Ai liberal di Londra piace parlare di cose che non sanno? Hanno ragione sui calendari del Duce come l’avevano sulla Brexit. Sentir parlare gli anglosassoni di casa nostra è sempre un’ esperienza formativa: ci insegna come si possa parlare assolutamente di tutto pur avendone una conoscenza sempre molto superficiale.

Così, un fenomeno di costume come quello del calendario del Duce ( o del vino, o della biro o qualunque altro souvenir proveniente da i luoghi di riferimento del fascismo come Predappio o Roma) diventa, per il Guardian, l’araldo di un ipotetico ritorno allo “stato totalitario”, alla “dittatura” e altre mille e mille espressioni chiave con cui ogni giorno il blocco mediatico della sinistra marcia e falsa di ogni paese prova a spaventare l’opinione pubblica.
È evidente per chiunque non sia avvelenato dall’odio o dalla propaganda che siamo distanti da uno scenario del genere.
Eppure c’è chi si straccia le vesti e si dispera perché i calendari del Duce hanno registrato una crescita nelle vendite negli ultimi anni ignorando, volontariamente o meno, una serie di fattori che, una volta considerati, fanno diminuire di volume l’ipotetica minaccia alle istituzioni democratiche.
L’Italia è stata dal ‘46 al ‘95 la sede del più grande partito neo-fascista d’occidente, dove militavano molti personaggi che avevano avuto ruoli anche di primo piano durante il ventennio.
Partito che faceva congressi, si presentava alle elezioni e si aggiudicava quote di consenso che oggi farebbero dare aria alla bocca ad un pletora di imbrattacarte di casa nostra e altrui.
Era, ipoteticamente, più pericoloso il MSI o lo è il successo che stanno riscuotendo i calendari?
Ma l’ignoranza dei nostri “cugini” europei d’oltremanica non finisce qui, arrivano a definire la Lega un partito “Far-Right” [di estrema destra n.d.r.], viene spontaneo chiedersi a questo punto cosa siano Fratelli d’Italia, Casapound e Forza Nuova.
Consigliamo ai giornalisti del Guardian di mettersi l’animo in pace, se gli italiani stanno riscoprendo gli ideali del fascismo non è certo per opera di Salvini ma semplicemente perché certi ideali del fascismo sono basati sulla salvaguardia, difesa e amore della propria patria. Valori questi che oggi sempre di più il popolo vorrebbe veder tornare. www.IlGiornale.it

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