Meglio vivere un giorno in piedi da sbirri e razzisti che una vita in ginocchio da ipocriti e comunisti.
“Io ho 70 anni e sono sconcertato. Non mi aspettavo di vedere ministri dell’Interno razzisti o sbirri in Italia. La politica di Minniti era pagare degli assassini per dire assassinatevi pure ma non a casa nostra. C’è continuità di intenti con il suo successore Salvini. Non hanno considerazione delle vite umane”. Pietà Gino Strada, pietà. Ma non per noi, uomini e donne con le spalle larghe, ma per lei. I deliri di un quasi ottuagenario obnubilato dalla rabbia e dal rancore. Gli stessi che attanagliano Eugenio Scalfari. Il fondatore de L’Espresso su La Repubblica tuona: “Svegliamoci e salviamo il Paese dai razzismi”. Buonsenso dove sei? Tremendamente colpiti dalle parole di personalità completamente scollegate con il mondo reale. Parlassero di razzismo ai disoccupati, ai pensionati che percepiscono la minima e ai giovani senza avvenire. Le star dell’accoglienza si riempiono la bocca di pietismo perorando la causa della Grande Sostituzione. Proprio come viene raccontata da Renaud Camus. Una guerra di religioni, di salari e razziale dove, però, siamo noi a boccheggiare. I radical chic dai loro salotti sputano pregiudizio e discriminazione contro le nostre genti, per questo motivo dobbiamo tenere alta la guardia e continuare la nostra strenua difesa.

Razzisti e sbirri. Lo sprezzo di Gino Strada, mandato in onda dalle frequenze di Lucia Annunziata, è vomitevole. Siamo orgogliosi di essere sbirri come ci definisce il fondatore di Emergency. Perché siamo orgogliosi di rappresentare i meglio figli di questa Nazione, figli diligenti che amano la Patria e sono pronti a tutti, questa volta veramente a tutto, pur di difendere i nostri sacri confini. Confini bagnati, esattamente 100 anni fa, da martiri patrioti avi eroi del nostro tricolore. Con il loro sangue hanno bagnato queste montagne, queste pianure e questo mare. Oggi tocca a noi difenderlo in ogni modo, con ogni mezzo. “Sono stanco. Vorrei andare via dall’Italia”, dice Strada. Bene noi siamo pronti ad accompagnarlo, non senza sua figlia, in capo al mondo. Bramiamo di non averlo più d’intralcio. Bramiamo di non vedere più moralizzatori privi di morale catechizzarci senza sapere cosa realmente succede nelle città italiane. Il vento è iniziato a cambiare e dovrà mutare definitivamente per tappare la bocca a chi avversa questo lembo di terra. Perché la battaglia del domani è tra chi ama l’Italia e chi la odia. Bisogna scegliere e noi non abbiamo dubbi. Non abbiamo dubbi perché le radici profonde, custodite gelosamente dentro di noi, riconoscono il sangue caldo e italiano che scorre nelle nostre vene.

Quindi vi starete chiedendo. Quindi non abbiamo bisogno di questi salottieri sinistroidi dalle pulsioni centrafricane. L’Unione Europea ci ha sfidato, ci ha fatto, letteralmente, invadere ed ora dobbiamo rispondere. Chiusura dei porti adesso e per sempre. Ma non dobbiamo gioire del fatto che gli immigrati sbarchino in Spagna. Dobbiamo creare, partendo dal trionfo populista avvenuto in Italia, una sottile, ma inscalfibile, linea di resistenza contro il turbocapitale che ci vuole schiavi delle logiche antirazziste. Non saremo mai brodaglia senza identità, se ne facciano una ragione gli avversatori del popolo alla Soros o alla Bonino. Siamo pronti ad aiutare chi scappa dalla guerra, siamo uomini d’onore, ma siamo stanchi di vedere spacciati per profughi africani erculei pronti ad attraversare il Mar Mediterraneo per una vita migliore. Quest’ultimi sono immigrati economici, cercano una nuova esistenza che però l’Italia non può garantire ai suoi figli. La vostra retorica intrisa di umanitario apprezzamento solo per gli “altri” ha i giorni contati. Preparate le valigie, ora tocca a noi. E comunque Signor Strada le ribadisco che è meglio vivere un giorno in piedi da Sbirri e Razzisti che una vita in ginocchio da Ipocriti E Comunisti. www.IlGionale.it

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