Fake news. In buona sostanza farse o meglio come scrive Marcello Veneziani, nel suo ultimo articolo, “il pericolo farsista”. La stampa politicamente corretta ha una fantasia smisurata, infinita, che questa volta colpisce un giovane carabiniere, di 23 anni ed iscritto alla facoltà di storia dell’Università La Sapienza di Roma, per aver esposto una “bandiera nazista” nella sua camerata di Firenze. Gli autori dello “scoop” del secolo, sulla falsa riga di quelli messi in piedi da L’Espresso su CasaPound ed affini, nonché parole al vento per delegittimare chi legittimamente si impegna ogni giorno nel sociale e nella politica a favore degli italiani, sono i tipi de Il sito di Firenze. Giornalisti d’avanguardia. Isaac Asimov intrisi di 1984. Passato, presente e futuro mischiati senza basi e senza senso.

Facciamo un passo indietro e leggiamo cosa scrive Luigi Di Stefano sulle colonne de Il Primato Nazionale: “Già il primo giorno mentre sui media generalisti esplodeva il caso della bandiera nazista su Facebook i cultori di storia e gli esperti di araldica chiarivano che questa bandiera non è affatto nazista, ma il vessillo della marina militare del Kaiser introdotta nel 1871 (20 anni prima che Hitler nascesse) e dismessa nel 1919 (14 anni prima che Hitler salisse al potere)”. Pugno alla bocca dello stomaco dei pennivendoli che non conoscono la storia, ma pretendono di insegnare civiltà. Leggiamo ancora: “In realtà la bandiera incriminata è appunto il simbolo della tradizione prussiana tedesca ante Hitler, e se proprio la vogliamo simbolizzare è più corretto legarla al Conte Klaus Von Stauffenberg, il prussiano eroe di guerra che il 20 luglio 1944 piazzò una bomba sotto i piedi di Hitler, la famosa ‘Operazione Valkiria’ organizzata dai vertici prussiani della Wermacth per porre fine alla guerra, gente del calibro di Ludwig Beck, Henning Von Tresckow, o lo stesso Erwin Rommel che non potendo essere giustiziato come gli altri cospiratori (circa 5.000 arrestati di cui circa 200 giustiziati) fu costretto al suicidio. E quindi semmai la bandiera esposta nella stanza di alloggio del giovane carabiniere può essere assunta a simbolo antinazista, non il contrario. E il carabiniere seppur giovanissimo lo sapeva, infatti ieri lo ha chiarito spiegando che avvolto in quella bandiera un ufficiale della marina tedesca si suicidò nel 1939 in opposizione alla decisione di Hitler a scatenare la II Guerra Mondiale”. Ma come la usano i “suprematisti” bianchi di PEGIDA non può che essere un vessillo hitleriano. L’abbiamo vista nelle curve infuocate dal Fascismo di ritorno degli anni 2000. Quindi? Non è una bandiera che fa rima con il Terzo Reich, caso mai con il Secondo. E tanti saluti ai professori senza abilitazioni. Non ci rimangano male i seguaci di Otto von Bismarck.

Qualcuno è pronto a mettere in dubbio le mie citazioni, allora sfodero Enrico Mentana: “La bandiera tedesca esposta non può certo essere neonazista, visto che è quella militare della prima guerra mondiale. Comunque un nemico dell’Italia, ma in ogni senso tutta un’altra storia”, Facebook docet. Quanta fatica per chi vuole insegnarci ad essere perfetti interpreti della reductio ad Hitlerum, dove tutto ricade ai piedi del dittatore natio di Braunau am Inn. Isterici fricchettoni ripuliti con giacca e cravatta ci spigano cosa fare, cosa pensare, ma sopratutto di cosa ossessionarci. Pericoli estremisti ad ogni lato, la destra radicale che avanza e lascia senza fiato la libertà d’espressione. Facendo due rapidi conti ci accorgiamo che negli ultimi 72 anni, i fascisti non hanno governato neanche un giorno l’Italia, anzi, ed il leader che diceva di aver scritto “fascista in fronte”, Giorgio Almirante, raggiunse al massimo punte del 10% con il Movimento Sociale Italiano. Cacciatori di fantasmi, politici e personali. Accaniti usurpatori della libertà altrui, forse il reato più grave. Così come per gli skinhead di Como, che seppur truci e truculenti hanno dissentito pacificamente leggendo un comunicato stampa a chi, fattivamente, vuole veder sostituito il nostro popolo da una massa proveniente dai più disparati angoli del globo. Cacciatori di fantasmi dicevamo. Ghostbuster da blockbuster di serie C. Attori in cerca di successo, ma senza talento se non per le bugie. “Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”, a proposito di nazisti, visto che questa frase venne impropriamente attribuita a Joseph Göbbels.

Intanto l’appartenente alle Forze dell’Ordine è stato messo spalle al muro, ma non tutti ci stanno. Celestino D’Angeli, presidente dell’Associazione Nuova Difesa, ha scritto: “Bisogna informarsi prima di richiedere provvedimenti così drastici, anche perché, prima di destituire un Carabiniere bisogna analizzare attentamente i fatti e avere motivi più che validi. Strumentalizzare un qualcosa ai fini politici è sbagliatissimo. Un ministro serio e competente dovrebbe prima di rilasciare dichiarazioni, appurare la veridicità di quanto si dice e informarsi a livello storico in questo caso. Non chiedere la testa di un appartenente alle forze dell’ordine ed in particolare di un appartenente ad un corpo che da sempre rappresenta uno dei fiori all’occhiello della nostra Nazione l’Arma dei Carabinieri e che Il ministro dovrebbe difendere, tutelare e proteggere non alla prima occasione delegittimare. I carabinieri come del resto tutti gli appartenenti al ministero della Difesa dovrebbero ritrovare nel proprio ministro un padre, un amico, una persona che lotta tutti i giorni per difendere quel comparto, dovrebbe amarlo e rispettarlo e non cercare appena possibile di delegittimarne gli appartenenti. Che vergogna! Fino a quando la politica sceglierà persone come il ministro Pinotti per guidare un comparto di cui non conosce proprio nulla, finiremo sempre a discutere di queste stupidaggini trasformandole in cose serie e delegittimando le istituzioni sane. Penso che ci sia una mentalità che tende a destabilizzare le Forze dell’Ordine, per far perdere loro credibilità, e denigrarle non dando loro più fiducia e lasciandole allo sbando. Fa veramente molto pensare che alla nostra classe politica, persone che dovrebbero rappresentare lo Stato, basti davvero così poco per inquisire le forze armate. Non basta una chiacchiera da bar per cacciare un carabiniere”. In questo marasma, il ministro della Difesa, Roberta Pinotti ha gettato benzina sul fuoco, portando al pubblico ludibrio un uomo preposto alla tutela dello Stato, gettandolo in pasto ai pescecani benpensanti. “La Repubblica Italiana e la sua Costituzione si fondano sui valori della Resistenza, sulla lotta al fascismo e al nazifascismo. Chiunque giura di essere militare lo fa dichiarando fedeltà alla Repubblica, alle sue leggi e alla Costituzione. Chi espone una bandiera del Reich non può essere degno di far parte delle Forze Armate essendo venuto meno a quel giuramento”. Ma adesso bisognerebbe pensare ai giuramenti prestati nei confronti della Nazione, fatti dai nostri benemeriti politici, non ai vessilli appesi nelle camerate di giovani Carabinieri pronti a difendere, in ogni istanza, questo lembo di terra. www.IlGiornale.it

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