Le Iene. Non parliamo di Quentin Tarantino, ma del fortunato programma televisivo che Italia Uno manda in onda, ininterrottamente, dal 1997. Nel 2015, a cavallo tra settembre ed ottobre, Filippo Roma ha realizzato due servizi dal titolo “Ospito un profugo?”. Le prime vittime dei microfoni di Mediaset sono stati i volti politici italioti. Da Clemente Mastella a Paola Binetti passando per Daniela Santanchè. Il giornalista vestito di nero proponeva ai parlamentari di accogliere nella propria abitazione un immigrato scappato dalla guerra in Mauritania. A favore di telecamera tutti pronti ad un sì, ma quando la situazione diventa reale le scuse si sprecano. Giri vorticosi di parole, del resto il buonismo è una malevola arte figlia di questi giorni ed ogni occasione diventa buona per sfoggiarla ai propri elettori. Cosa non si fa pur di apparire anime pie. Ad onor di cronaca l’unico a mantenere fede alla propria parola è stato Giuseppe Civati, detto Pippo, fondatore e segretario dell’ennesima sigla sinistrata, il movimento Possibile.
Due settimane dopo, invece, andava in onda l’odissea dei vip. Qualcuno come Giancarlo Magalli ha espresso il proprio diniego, fregandosene dell’audience. Molti, quasi la totalità, per contro sono caduti nella trappola tesa dagli uomini in nero de Le Iene. Da Valeria Marini ad Enrica Bonaccorti passando per Pippo Baudo e Sandra Milo. Merita una menzione particolare Alessandro Gassman. Recentemente l’attore è entrato in polemica, virulenta con una spolverata di atteggiamento ossessivo compulsivo, contro la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, asserendo che “senza immigrati il paese si ferma”. Oppure con frasi del tipo: “Ti piacciono i pomodori, le verdure, le fragole? Senza di loro scordateli”. Un velato, neanche troppo, razzismo borghese. I political correctness lo ricordano sempre, gli immigrati fanno i lavori che gli italiani non vogliono più fare. O forse, i nostri concittadini, non possono e non devono accettare certe paghe, ma questa, per dirla alla Carlo Lucarelli, è un’altra storia o forse no. Gassman ha dovuto, in polemica feroce con gli utenti di Twitter, cancellarsi dal social network del cinguettio facile. All’epoca del servizio mandato in onda da Le Iene, in maniera arrogante, affermò: “Di star già facendo il suo dovere e che ad ospitarlo dovrebbe essere qualcun altro che non sta facendo un c…o”. Incalzato da Filippo Roma, sbottò: “Ma io sono ambasciatore dell’Unhcr, che ti dovevo rispondere?”. Predicare bene, razzolare malissimo. Uomini di questo tempo.
“Nel rispetto del diritto universale ad una nazionalità, questa va riconosciuta e opportunamente certificata a tutti i bambini e le bambine al momento della nascita. La apolidia in cui talvolta vengono a trovarsi migranti e rifugiati può essere facilmente evitata attraverso una legislazione sulla cittadinanza conforme ai principi fondamentali del diritto internazionale”. Il Pontefice degli immigrati, Papa Francesco, a più riprese si è speso invitando lo Stato italiano – non si capisce se lo faccia in qualità di figura spirituale od esercitando il suo potere temporale – a recepire lo Ius Soli e lo Ius Culturae. Catastrofe celeste. Ma è proprio in questo brodo culturale che si muove la sinistra. Sinistra che dovrebbe aderire al PROGETTO: ADOTTA UN CLANDESTINO. L’Italia cola a picco? Un giovane su due non ha lavoro? La disoccupazione stagna? L’emergenza abitativa opprime i nostri connazionali? La politica prezzolata, quella del aperitivo culturale inneggiando a Roberto Saviano, invece pensa solo al “Clandestino” per rievocare la musicalità di Manu Chao. Quindi accoglieteli in casa vostra. Dimostrate, una volta per tutte, di essere traditori della Patria abbracciando il diverso. Integratelo, rendetelo come voi. Corretto, politicamente e socialmente, pulito e senza quel retrogusto di kebab, di cuscus o di soffritto che fingete di adorare. Unitevi a loro fino a scomparire nei meandri della storia che per voi, tra l’altro, ha smesso di soccorrere.
Lancio questo guanto di sfida al buonista relegato dentro di voi. Schieratevi, mettetevi in gioco, dimostrate di essere presenti fino in fondo al vostro sordido svago di distruzione. Compagni, comunisti, sinistrati e accoglienti di ogni genere apritevi ai clandestini che arrivano illegalmente nel nostro Paese. Siete così affezionati allo straniero? Portatevelo a casa. Non permettete allo Stato di investire in centri d’accoglienza, in CAS, in strutture, in assistenza, sarete voi l’accettazione suprema davanti a queste migrazioni epocali. Sarete a loro completa disposizione, come nel libro Il Campo dei Santi di Jean Raspail. Lo scrittore francese in un passo del testo racconta di una famiglia prodigarsi nell’ospitalità di alcuni stranieri. Gli spazi, per i proprietari di casa, diventano sempre più limitati. “Essi oggi discutono, mentre ieri comandavano, e domani dovranno pregare per poter discutere”. Le parole di Oswald Spengler sono tratte dal volume Anni decisivi, come quelli che stiamo vivendo. Come quelli che vivremo. Spetta a voi dimostrare la solidarietà agli altri, mentre la nostra società frana. Mettete mano al vostro portafoglio, elargite banconote e sorrisi. Felici nel vostro scomparire. Vorrei mettervi alla prova. Vedere in quanti sarete in grado di mantenere intatta la vostra facciata. Fatti concreti? Chiacchiere. Sempre e solo chiacchiere.
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