Rai1 - Matteo Renzi ospite a 'Porta a Porta' Francesca Puglisi, per te Miss tv finisce qui. Davide Faraone, anche per te, Miss tv finisce qui. Sabrina Capozzolo, per te Miss tv finisce qui. Filippo Taddei e Khalid Chaouki, per voi Miss tv finisce qui. Pina Apicerno, per te Miss tv non è ancora finita, c’è la possibilità del ripescaggio. Ma sarà il pubblico a decidere.
Come in ogni concorso che si rispetti, c’è chi vince e chi perde. O meglio, chi potrà ancora sedere nei salotti televisivi e chi invece dovrà accontentarsi del salotto di casa propria. È la dura legge della comunicazione, cari compagni del Pd.

Così parlò il premier e segretario del partito Matteo Renzi, il McLuhan (dei poveri) dem. Messi via i gessetti, sostituiti da una quindicina di slide, l’ex “rottamatore” sale in cattedra. È preoccupato per il “rendimento televisivo” degli esponenti del Partito Democratico. Proprio non ci siamo, i volti del partito, in tv, sono scarsi. Non bucano il video. Non convincono. Fanno perdere voti.
E visto che non manca poi molto all’inizio della prossima stagione televisiva, è il caso che vengano istruiti a dovere. Devono capire come comunicare: cosa dire, come muoversi, quando intervenire, come relazionarsi con gli altri ospiti. E lui, che lo scettro di Miss tv ce l’ha ben saldo tra le mani e la corona ben fissata al capo, è l’unico in grado di spiegarglielo.

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“Sono andato a Porta a Porta e gli ascolti non sono andati bene. Ma aveva appena perso la Nazionale e la gente, delusa, ha cambiato canale”. Matteo, quando si tratta delle sue performance televisive, una scusa la trova sempre. Ma, da allora, il problema è venuto a galla, si è manifestato in tutta la sua urgenza. E mentre c’è chi si dispera per l’esclusione dal concorso di Miss tv, Matteo restringe il cerchio dei competitor. Coloro che, magari dopo un conato di spigliatezza e telegenia, potrebbero metterlo in ombra.

Del resto, vale solo: “Non avrai altra Miss all’infuori di me”.

Restano in gara (per il secondo posto, sia chiaro): Debora Serracchiani, testa di serie del renzismo televisivo, Lorenzo Guerini e Matteo Orfini. Maria Elena Boschi non c’è bisogno neanche di nominarla, è promossa di diritto. Piccolo schermo friendly anche: Anna Ascani, Ivan Scalfarotto, Ernesto Carbone, Simona Malpezzi, Emanuele Fiano e Ettore Rosato. Ognuno con la sua trasmissione preferita, a suo agio nel salotto tv che meglio esalta il proprio physique du rôle.
E oggi il Pd si è scapicollato a smentire la lista dei promossi e bocciati dem del tubo catodico. “È una bufala, non esiste alcuna lista“. Vero. Verissimo. La lista, fisicamente, non esiste. Nessun foglio appeso nella bacheca del Nazareno.

“Spero di avere una vita anche dopo la politica. Mi piacerebbe insegnare. Oppure diventare conduttore televisivo, che so… I politici devono sapere che non sono in missione per conto di Dio. Che sono persone normali, come tutti, e a un certo punto devono anche lasciare”. (Matteo Renzi a Vanity Fair).

Noi aspettiamo, fiduciosi. Con la trepida speranza di vedere presto il telegenico Matteo Renzi alla conduzione di Ballarò. Anche perché con quel doppio mento, quelle espressioni “particolari” (la gioia di tutti i fotografi), quel modo così “dittatoriale” di monopolizzare il dibattito e quelle gag da “bischeraccio toscanaccio”, non vorrà mica continuare a far fare brutta figura a tutto il Partito Democratico, no?

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