Buongiorno,
sono il tuo Paese, l’Italia. Sono la porta del Mar Mediterraneo, un piccolo stivale invidiato dal globo intero per conformazione, disposizione e per la mia storia. Virgilio, poeta mantovano, vergò questa parole: “D’Italica forza possente sia la stirpe di Roma”. Dal 753 a.c. ad oggi un susseguirsi di pensatori, filosofi, geni, patrioti e uomini hanno dato lustro a questa terra. Qui hanno avuto i natali Dante, “fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza”, Michelangelo, autore de il David, della Pietà del Vaticano, della Cupola di San Pietro o degli affreschi nella Cappella Sistina, e Goffredo Mameli morto a 21 anni durante il Risorgimento. Una giovane età che ci ha regalato l’inno nazionale. “Fratelli d’Italia/ L’Italia s’è desta/ Dell’elmo di Scipio/ S’è cinta la testa/ Dov’è la Vittoria/ Le porga la chioma/ Ché schiava di Roma/ Iddio la creò/ Stringiamoci a coorte/ siam pronti alla morte/ Siam pronti alla morte/ l’Italia chiamò”. Parole scolpite nella memoria. 
Avete avuto tutto da me, vi ho chiesto in cambio sacrificio e sudore, ma è pur vero che l’amore per la nazione vuole tutto ed ha ragione. Eppure passati gli anni, i lustri, i decenni ed i secoli la situazione è andata compromettendosi. Ora galleggio nella mediocrità, nella spending review, nello spread e nella disoccupazione. Cosa mi è successo, cosa vi è successo? “Il problema non è la caduta, ma l’atterraggio”, come recita la pellicola L’odio ed il momento dell’impatto si avvicina sempre più velocemente. Abbiamo perso la volontà di eccellere, di alzare la testa per ritrovare le stelle che ci guidarono alla rivolta. Parole vacue, oggigiorno, ci avvolgono fino a toglierci il fiato lasciandoci nulla in cambio. Ho bisogno del vostro aiuto, la palude sta vincendo sul marmo, non finirà così. 
Dalle Alpi, dal Monte Bianco, al Piave, il Fiume Sacro alla Patria, divenuto simbolo della nazione durante la Prima Guerra Mondiale  con la Prima battaglia del Piave, la Battaglia del solstizio e la Battaglia di Vittorio Veneto passando per il Duomo di Milano, la Torre di Pisa, il Colosseo, la Reggia di Caserta per arrivare ai mari del sud, vi ho donato tutta me stessa incondizionatamente. L’ho fatto tramite la natura, l’ho fatto tramite la mano sapiente dei miei figli. Il pregio delle opere si mischia al pregio delle tavole. Coi vini dell’Oltrepò pavese, della Franciacorta e delle Langhe. Quei sapori indimenticabili ad ogni latitudine, ad ogni longitudine capaci di espandersi, tramite odori inebrianti, dalle cucine delle massaie alle vie delle città, budello del mio intestino. Ma di tutto questo cosa rimane? Ricordi sbiaditi, pensieri annebbiati, verità mai dette e menzogne divenute oro colato. Rispetto? Una parola morta, sepolta e stuprata giornalmente dai politici inetti che avete scelto per rappresentarmi in Parlamento ed in Europa. 
Mi avete fatto governare dai Mario Monti dai Matteo Renzi, dai Nicola Vendola e dalle Laura Boldrini in un incedere di crolli verso il basso, verso l’oblio. Voi siete sangue del mio sangue e voi avete il diritto, ma sopratutto il dovere, di riprendere in mano la situazione, di invertire la rotta. Decidono senza chiedervi il premesso, senza chiedermi il permesso, cedendo un pezzo dopo l’altro di sovranità nazionale. Siete diventati schiavi dei vostri stessi dipendenti. Ti schiacciano la testa se osi chiedere dignità, un lavoro e serenità per te e per la tua famiglia. Devo usare concetti forti per ridestare la tua coscienza, altrimenti tutto andrà perduto. Tu sei il vero padrone del tuo futuro, del mio futuro, non questi quattro cialtroni. Ti fa paura questa armata Brancaleone? Questi smidollati incollati ad uno scranno? Non possono perché io mi chiamo Italia e tu sei italiano, non dimenticarlo mai. I tuoi avi hanno donato la vita per costruire i miei confini, la mia grandezza, la mia libertà, mentre i politici odierni vogliono trasformarmi ne Il campo dei santi predetto da Jean Raspail. 
Solo tu puoi. Solo tu puoi. Solo tu puoi. Leggi queste parole, falle diventare il tuo mantra, mettiti una mano sul cuore e torna a farmi risplendere. Non lasciare che questi traditori  mi svendano all’industria straniera e facciano invadere le nostre terre dai clandestini. Non permettere che distruggano la nostra storia, le nostre radici e il nostro DNA di italiani per farlo diventare un meticciato culturale dove noi non ci riconosceremo più e sopratutto dove non esiteremo più. Non permettere che le nuove generazioni vivano da schiavi nel loro paese, nel nostro paese chiamato Italia, lotta con tutte le tue forze per garantirgli un futuro da uomini liberi. Riprendi il controllo, riprendi a vivere, riprenditi il tuo Paese…il tuo Paese e riprenditi la dignità che questi mascalzoni politicanti  ti ha sottratto con l’inganno. Salva il tuo presente e sopratutto il tuo futuro e il tuo paese il nostro paese, salvami perché salvando me salverai anche te ed i tuoi figli.
Italia  Andrea Pasini  www.ilgiornale.it www.andreapasini.it

 

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