Sono fiero e onorato di non voler aprire la porta di casa mia per accogliere i clandestini. Me ne frego, anzi mi faccio una grassa risata quando sento persone incapaci politicamente come Alfano, senza dimenticare la stragrande maggioranza dei deputati del PD, che ci accusano dicendoci “vergognatevi voi non meritate di chiamarvi italiani” solo perché diciamo no a questa invasione studiata a tavolino. Io apro la porta di casa mia solo ai miei compatrioti bisognosi, non certo ai finti clandestini. Chiaro?. Il motto di questi incapaci è sempre lo stesso, armiamoci e partite, mai armiamoci e partiamo. Perché non aprono la porta di casa loro o perché non offrono le loro proprietà immobiliari per ospitare i clandestini? Semplice perché i beni in loro possesso non si toccano. Usano il vecchio detto comunista quello che è mio è mio e quello che è tuo è mio. Possono andare a farsi fottere, usando un termine scurrile. Saremmo noi a doverci vergognare di essere italiani perché non ospitiamo gli immigrati nelle nostre abitazioni? Invece loro, che dovrebbero tutelare e rappresentare il popolo tricolore, non provano vergogna vedendo tutti i giorni milioni di cittadini patire la fame, non avere un lavoro, vedendo i giovani italiani costretti a scappare perché senza futuro in questo paese. Non provano vergogna per gli imprenditori strozzati dalle tasse e costretti a suicidarsi? 
Questo Stato al posto di sostenere gli italiani in difficoltà li affida alle grinfie di Equitalia. Loro non si dispiacciano quando le scuole cadono a pezzi, quando le Forze dell’ordine percepiscono uno stipendio da fame e devono lavorare con mezzi obsoleti. Ma gioiscono quando i rom non pagano le tasse, usufruiscono di tutti i servizi senza pagare nulla. Non si vergognano quando ai clandestini viene garantito vitto ed alloggio, ma per i bisognosi italiani il nulla. La vergogna dovrebbero provarla loro non noi. La casta dei politicanti da strapazzo ha la faccia come il culo e il rimorso non sanno neppure dove abita. 
“Di fronte a 12 donne, delle quali una incinta, organizzare blocchi stradali non fa onore al nostro paese. Poi certo tutto può essere gestito meglio, possiamo trovare tutte le scuse che vogliamo, ma quella non è Italia. Quel che è accaduto non è lo specchio dell’Italia”. Angelino Alfano, il numero uno al ministero dell’Interno, ha giudicato così la rivolta popolare a cui abbiamo assistito nei giorni scorsi a Goro e Gorino. Visto così chi potrebbe dargli torto? Un folle. Ecco allora chiamatemi folle. Sì perché nel ferrarese, ancora una volta, abbiamo visto la macchina della sostituzione dei popoli, nonché il governo italiano, in azione. Hanno nascosto l’invasione degli immigrati dietro ad una donna incinta. Qui troviamo la vera demagogia, il falso che diventa verità. Ad Alfano ricordo le sue parole e promesse inerenti al 3 per mille riguardo agli immigrati che la nostra nazione può ospitare. Verbo europeo, verbo che arriva dagli scranni, senza lode, di Roma, ma disatteso. Siamo 60milioni di italiani ed il 3 per mille di 60milioni è 180mila persone. Solo quest’anno hanno varcato i nostri sacri confini, o meglio quelli che dovrebbero essere, 153mila immigrati. Mezzo milioni negli ultimi tre anni. La presa in giro perfetta. Non ti preoccupare abbiamo tutto sotto controllo, mentre l’orchestra suona e la nave affonda. 
Facciamo un giro per lo stivale calcolatrice alla mano. Musi, provincia di Udine, 8 profughi per appena 6 cittadini. Fernetti, provincia di Trieste, 70 immigrati per 70 abitanti. Lizzola, provincia di Bergamo, 100 clandestini a fronte di 100 cittadini. Capite il gioco? Capite la menzogna? Da una parte ci rassicurano, riempiono i telegiornali di parole vuote, dall’altra, seduti al freddo tavolo delle trattative con i prefetti sparsi per la nazione, decidono scientemente di invaderci. Ma a loro non basta serve farci sentire in colpa. Serve metterci alla berlina se non pieghiamo la testa. Mario Morcone, di cui ho già avuto modo di tessere le “lodi”, è a capo del Dipartimento Immigrazione del ministero dell’Interno ed ha avuto il coraggio di asserire: “Credo che si debbano vergognare quelle persone che hanno impedito la sistemazione di donne e bambini. Gli italiani che rifiutano l’aiuto doveroso a donne e bambini sono ottusi, mi vergogno di averli come nostri connazionali. Se non vogliono vivere nello stesso posto dove diamo accoglienza ai profughi andassero a vivere in Ungheria. Noi staremmo meglio senza di loro”. Violini tzigani, per rimanere in tema di terra magiara, vomitevoli e smielati che ci inducono all’accoglienza a tutti i costi. Anche quando il costo è mettere in difficoltà i nostri concittadini ridotti alla fame. 
L’elenco di chi ci vuole vedere annaspare, più di quanto facciamo ora, trova in Papa Francesco un alleato affidabile e convinto. Ci dicono che se non rispettiamo gli immigrati, Alfano docet, non siamo degni della cittadinanza italiana, mentre Bergoglio ammonisce la parte spirituale dell’essenza più intima dell’uomo: “Chi non accoglie non merita di essere considerato cristiano”. Il castello di carte creato dai parrucconi del politicamente corretto crolla. Le scritture sacre invitano i cristiani ad aiutare il prossimo, a soccorrerlo nel momento del bisogno, ma il prossimo deve essere quello vicino a noi. Come possiamo accudire l’Africa intera quando non riusciamo a dare un posto di lavoro stabile ad un ragazzo di 25 anni italiano? Come possiamo accudire i figli dell’Asia se non abbiamo politiche demografiche efficaci per non far svanire noi stessi? Come possiamo tendere le mani a chi arriva da un altro continente mentre i nostri pensionati, quelli che prendono la pensione sociale, ricevono ogni mese somme che a fatica raggiungono i 500€? Semplicemente non possiamo. Non è cattiveria, mancanza di umanità, ma è amore per il proprio popolo che sta soffrendo. Soffre davanti alla disoccupazione, soffre davanti al caro prezzi e soffre davanti ai continui crolli che stanno straziando il centro Italia. 
Abbiamo deciso di prostraci. Per esempio nel comune di Malo (Vicenza) gli abiti talari avevano deciso di non celebrare la messa del 4 novembre per rispetto degli islamici, ma l’intervento del sindaco ha riportato tutto alla normalità. La scomunica ci vorrebbe per certi parroci troppo ecumenici. Da ogni parte vediamo spuntare le richieste degli altri, gli islamici ci stanno con il fiato sul collo e non perdono occasione per dimostraci il loro odio puro e violento. Intanto i politici si occupano di chi arriva, allargano le braccia e sorridono a 32 denti, mentre l’Italia è martoriata. La classe politica attuale non merita di rappresentarci, parliamo di vili scribacchini al soldo dell’Europa delle banche, la stessa che decide sulle dimensioni delle zucchine da portare nelle nostre tavole. La stessa che, oltre a pensare ad amenità su amenità, ci strangola con spread e tassi d’interesse, invitandoci a seguire il liquidatore Renzi alle urne votando sì per “rilanciare” la nazione. Costoro sono i traditori che hanno mollato le briglie della nazione lasciandola correre verso il dirupo, sono una manica di incapaci lontani anni luce da quello che avrebbe potuto fare per questo paese Silvio Berlusconi. 
Subiamo le peggiori angherie, vessazioni fuori dal comune e per giunta veniamo accusati, ogni santo giorno, di essere intolleranti perché esprimiamo la nostra contrarietà a tutto lo schifo che ci circonda. L’UE e il governo italiano stanno alimentando una nuova guerra tra poveri, basta vedere cos’è successo alla Caserma Montello a Milano, regalando servizi e privilegi agli immigrati, mentre gli italiani sono alla canna del gas. Davanti a piaghe sociali del genere sapete cosa vi dico, chiamatemi razzista, lo sarò. Ma la vergogna che questi inetti devono provare è senza limiti. www.ilgiornale.it
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