Follia ultrà in pieno centro a Roma: vere e proprie scene di guerra giovedì sera dopo la partita di Europa League tra Lazio e Eintrache Francoforte. Dopo i cortei, i danneggiamenti e l’occupazione da parte dei tifosi tedeschi, che si sono fatti notare per le loro intemperanze anche all’interno dello stadio Olimpico, un nutrito gruppo di tifosi laziali ha deciso di farla pagare agli ospiti, iniziando una vera e propria caccia all’uomo per le vie del centro, frequentate soprattutto da turisti. A farne le spese, però, è stato un servitore dello stato, un carabiniere, ritrovatosi da solo a fronteggiare una cinquantina di ultrà biancocelesti a volto coperto.

Il carabiniere, che si trovava di pattuglia nella zona, stava coprendo due colleghi intenti a soccorrere sul marciapiede un tifoso tedesco, che era appena stato aggredito e ferito da ultrà della Lazio. Il militare ha provato a evitare che i tifosi laziali, pronti a dare la caccia ai rivali tedeschi, seminassero ulteriormente il panico in una zona diventata ostaggio della follia e della violenza, con studenti e turisti costretti a ripararsi all’interno dei locali. Molti degli ultrà laziali erano armati con spranghe e bastoni e, quando si imbattono nel militare, non ci pensano due volte ad aggredirlo.

Verso il carabiniere, costretto a indietreggiare, vengono lanciati oggetti di ogni sorta: sassi, bastoni, una bottiglia che lo raggiunge e lo ferisce al volto, addirittura alcuni piccoli cassonetti della raccolta differenziata. Il carabiniere, nel tentativo di tenere a distanza gli ultrà, decide quindi di impugnare la pistola, ma resta vittima del lancio di oggetti e di insulti di ogni tipo. «Infame, pezzo di merda», gridano gli aggressori, che costringono il militare alla fuga.

«Infame, vattene: te ne devi anna’…»: e giù parolacce e altri insulti contro un singolo carabiniere che, pistola alla mano, tenta di fermare la rabbia di un gruppo di persone che gli lanciano contro di tutto, anche i cassonetti dell’immondizia. Finisce che una bottiglia lo colpisce in testa ed è costretto a indietreggiare in attesa dei rinforzi. Il video dell’aggressione è stato ripreso a Trastevere, nel cuore della Capitale.
Ora si indaga per risalire a un gruppo di ragazzi incappucciati, probabilmente tifosi laziali, che quella notte hanno aggredito con mazze un tifoso tedesco a Trastevere e insultato e picchiato il militare intervenuto in suo soccorso. Nel filmato diventato virale si vede il carabiniere minacciato e bersagliato dal lancio di bottiglie. Aggredito, impugna la pistola e non spara, rimanendo lievemente ferito alla testa. «Ho fatto solo il mio dovere, ho estratto la pistola per tenere lontani gli aggressori», ha spiegato il militare, che e ha riportato un trauma cranico per cui è stato giudicato guaribile in sette giorni. A lui è arrivata la solidarietà di numerosi esponenti del governo e non.

Ha evitato di sparare pensando non solo all’incolumità delle vittime, ma pure a quella dei suoi aggressori, ha commentato il comandante generale dell’Arma, Giovanni Nistri. Non è più possibile, ne tollerabile che nel 2018 possano ancora avvenire aggressioni di questo genere. E’ urgente che la politica con estrema urgenza e soprattutto all’unanimità varino delle leggi che puniscano severamente questo genere di atti, certi tifosi come in questo caso specifico quando si permettono di andare a caccia di altri tifosi delle squadre avversarie per massacrarli di botte, devono essere messi in galera senza se e senza ma e marcire in una cella per anni e anni. Solo cosi, con pene severe ed imponendogli la disciplina e l’educazione con la forza si possono ottenere dei risultati concreti. Altrimenti questa gentaglia continuerà a mettere a ferro e fuoco le citta del nostro paese e noi continueremo inermi ad assistere a scene vergognose come questa. Io sto dalla parte del carabiniere e di tutte le Forze dell’ordine che ogni giorno rischia la propria vita per difendere la nostra sicurezza e soprattutto per difendere la nostra libertà.www.IlGiornale.it

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