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“Dai cazzo Federico, ti butti sul sociale. Però quando ti lanci vedi di non farti male. Corri finchè puoi sopra dei vetri a piedi scalzi.” Lo scrive il fachiro del rap, Fedez. Anzi, Federico Leonardo Lucia.

“Coso colorato”, lo definì Maurizio Gasparri su Twitter. Che poi, i tatuaggi sono davvero l’ultimo dei problemi. Perché la vera abilità, o meglio, la debolezza, di Fedez è quella di essere antisistema e ingranaggio del sistema. Contemporaneamente. Senza appello.

Il confine, infatti, non è più chiaro. Forse neanche a lui.

Davanti alle telecamere è a suo agio. Un po’ come lo era chi si faceva massaggiare i piedi da qualche tronista nella sua villa.

“Una carezza con le mani unte.” Tanto per citarlo. Un grasso che sa dove e come ungere. Un unto che lucida un’immagine contraddittoria e sovraesposta di un personaggio in cerca di autore. Mediaticamente, socialmente e televisivamente.

Ama litigare con Giovanardi nella trasmissione Anno uno sulla delicata questione della legalizzazione delle droghe leggere. È nel suo brodo quando si tratta di battibeccare, come già citato, con Gasparri su Twitter. E non si è fatto mancare neanche i due deputati Pd che lo accusarono di vilipendio all’ex Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, chiedendo a Sky di rimuoverlo da X-Factor, dove era giudice. Dopo il rap-slogan per Beppe Grillo e il M5S.

“Scappare dalla polizia equivale a fare jogging; un toccasana per avere bene i glutei sodi. E per le signorine solo un po’ di trucco, che con i lacrimogeni poi vi cola tutto”. Eppure, Fedez non vuole che si confondano i manifestanti black bloc con i manifestanti non black bloc. Difendere le motivazioni dell’essere “NoExpo”, ormai di gran moda, è fondamentale. Importantissimo. Volo pindarico invece sui metodi di devastazione e guerriglia.

Eh già, noi schiavi del sistema, noi servi dei poteri forti, noi scemi a non capire: nella vita contano gli ideali, le parole taglienti, le prese per il culo dei potenti. Toh, c’è scappata pure una rima.

“Ma tu parla poco e vedrai che non ti cacci nei guai non dire quello che sai ma solo cazzate chissene di te qui parla il tuo cachè”. Esatto, veniamo al dunque. Il marketing digitale a basso costo ha permesso a Fedez di raggiungere subito un pubblico giovane. Poi c’è stata la televisione che ha amplificato il tutto. Compresi i compensi per le ospitate del rapper.
Federico avrà capito da quale parte della telecamera si trovano i “poteri forti”? Quelli su cui ama sputare veleno? E allora: o sei contro o sei dentro. Toh, un’altra rima.

Lui che osa disertare l’adulazione dei potenti. In teoria. Lui che massacra la classe dei vecchi volponi. In teoria. Lui “maestro buono” contro chi avvilisce i giovani. In teoria.

“Ma chi ci salverà? Dai banchieri, dai politici, dal deficit, dalla crisi, dagli alieni, dai maya, da Scilipoti in città.. C’è Alfonso Signorini”. Forse c’era. Ora c’è Fedez. In pratica.

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