Non esiste un islam moderato. Lo ribadisco da tempo e non sono certo l’unico a pensarlo. Roberto Maroni ha spiegato come da ministro avesse istituito una Consulta dell’islam moderato e come quest’ultima si fosse rivelata inutile «perché queste persone rappresentano solo loro stesse». Se esiste un islam moderato che è contro la violenza e il fanatismo, perché non dice nulla e prende posizione pubblicamente? Perché ad esempio  a parte qualche timida dichiarazione ufficiale –nessun musulmano si è schierato con forza contro gli attacchi di Parigi o contro gli attentati di Bruxelles, ha aiutato gli agenti di polizia a scovare il super-ricercato Salah Abdeslam ha condannato senza “se” e senza “ma” gli assassini che dicono di uccidere in nome di Allah? 

Il testo sacro dei musulmani, per primo, non è moderato. «La ricompensa di coloro che fanno la guerra ad Allah e al Suo Messaggero è che siano uccisi o crocefissi o che siano esiliati sulla terra», dice il Corano. Come si può anche solo pensare che esista una porzione di moderati se questi sono i dettami del loro testo sacro? Magdi Cristiano Allam ha spiegato come nell’islam non sussista il concetto di «sacralità della vita». Lo affermava anche Oriana Fallaci. In un suo discorso del 2005, una delle sue ultime lezioni, domandava: «È un mussulmano moderato un mussulmano che bastona la propria moglie o le proprie mogli e uccide la figlia se questa si innamora di un cristiano?». Come possiamo accettare e chiamare moderato chi ritiene la donna un essere inferiore e la costringe a coprirsi? Come possiamo piegarci di fronte alle pretese di una civiltà che non conosce il significato di libertà e non accetta la nostra cultura? «Il Corano è il Mein Kampf di una religione che ha sempre mirato a eliminare gli altri», continuava la grande Oriana, con la sua solita straordinaria efficacia linguistica

Esiste allora qualcosa di “moderato” nel considerare “infedele” chiunque non condivida il tuo pensiero? Dobbiamo chiamare musulmani moderati coloro che hanno violato il minuto di silenzio allo stadio di Istanbul all’indomani della strage di Parigi, gridando «Allah è più grande» e fischiando nel momento del ricordo di 130 giovani uccisi in modo barbaro da loro coetanei per nessun motivo alcuno?Dobbiamo ritenere moderati coloro che hanno esultato subito dopo l’attentato in Belgio elogiando «i leoni di Bruxelles» al suon di «Incursione a Bruxelles: è magnifico»E dobbiamo considerare moderati quei musulmani che abitano le tante periferie delle metropoli europee, quelle Molenbeek dove il verbo radicalista attecchisce con facilità facendo proseliti? Non sono l’unico a urlare questa verità. Padre Douglas al Bazi, sacerdote cattolico iracheno, alza la voce per dire «se c’è qualcuno che ancora pensa che l’Isis non rappresenta l’islam sappia che ha torto. L’Isis rappresenta l’islam al cento per cento». Io unisco la mia voce a questi uomini coraggiosi, gli unici che hanno la tenacia di ammettere la verità, nonostante la paura che si è impossessata delle nostre vite. 

E lo urleremo anche al nostro governo pavido e ignorante. Lo grideremo ai sindaci delle grandi città che eleggeremo a breve e che avranno il compito enorme di evitare che si formino anche da noi periferie a maggioranza islamica, potenziale brodo di coltura per il proselitismo jihadista. Lo urleremo a tutti i buonisti e multiculturalisti che ci invitano a porgere l’altra guancia, mentre non abbiamo ancora smesso di piangere i nostri cari. Perché dobbiamo fare qualcosa se non vogliamo diventare schiavi nel nostro territorio. Dobbiamo agire se vogliamo lasciare ai nostri figli un futuro in cui la parola libertà abbia ancora un significato e la parola “vita” non sia messa in discussione ogni volta da qualche fanatico pronto a farsi esplodere. Io sono pronto a lottare, e voi? www.ilgiornale.it

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