Matteo Salvini è stato davvero l’asso nella manica del centrodestra ma sopratutto della politica in generale, con tutte le sfaccettature che il termine oggi ha, inaspettato: piace, sa piacere e ama piacere, senza nessuna sindrome di inferiorità rispetto alla intellighenzia della sinistra, ha saputo vedere l’orizzonte immaginifico degli Italiani dimostrando una vicinanza al popolo ed una concretezza finora rarissimamente viste in un politico.
Il Capitano, come la base, sempre più larga, ama chiamarlo, è sopratutto un comunicatore formidabile, tanto da indurre i suoi nemici a pensare che il suo profilo sia gestito da un team di politologi, psicologi, hacker e algoritmi… tutte scuse per non guardare in faccia la realtà: Salvini comunica bene perché il suo messaggio è condiviso, sentito e molto semplice da comprendere. Perché normale.
Dicono si appelli “alla pancia” ma quello che condivide è un disarmante buonsenso che è stato per troppo tempo assente dal dibattito politico italiano intasato dalla retorica insopportabile per gli uomini liberi del “politicamente corretto” ad ogni costo.
Da quando è entrato nella cosiddetta “stanza dei bottoni”, è lui il vero regista, viaggia per tutta la penisola con una forza unificatrice e rappresentativa che per la prima volta, in alcune aree, fa sentire i cittadini rappresentati nelle stanze del potere.
In Europa ha scardinato l’ordine costituito dalla alleanza franco-tedesca, gettato scompiglio nella casa teutonica, rinforzato gli animi dei populisti e portato la speranza di un cambiamento all’ interno del parlamento europeo.
Ma a Matteo nessuno ha regalato niente, quando gli sono state consegnate le chiavi di “casa Lega” l’edificio era seriamente danneggiato e molti erano pronti a scommettere che Salvini e baracca non sarebbero durati a lungo: troppe cose si erano rotte, troppe promesse non erano state mantenute.
Salvini non si è dato per vinto, ha iniziato una dura battaglia per il consenso: piazze, televisioni, comizi e social, tutto per riavvicinarsi al popolo e far riavvicinante il popolo alla politica e alla Lega.
Questa battaglia lo ha ripagato, è sufficiente ascoltare un telegiornale o leggere un titolo per venire informati, con sconcerto o con soddisfazione a seconda della fonte, del sempre più alto tasso di gradimento della Lega.
Mentre dall’ altro lato il PD sta vivendo una delle sue stagioni peggiori: dal glorioso 40% incassato alle europee di cinque anni fa grazie alla guida di Renzi, all’ agonizzante situazione attuale. Aggiungerei per fortuna dell’Italia e degli italiani.
Purtroppo per i suoi elettori e fortunatamente per le forze governative, il PD non ha ancora iniziato una riflessione sulla sconfitta: quasi come il suo gruppo dirigente fosse convinto che gli italiani siano impazziti momentaneamente e presto torneranno a premiarli alle urne.
Nel frattempo si assiste al ridicolo spettacolo di una classe dirigente che brancola nel buio appigliandosi a qualunque cosa pur di parlare, l’ultima che hanno trovato: svergognare il segretario della Lega per i pasti che condivide sui social media.
Si potrebbe finire di scrivere qui e chiunque capirebbe il livello di disperazione che ha raggiunto la sinistra è certi intellettuali.
Le ragioni di questo atteggiamento sono molte e meriterebbero una riflessione separata, tuttavia le principali sono queste:
La sinistra parla (di niente) solo con con sè stessa, non è più (o, forse, non lo è mai stata) in grado di confrontarsi con la controparte perché la considera ignorante ed inferiore.
Non ha mai dovuto davvero combattere per il consenso: un po’ grazie ad uno zoccolo duro di elettori che voterebbero a sinistra a prescindere e un po’ perchè gran parte del mondo della cultura della editoria e della informazione è ancora saldamente sua proprietà.
Per non parlare della mancanza di personalità serie, in qualunque casa politica, che dovrebbero venirgli contrapposte.
Rielaborando un vecchia sentenza Andreottiana: “sarà pure di media statura ma intorno a lui non ci sono giganti.” Matteo Salvini sta dimostrando di essere l’unico leader politico normale che pur avendo riscosso un successo e una popolarità che non ha eguali in Italia e all’estero non ha mai smesso di essere la persona semplice e umile che è sempre stata. Questa è una grande dote che merita rispetto. Chi quotidianamente critica ogni suo gesto o azione probabilmente vive una vita di frustrazione perché al
posto che pensare alla propria di vita, si dedica costantemente a criticare quella degli altri. E poi parliamoci chiaro: fino a ieri si criticavano i leader politici perché si comportavano e avevano atteggiamenti da super uomini. Si credevano al di sopra di tutto e tutti e assumevano sempre atteggiamenti altezzosi e arroganti. Oggi invece che c’è un politico che si ritrae mentre vive il suo semplice quotidiano in modo normale e umile pur potendosela anche tirare, la gente lo critica lo stesso. Allora la mia modesta conclusione è la seguente: se te la tiri ti criticano, se sei umile ti criticano, se parli è perché hai parlato, se non parli è perché non hai parlato, se mangi la nutella è perché mangi la nutella, se non la mangi non sei normale perché sei l’unico al mondo che non mangia la nutella, ma se mangi la nutella però avresti potuto mangiare un’altra cosa ecc ecc. Alla fine sapete che c’è: Matteo Salvini deve fare come ogni essere umano e cioè, ciò che vuole. www.IlGiornale.it

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