“Fuori i secondi”. La campanella è suonata e sul ring non c’è scampo per nessuno. Donald J. Trump ha deciso di accomodarsi sul trono e l’Europa resta alla finestra. Direttamente dalla perfida Albione, tramite il Times, e direttamente dalla terra teutonica, tramite la Bild, il nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America ha aggiornato la sua agenda sui temi più scottanti di queste ore. Parliamo di Brexit, confini, UE, immigrati, Medio Oriente, Nato ed Iran. Sono colpi esplosivi quelli che fluiscono dalle corde vocali del biondo di New York. Sono diretti, ganci, montanti in rapida sequenza e vanno a segno fino a far sanguinare. Il politicamente corretto va nel cassetto, il tempo di Barack Obama è alle spalle. Il figlio di Chicago deve abdicare. I suoi alberi di Natale, i suoi orti, il suo Obamacare, il suo gender e la sua spocchia non ci mancheranno. Attendiamo il nuovo e l’anteprima ha il profumo di svolta. “Il vero guaio della guerra moderna è che non dà a nessuno l’opportunità di uccidere la gente giusta”. Il romantico e profondo giudizio di Ezra Pound, poeta illuminato, nel senso di benedetto dal Signore, ci porta all’interno di un campo di battaglia dove per una volta sappiamo chi sono i buoni e chi sono i cattivi. Abbiamo scelto e scendiamo in strada gridandolo.

La Stampa, dai suoi uffici di Torino, ha raccolto in 10 punti i movimenti base di Trump. Questo quanto emerso dalla sua prima esperienza con i media europei. Molti commentatori sono rimasti sbigottiti dal fatto che il repubblicano non abbia cambiato registro. Parliamo di un uomo che ha dichiarato: “Senta, io non sono un politico, non vado in giro a dire ‘io farò questo e quello’. Se prima di giocare si mostrano le carte che senso ha la partita?”. Ed i fruitori della comunicazione vanno in crisi. Si arrampicano sugli specchi, davanti a loro l’incorruttibile, la ragione che dal pulpito riporta il gregge nell’ovile. Diventa difficile comprendere il cambiamento per chi ha vissuto in un mondo fatto di parole. Meritocrazia, missioni di pace, premi Nobel, giovani, futuro e rinnovamento. Vocaboli che sono diventati sinonimo dell’inferno di questi anni. Termini svuotati, tramutati in nefasti presagi della rovina. Ma adesso cambia tutto. Trump non è un politico, ma un imprenditore che ha deciso, per amor patrio, di gettarsi nella mischia perché quando tutto crolla, intorno a noi, abbiamo bisogno di esempi per non sprofondare.

“Penso che il referendum proposto dal Regno Unito sull’uscita dall’Unione Europea alla fine rivelerà una grande cosa.  La gente ci tiene alla propria identità, e se chiedete a me vi dico: altri Paesi usciranno”. La prima frecciata arriva sulla Brexit. Theresa May ha un nuovo alleato, in diretta da Washington. Ogni popolo deve scegliere, in maniera libera e sovrana, il proprio futuro. Siamo stanchi delle catene che Bruxelles ci impone. Il vento a stelle e strisce parla di libertà, come nei film Western di Clint Eastwood. Il buono, il brutto e il cattivo. Stiamo arrivando, “fatece largo che passamo noi”. La rivolta delle masse, della gente comune, di quelli che lottano è davanti ai nostri nasi. Per questo le parole contro il Presidente tedesco suonano come riscossa. “Sulla questione migranti io non voglio fare come la Germania. Ho grande rispetto per la Merkel, ma penso che quello che ha fatto sia stata una sventura, un errore catastrofico. Io amo la Germania perché mio padre viene dalla Germania, ma non voglio trovarmi in una situazione simile. Per come la vedo io, abbiamo abbastanza problemi”. Anche la tematica immigrati l’abbiamo messa in soffitta.

La NATO? I colpi meglio assestati, più duri e precisi arrivano contro l’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord. Carrozzone che ha parassitato l’Italia, e continua tutt’ora, rendendoci amebe senza spina dorsale. “La NATO ha dei problemi. E’ obsoleta, in primo luogo perché, come sapete, è nata ormai molti anni fa. In secondo luogo i Paesi non pagano quello che dovrebbero pagare. Ma sopratutto è obsoleta perché non ha saputo occuparsi del terrorismo Detto questo per me la NATO resta molto importante”. Silenziosamente, con stile e classe, arrivano sentenze ineluttabili. La sinistra, composta dalle anime belle che fanno rima con immigrazione sfrenata, si strappa i capelli al grido di attentato verso la democrazia. Spiacenti per voi, fate armi e bagagli siete di troppo.

L’ultima stoccata è contro l’opinione pubblica. In questi mesi si è giocato all’uno contro tutti, ora si deve cambiare registro, non sarà facile. “La stampa si comporta con me in modo disonesto, ma in modo così disonesto che io preferisco uscire direttamente su Twitter. E non sono solo 140 caratteri, possono essere anche 280, basta farne un altro. Faccio bing, bing, bing e vado avanti, e tutto esce e viene ripreso così come l’ho twittato. Questa mattina alla Fox ho sentito: ‘Donald Trump, ecco le ultime notizie'”. Giovanna Botteri, all’indomani del voto statunitense, sui canali della Rai si lasciò andare ad un laconico: “Che cosa succederà quando, evidentemente, la stampa non ha più forza e non ha più peso in questa società americana”. Il tempo del lavaggio del cervello è finito, gli uomini sognano di spezzare il giogo che li imprigiona al suolo. Vogliono volare in cielo, senza il peso dei media e della politica finta di questo secolo. Trump è la soluzione. E giorno dopo giorno, dichiarazione dopo dichiarazione, ci affezioniamo sempre di più ad una figura che ha deciso di invertire i poli del pianeta.  www.ilgiornale.it www.ilfattoquotidiano.it www.giornalettismo.it

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