Matteo Renzi, Alexis Tsipras Avesse avuto una bacchetta magica. Avesse potuto stringere tra le mani la lampada dei desideri. Avesse avuto la possibilità di vendersi la madre, come si usa dire. Tutto. Matteo Renzi avrebbe fatto di tutto (e anche molto di più) pur di essere, anche solo per un decimo di secondo, Alexis Tsipras. Il leader di un paese sull’orlo del baratro che democraticamente riscrive la storia. Con le sue regole. Un “NO” che ha unito il popolo greco e ha il suono dei pugni sbattuti sul tavolo.

E Renzi era solo uno “spettatore malinconico di felicità impossibile”, per dirla alla Renato Zero. Lui, proprio lui, che il protagonismo ce l’ha nel Dna. Lui che “con Angela Merkel abbiamo parlato a lungo di Grecia: il referendum di domenica è un errore”, non ha capito proprio nulla. Ora deve arrendersi.

È un po’ come a scuola quando devi decidere se stare con i secchioni o con i simpatici ribelli degli ultimi banchi. Quelli che qualche guaio ce l’hanno sempre, quelli che non stanno mai composti, quelli che sono sempre agitati, quelli che, quando lo decidono, riescono ad amalgamare anche l’acqua e l’olio.
Matteo si è seduto al primo banco sperando in un 10 e lode. Sorriso sfacciato, le mani in tasca mentre parla con Barack Obama, quell’aria da giovane anticonformista che però, alla versione di greco, non ti avrebbe fatto copiare. Un ossimoro vivente.

Ieri sera, mentre ad Atene si festeggiava il “No” e la maratona di Enrico Mentana scandiva il ritmo di una serata storica, io pensavo a Matteo. Chissà cosa fa, cosa pensa, perché non twitta. E mi piaceva immaginarlo così: nervoso, in preda alla furia emotiva del rosicamento selvaggio e costante, ossessionato dal pensiero “perché non sono Alexis Tsipras”, torturato dalle domande di rito: “Cos’ha più di me? E’ più telegenico? Più alto? Più simpatico? Più social? Più smart? Più cool? Oddio no, ora è anche nella top trend di Twitter! Merda!”. Il tutto accadeva nel suo studio di palazzo Chigi, mentre in sella alla sua ciclette, Matteo pedalava forte, fortissimo, senza sosta. Già, perché Alexis è pure più magro.

Tag: , , , , , , ,