabile? Perché preferire un talk che ha ormai fagocitato lo show?
Siamo annoiati. Sempre e comunque. Altrimenti come spiegare le masse stipate nelle metropolitane che giocano a Candy Crash? Se per fare cinque fermate di metropolitana desideriamo solo far scoppiar palline colorate, perché la sera, a pancia piena, completamente abbandonati sul divano, con una giornata di lavoro sulle spalle e col telecomando tra le mani, dovremmo scegliere di seguire un dibattito tra persone che urlano? E che, magari, ci stanno anche un po’ (tanto) sulle palle?
Questa è la questione pseudo culturale-sociale.

Poi, c’è Ballarò. Massimo Giannini sarebbe stato confermato al comando anche per la prossima stagione. Una scelta azzeccata? No.
Il conduttore Giannini è noioso e, soprattutto, vuole fare il “giovane” a tutti i costi. In lui convivono la voglia di fare un programma dinamico (solo la voglia, sia chiaro) e la forma mentis istituzionale, rituale e pesante.
Ballarò ha fallito la sua rinascita. Ora è una trasmissione che non fa notizia, che non ha né padre, né madre. Una “famiglia” sfasciata che ora sopravvive. O meglio, cerca di sopravvivere. Anche col recente promo girato “dietro le quinte” della redazione in cui tutti sono felici, propositivi, giocarelloni. Terribile!
La verità è che dietro le quinte di Ballarò, c’è tutta l’ansia di salvare il salvabile. L’ansia di tirare su lo share che è l’unico vero re e boia del piccolo schermo. Tenere in piedi il talk di Raitre è veramente una stupidaggine, ora come ora il “the walking dead” della tv.
Eppure, nel promo del programma se la ridono tutti.
E l’unica cosa che ho potuto pensare è stata: “Ma che cazzo si ridono?”

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