Il DDL tortura è una cagata pazzesca. Il Partito Democratico odia le Forze dell’Ordine, ora è legge. “L’Italia ha finalmente colmato una grave mancanza nel proprio ordinamento. L’approvazione definitiva del delitto di tortura rappresenta un passaggio importante, per il quale il Parlamento lavora da quasi vent’anni e del quale non possiamo che essere soddisfatti”, le parole di Anna Finocchiaro, ministro per i Rapporti con il Parlamento, che definisce il disegno di legge “il miglior risultato possibile oggi”. Chissà il peggiore. Davanti a questo, ennesimo, crimine di Stato ho voluto ironicamente ma neppure troppo delineare quale dovrà essere il modus operandi che gli agenti della Polizia di Stato e i Carabinieri dovranno seguire per non incorrere nel reato di tortura o di arresto violento. L’ho voluto fare in modo da sintetizzare, con un piccolo vademecum, gli “ordinamenti” che i nostri angeli custodi dovranno seguire. Voglio farvi capire come saranno costretti a lavorare, dopo l’entrata in vigore di questo orrore, le Forze dell’Ordine che giornalmente combattono il crimine già  con mille difficoltà  rendendoci la vita più serena. 
Vademecum dell’agente per sopravvive indossano una divisa:
1) In caso di chiamata, recarsi sul luogo del crimine a sirene spiegate, senza però superare i limiti di velocità. Ricordatevi poi  di non passare con il semaforo rosso.
2) Concedetevi più giri dell’isolato facendo sentire al delinquente, intento a svolgere la sua mansione, che state arrivando.
3) Onde evitare equivoci, non sia mai, fermarsi tre edifici più lontano dal luogo del crimine. Suonate i campanelli delle abitazioni, adiacenti, cercando il maggior numero di testimoni che possano verificare sul vostro imminente operato. Vi serviranno come l’acqua nel deserto. Sperando che non abbiate la sfortuna di trovare come testimoni  militanti del PD o dell’estrema sinistra, altrimenti saranno cavoli amari per voi.
4) Una volta arrivati suo luogo del misfatto, fermasi dieci minuti a parlare, fumatevi una sigaretta, consentendo al delinquente di dileguarsi con tutta calma. 
5) Finita la pausa, possibilmente con un megafono in modo da farvi sentire da chiunque, chiedete al malvivente se vuole costituirsi di sua spontanea volontà. 
6) Portasi sempre al seguito un presente composto da cioccolatini o caramelle, in modo da andare incontro alle esigenze ed ai gusti del criminale. 
7) Se, e ripeto se, la sfortuna  vi perseguita e il bandito si dovesse costituire chiedetegli dolcemente e per cortesia di smettere di delinquere. 
8) Se dovesse aggredirvi verbalmente o fisicamente mi raccomando porgete, sempre, l’altra guancia. 
9) Terminate le guance a vostra disposizione, offritegli quelle del vostro collega. Questo per evitare  qualsiasi tipo di discriminazione. 
10) Se malauguratamente il delinquente volesse essere arrestato sperate, iniziando a pregare, che il giudice al quale dovrete consegnare il rapporto sull’arresto sia comprensivo, il suo oroscopo vi sorrida e sopratutto che sia di luna buona quel giorno.
11) Davanti ai togati mettetevi sempre a piangere. Spiegategli in cosa consiste il vostro lavoro. Quello che fate tutti i giorni in mezzo alla strada e raccontategli che è da tempo che avete presentato la domanda di trasferimento per andare a lavorare in ufficio ma non è stata ancora accolta. 12) Siate di conforto ai delinquenti perché è solo colpa della società se vivono di espedienti. D’altronde, poverini, loro sono degli emarginati.
13) Spiegate in sede di processuale prima di accennare al giudice per quelle motivo è stato tratto in arresto il criminale,  che avete fatto di tutto, e di più, per far sentire a proprio agio il delinquente. Successivamente con estrema cortesia implorate la corte di non essere citati per arresto violento.
Così oggi sono costretti a lavorare gli operatori della sicurezza nel nostro paese. Un messaggio è d’obbligo lanciarlo a tutti gli uomini e le donne appartenenti alle forze dell’ordine che ancora credono nel PD: per chi avesse ancora intenzione di dare fiducia a questa classe politica di incapaci e cialtroni, continuate pure a votarli e a difenderli ma poi non lamentatevi se la vostra più grande passione e cioè il vostro lavoro si è trasformato in un vero incubo. Voi avete sempre servito questo Stato onestamente, con la dedizione che contraddistingue da sempre il vostro operato, ed in cambio cosa ricevete? Nulla. Lo Stato, da oggi, vi obbliga a lavorare in maniera vergognosa. Dicendovi una cosa, dato che tra pochi giorni si ricorderà il sedicesimo anniversario del G8, a Genova non doveva morire Carlo Giuliani, che ricordiamo era intento nel colpire  con un estintore un giovanissimo appartenente alle forze dell’ordine che stava svolgendo il suo dovere, ma il carabiniere Mario Placanica. L’ennesimo scempio all’italiana. www.ilgiornale.it www.andreapasini.it

 

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