“Si può fare”. Gene Wilder nei panni del Dott. Frederick von Frankenstein pronunciò questa frase, divenuta emblematica nella storia della cellulosa, durante i 101 minuti della pellicola Frankenstein Junior. La bobina corre velocissima, si riavvolge e scorre davanti ai nostri occhi, esattamente 43 anni dopo, per ritornare sintesi da intonare verso il G7 di Taormina. Fermare lo sbarco d’immigrati? “Si può fare”. Per “proteggere i capi di Stato e di governo che parteciperanno al summit. In tutto, circa 8 mila uomini vigileranno sulla loro sicurezza e lavoreranno per far funzionare un sistema che deve tenere conto di possibili attacchi informatici da parte degli hacker, delle proteste dell’area antagonista e della minaccia terroristica”, si legge sulle colonne de Il Primato Nazionale. In soldoni durante il G7 di Taormina non vedremo barconi, carichi di disperati, approdare sulle coste della Sicilia. Ci volevano le eminenze grigie del globo per dire basta. Una manovra criptica, tanto quanto la sospensione del trattato di Schengen, dall’11 al 13 maggio scorso, durante l’incontro tra i “giganti” della politica interplanetaria in quel di Bari. Frontiere terrestre, marittime ed aree guardate a vista, battute e difese. Ma i confini non erano rigurgiti dell’era Fascista? Non erano rimasugli del nazionalismo novecentesco? Non erano un’espressione della nostra violenza in quanto uomini bianchi? Sospensione della realtà immaginaria, mentre il globo si interroga sull’assurdo gioco con la morte e la vita della balena blu russa. 
“La violenza sessuale è un atto odioso e schifoso sempre, ma risulta socialmente e moralmente ancor più inaccettabile quando è compiuto da chi chiede e ottiene accoglienza nel nostro Paese”. Stacchiamoci da Taormina per un attimo. Da una parte dal 18 al 28 maggio nessun rifugiato, nessuno scappato dalla guerra, nessun richiedente asilo potrà mettere piede nella terra che fu del premio Nobel Luigi Pirandello. Dall’altra, Debora Serracchiani presidentA, meglio attrezzarsi in caso che l’Accademia della Crusa mi osservi, Dem in uno slancio di assunzione di senno ha proferito le parole che sopra ho riportato tra virgolette. Sanità mentale. Invece no. Perché per Roberto Saviano: “E Matteo Salvini saluta l’ingresso di Debora Serracchiani nella Lega Nord. Spero la candidi lui, perché se la candida ancora il Pd, significa che il Pd è diventato la Lega Nord”. Le bende sugli occhi hanno traviato tutti gli altri sensi. Vi rendete conto del terribile inganno? Quando giocano a fare i supereroi, giocando con le nostre vite e con la sorte del pianeta non possono perdere tempo e farsi sporcare il tappeto rosso dalla “feccia” del terzo mondo. Invece in ogni altra circostanza, tutto quello che è stato nascosto sotto il tappeto per non essere mostrato all’occhio vigile dei cinque continenti, deve venire esposto come un trofeo al centro del salotto buono. 
Ma tutto questo quando succede? Quando in quel di Crotone è stata smantellata una cosca che controllava, ed imponeva, al Cara di Isola Capo Rizzuto un’accoglienza coi “fiocchi” per gli immigrati. Cibo per maiali a colazione, pranzo e cena. Il filosofo del vuoto, figlio della Romania ed adottato dalla Francia, Emil Cioran scrisse: “Quando un solo cane si mette ad abbaiare a un’ombra, diecimila cani ne fanno una realtà”. Le bestie al servizio del padrone, fedeli amici a quattro zampe guardia del potere precostituito, non fanno che gridare verso il pericolo per esaltarlo. Un coro unanime, violento e concitato, ma pronto a travolgerci per toglierci ogni possibilità di rivalsa, ogni barlume di ragione. Invece dobbiamo lottare per mantenere salda la nostra coscienza. Sporcarla e svenderla ne va della nostra reputazione, della nostra nazione ormai lasciata penzolare nell’oblio senza soluzione di continuità e di ritorno. Non sembra difficile, ma mentre il liquido buonista arrugginisce le capacità mentali dell’uomo della strada, noi abbiamo il compito, il dovere morale di dire al verità, tutta la verità, nient’altro che la verità. 
Sulla mia pagina di Facebook ho scritto: “Ebbene una domanda sorge spontanea: durante questi anni gli immigrati andavano aiutati e fatti sbarcare per accoglierli perché scappano dalla guerra ma adesso, solo perché arrivano i potenti del mondo (se così possiamo definirli) anche gli sbarchi sulle nostre coste sono stati vietati per quei giorni. Ma scusate chi scappa dalla guerra e va sostenuto, secondo sempre i nostri politicanti da strapazzo, perché va aiutato sempre tranne durante i giorni nei quelli si terrà il G7 in Italia?”. Aiutatemi, aiutateci a capire. Ci sono delle vie, delle linee da seguire in caso di accoglienza. Oggi è un buon giorno per accogliere gli immigrati, domani no. Davanti ai burattinai di un mondo rotto, rotto dentro, serve che tutto scintilli di una luce lunare ed inverosimile. Una luce che è ombra, un’ombra che è male. Gli anfratti di questa vicenda, come tutte quelle che riguardano gli immigrati, ci parlano di danaro su danaro. Ingenti quantità di moneta pronta ad essere spartita tra Ong, boss del quartierino, mafia, Stato e accoglienti visi con l’abito talare o con un più ateo completo gessato. Fiumi di soldi che invadono ogni cosa fino a rendere cieca la nostra consapevolezza. Quante ingiustizie deve ancora subire la nostra Italia? La nostra Europa? “Il mio paese mi fa male per la sua falsità da schiavi, con i suoi carnefici di ieri e con quelli di oggi mi fa male col sangue che scorre, il mio paese mi fa male. Quando riuscirà a guarire?”, scrisse l’immortale pensatore francese Robert Brasillach. Quando smetterà di leccarsi le ferite questa nostra penisola? Lo farà quando si libererà dalle catene che ci rendono vittime del vizio oscuro dell’Occidente, per dirla alla Massimo Fini. www.ilgiornale.it
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