Legittima difesa. Diritto penale. “Causa di giustificazione (Antigiuridicità) prevista dall’art. 52 c.p. agli effetti del quale non è punibile chi abbia commesso il fatto per essere stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio o altrui contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta, sempre che la difesa si proporzionata all’offesa. Fondamento giustificativo della offensività della condotta reattiva è quindi la necessità di difendersi dall’aggressione verso un proprio o altrui diritto, intendendo con il termine ‘diritto’ sia i diritti personali, quali, per esempio, la vita e l’incolumità, sia i diritti patrimoniali, come la proprietà”. La Treccani ci inoltra in un concetto morale, giuridico e sociale fortemente dibattuto negli ultimi anni, la legittima difesa. Partiamo dalla percezione. L’istituto Eumetra Monterosa, intorno ad aprile, ha pubblicato i risultati di un sondaggio che andava a scovare, nelle aree più recondite della natura umana, intorno al concetto di salvaguardia a tutti i costi della propria vita. Il 52% degli italiani approva l’uso di armi in caso di rapina nella propria abitazione, il 43% si oppone fermamente, mentre il 5% non sa come rispondere. I più decisi sono le persone anziane, i residenti nel Nord-Est e i cittadini dei comuni sotto i 5.000 abitanti, sopratutto per quanto riguarda i paesi isolati. Si parla anche di chi ha un titolo di studio meno elevato. In pratica vogliono tutelarsi, in ogni modo, gli stessi che hanno votato per la Brexit, gli stessi che dalle campagne statunitensi hanno dato il loro benestare a Trump e i nostri connazionali che il 4 dicembre andranno a votare no. L’ultima avanguardia di questa nazione.
Restando fermi, ancora un attimo, sulla ricerca appena citata, Il Giornale sottolinea: “Tra i votanti per il Pd, ove è il 51% a deprecare la reazione armata. Benché sia significativo rivelare come, anche tra gli elettori di questo partito, una minoranza assai consistente, il 44%, approva invece il comportamento descritto nel quesito”. Il disagio è fortissimo, i piani alti di questa società, impegnati a convincerci della loro bontà tra un sì ed 80 euro, sono completamente scollati dalla realtà e mentre con una mano accolgono i clandestini provenienti da chissà dove, con l’altra, Sala docet, vogliono l’esercito in strada. Zona Loreto e via Padova a Milano sono diventati ingestibili ed anche gli elettori democratici si sono resi conto che la tutela, individuale, non può essere decisa da una legge.
Ora sembra tutto fermo, ma l’Italia ha già detto la sua. Negli scorsi mesi l’IdV (Italia dei Valori) aveva raccolto oltre un milione di firme per “punire severamente la violazione del domicilio, oggi da 1 a 3 anni, domani da 2 a 6 anni, per cui è più probabile che il ladro resti dentro. Poi il boccone grosso: via l’eccesso colposo di legittima difesa, per cui spesso chi spara finisce sotto inchiesta”, così come riporta Repubblica. A Ravenna si sono raccolte 23.000 firme, in un comune della Valle d’Aosta tutti e 500 gli abitanti, Sindaco compreso, hanno firmato per tornare ad essere padroni del proprio destino. E’ bastato che un movimento, con tre senatori, si muovesse per mobilitare lo Stato. Non parliamo di forcaioli, esaltati o assetati di sangue, ma di padri di famiglia, di imprenditori, di liberi professionisti che vogliono difendere ciò che hanno di più caro al mondo: la famiglia ed il lavoro.
Dobbiamo batterci per i nostri, sacrosanti, diritti. Bisogna farlo, innanzitutto, per Ermes Mattielli un lavoratore umile, era un rivenditore di ferro vecchio, che nel 2006 colpì Blu Helt e Cris Caris, due rapinatori di origine Rom, che si erano introdotti dentro il suo magazzino per rubargli del rame depositato all’interno. Sparò Ermes, 14 proiettili, invalido ad una gamba poté fare solo quello per tutelare la sua proprietà. La giustizia all’italiana lo ha ucciso. L’attacco cardiaco che colpì Mattielli arrivò in seguito ai 5 anni e 4 mesi di condanna attribuitigli per tentato omicidio nei confronti dei due rapinatori. Inoltre avrebbe dovuto pagare 135.000 euro di risarcimento. Vomitevole atteggiamento di uno Stato senza coscienza.
Non possiamo dimenticare anche il coraggioso benzinaio di Ponte di Nanto, Graziano Stacchio, che ha sparato, il 3 febbraio 2015, per difendere la commessa del negozio di preziosi di Roberto Zancan. Uno dei colpi esplosi uccise Albano Cassol, deceduto in seguito ad una ferita contratta ad una gamba. Eroe di questa Italia, un uomo capace di mettere in pericolo la propria salute per difendere quella degli altri. Quella di onesti stacanovisti che non vogliono piegare la testa. Oppure, l’amico, Francesco Sicignano, pensionato di Vaprio d’Adda, che ha centrato con un colpo di pistola, una Colt calibro 38 special detenuta regolarmente, l’albanese Gjergi Gjonj che stava cercando di introdursi nella sua abitazione. Persone che non vanno giudicate, ma premiate per il loro servizio fornito alla comunità.
Qualche giorno fa mi sono espresso, sulla mia pagina pubblica di Facebook, in favore della legittima difesa perché proteggersi è sempre giusto. “Se un cittadino onesto spara ad un criminale che viola una proprietà privata o mette in pericolo l’incolumità dei propri cari, non deve essere accusato di nessun reato”. La chiarezza prima di tutto. Non parliamo di Far West o della volontà di trasformarci tutti in giustizieri della notte, alla Charles Bronson per intenderci, ma il pronunciamento dell’inviolabilità dei nostri confini, delle nostre case e dei nostri consanguinei. “IO STO DALLA PARTE DI CHI, PER DIFENDERE I PROPRI AFFETTI DA DELINQUENTI CHE LI VOGLIONO ATTENTARE, USA QUALSIASI MEZZO A SUA DISPOSIZIONE, ANCHE LE ARMI”. In questo marasma, in questo caos voluto dall’immigrazione e dalle città che si svuotano, finendo in mano a criminali di ogni risma, dobbiamo ribadire che la “legittima difesa non deve essere normata da nessun tipo di legge”. Non ci faremo intimorire dai buffoni di corte, dai pacifisti del “finché non succede a me va tutto bene”, lotteremo per salvaguardarci ricordando che la consuetudine umana di non farsi sopraffare è più forte di qualsiasi legislazione. www.ilgiornale.it
Tag: , , , ,