Matteo Salvini è un vero e proprio animale politico, come ha dimostra sia nella conduzione della campagna elettorale precedente le elezioni del 4 Marzo e sia nell’impostazione della partenza sprint come Ministro dell’Interno al Viminale. Ha praticamente dettato la sua agenda a tutto l’esecutivo, viaggia in lungo e in largo per l’Italia come se fosse il premier, ha ridisegnato le alleanze in Europa e influenzato la linea ufficiale delle altre cancellerie sul tema migranti, seminando divisioni in Germania, dove la cancelliera Angela Merkel ha rischiato e rischia tutt’oggi seriamente di cadere, scontrandosi con il suo ministro dell’Interno, il leader bavarese Horst Seehofer, che non ha idee diverse da Salvini sulla gestione dei flussi dei migranti e la chiusura delle frontiere.

E tutto questo lo ha fatto solamente nel primo mese di governo. E’ un fatto concreto che l’Italia abbia iniziato e stia continuando a scompigliare gli scenari a Bruxelles, dove prima i Consiglio europei erano paragonabili ad una costante messa in onda di una pellicola girata dalle sole Francia e Germania. Mentre adesso l’Italia s’inserisce prepotentemente nei vari Consigli Europei presentandosi anche unita al Gruppo di Visegrad (Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia) e all’Austria. Un attivismo politico internazionale di questo tipo da parte dell’Italia non lo si vedeva da parecchi anni. E così come lo sta facendo Matteo Salvini con questa grande passione e capacità forse non lo si era mai visto.

Mentre Matteo Salvini continua a volare nei consensi, divorando di fatto gli alleati del centro-destra e iniziando a spolpare quelli pentastellati al governo, per nostra fortuna, le opposizioni sembrano continuare a lavorare per lui. Parliamo del PD, che non trova di meglio che reagire al leader Salvini con continue accuse di razzismo, populismo, di ritorno al fascismo, stracciandosi le vesti per l’allontanamento dall’asse franco-tedesco e per la linea euro-scettica della Lega. E così, se l’Italia chiude i porti alle navi cariche di migranti Matteo Salvini ed il governo sarebbero razzisti, mentre gli altri stati del Mediterraneo no. Se si invoca tolleranza zero sui campi rom, il problema diventa il termine “censimento”, che evocherebbe tragedie storiche. Sta di fatto che, almeno per ora, i sondaggi certificano un PD cristallizzato sotto il 20% e un’area governativa che sfiora il 60%.
Piaccia o meno, e a me personalmente piace molto, Matteo Salvini è diventato l’unico ed il solo leader politico italiano. Ma veramente c’è ancora qualcuno in Italia che ritene credibile schierare come ipotetico avversario un Maurizio Martina per il centro-sinistra? Oppure pensate che un Antonio Tajani per Forza Italia sarebbe spendibile come ultima carta da giocare per una ipotetica leadership del centrodestra? O che l’alternativa al leghismo sia rappresentata dai Roberto Saviano e Gino Strada di turno e le loro invettive social e a mezzo stampa? Parliamoci chiaro: non ci sono leader con una visione coerente e soprattutto vendibile agli italiani che possano solo eguagliare una unghia di Matteo Salvini. La sinistra, in particolare, e di questo ne siamo più che felici, sembra essersi suicidata sull’altare dell’istituzionalismo e del formalismo esasperati. Non esiste una sola idea che sia stata partorita in quest’area negli ultimi decenni, che vada oltre la difesa dell’esistente.

La questione che dimostra quanto chi gestisce il PD rappresenti una manica di presuntuosi e di incapaci sta nel fatto che ancora oggi non abbia affatto compreso le ragioni della dura sconfitta elettorale incassata il 4 marzo scorso, quando è crollato dal 40,8% delle europee di 4 anni fa ad appena il 19%. Il Nazareno ritiene di essere rimasto vittima di un complotto mediatico, di una mancata comprensione degli italiani dei buoni risultati degli anni di governo a marchio centro-sinistra. Unica ammissione: avrebbe comunicato male tali risultati. I democratici non mettono minimamente in discussione le carenze della loro azione di governo, meno che mai le scelte adottate a Roma come a Bruxelles. Che si tratti di immigrazione o conti pubblici, di lavoro o tasse, nessun ripensamento, nessuna autocritica e nessuna volontà di discostarsi dalle ricette propinate già con esiti a dir poco fallimentari.

La reazione isterica dei media legati al centro-sinistra contro Salvini e, in generale, il governo Conte non lascia presagire alcunché di positivo per il PD ed anche di questo la maggioranza degli italiani ne sono più che felici, dilaniato al suo interno da lotte tra correnti per la spartizione di ciò che resta del partito-sistema in sgretolamento su tutto il territorio nazionale, roccheforti tosco-emiliane comprese. Già dal voto di fiducia alle Camere si è compreso come i dirigenti dem ambiscano a buttarla in caciara, ad imitare i toni e i modi dei grillini in Parlamento per accreditarsi tra gli elettori più disorientati come alternativa dura e pura al nuovo sistema che avanza. Inutile dire che la strategia puzza di ridicolo. Rimane un fatto concreto nello scenario odieremo e speriamo futuro: che Matteo Salvini piace giorno dopo giorno a sempre più italiani per il suo semplice e concreto modo di fare politica. Vive in mezzo al popolo, parla con le persone, è rimasto una persona molto umile, ma nello stesso tempo decisa a cambiare questa Italia che non funziona. Sta ridando quella dignità e la sovranità che merita l’Italia e il popolo italiano e che negli anni la sinistra bugiarda, falsa e opportunità gli ha sottratto con l’inganno per svenderle alle cancellerie europee. Per cui noi italiani tifiamo perché Matteo Salvini possa il prima possibile diventare lui il Presidente del Consiglio del nostro Paese e rappresentare con orgoglio il nostro Popolo e la nostra meravigliosa Nazione. www.IlGiornale.it

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