Il governo che sta per nascere ma in moltissimo ci auspichiamo fino alla fine che non nasca, tra il Partito Democratico e il movimento 5Stelle non è illegittimo. Perché è contrario al principio democratico. È la prima volta che accade una cosa del genere nel nostro Paese. Sulla legittimità costituzionale dell’eventuale governo giallo-rosso non c’è alcun dubbio. Il governo che sta per nascere, da un punto di vista costituzionale, è assolutamente legittimo.
Tuttavia però, considerato che la legge elettorale prevede le coalizioni prima del voto, il fatto che nemmeno uno dei partiti che componevano la coalizione più votata farà parte del nascituro governo lede ampiamente il principio democratico. La vicenda riguarda proprio il concetto di democrazia, uno dei principi cardine del nostro ordinamento costituzionale.
Per comprendere ciò che sto dicendo dobbiamo prendete in esame esempio alcuni precedenti, così da poterli comparare e far capire di cosa stiamo parlando. Nel corso della Prima Repubblica le leggi elettorali tutte proporzionali non prevedevano le coalizioni tra liste stipulate prima del voto. Le alleanze avvenivano in Parlamento. Ciascuna lista si presentava agli elettori da sola. In quasi cinquanta anni non è mai accaduto che il partito di maggioranza relativa la Democrazia Cristiana restasse fuori dalla formazione e dalla composizione di nessun governo. Nel corso della Seconda Repubblica si sono avute due leggi elettorali maggioritarie. Il Mattarellum e il Porcellum che venne dichiarato incostituzionale nel 2014. Il Mattarellum prevedeva le coalizioni tra liste prima del voto nei collegi uninominali coi quali si eleggevano i 3/4 dei parlamentari. Il Porcellum era invece un proporzionale senza preferenze e con un ampio premio di maggioranza alla lista o coalizione tra liste più votata. Non è mai accaduto che almeno uno dei partiti facenti parte della coalizione più votata, anche in caso di ribaltoni o crisi di governo, sia rimasta fuori dalla formazione dell’esecutivo.
Quello a cui stiamo assistendo in questi giorni con la crisi di governo di agosto che ricorderemo nella storia repubblicana e col probabile nascituro governo Pd-5Stelle è il primo caso nella storia della nostra repubblica in cui nemmeno uno dei partiti facenti parte della coalizione di centrodestra che ha ottenuto nella maggioranza relativa voti e seggi farà parte del governo.
Ciò rappresenta senza dubbio una palese lesione del principio democratico.
Il governo Lega-M5S rispettava invece questo principio in quanto il Movimento 5 Stelle era la lista non coalizzata che aveva ottenuto la maggioranza relativa dei voti, mentre la Lega era il partito più votato della coalizione di centrodestra che aveva ottenuto il maggior numero di voti maggioranza relativa dei seggi e dei voti. Qualcuno contesta il fatto che le coalizioni, anche quando previste dalla legge elettorale, non valgono al cospetto del Capo dello Stato che nel conferire l’incarico dovrebbe tener conto solo dei risultati elettorali delle singole liste e della consistenza numerica dei gruppi parlamentari che si presentano da lui nel corso della prassi costituzionale delle consultazioni. Se ciò fosse vero, per quale motivo Giorgio Napolitano non conferì l’incarico ad un esponente dei 5Stelle dopo le elezioni politiche 2013, visto che anche in quella occasione con la legge elettorale che prevedeva le coalizioni come quella vigente il M5S risultò la lista più votata e la coalizione di centrosinistra non aveva ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi al Senato? L’incarico fu conferito a Pierluigi Bersani, leader della coalizione di centrosinistra che aveva ottenuto il premio di maggioranza ma al Senato, non aveva raggiunto la maggioranza assoluta per via del premio regionale, e non ad un esponente indicato invece dal primo partito. All’epoca nessuno obiettò nulla, o quasi. Oggi, a differenza di 6 anni fa, pur essendo ugualmente in vigore una legge elettorale che prevede le coalizioni pre-voto, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella non ha minimamente preso in considerazione la coalizione di centrodestra che ha ottenuto la maggioranza relativa dei voti 37% e dei seggi 42%, ma ha fatto girare la formazione del governo, tanto lo scorso anno dopo le elezioni politiche del 4 Marzo che nel corso di questa crisi di governo, attorno al primo partito M5s, ignorando le coalizioni, in palese discontinuità col suo predecessore. Non vorrei che il concetto di coalizione pre-elettorale valga solo se arriva prima il centrosinistra. Stiamo dunque assistendo ad un vile tentativo di conservazione del potere da parte di un establishment partitico che il popolo non perde occasione di bocciare nelle urne ad ogni elezione. Questa non è democrazia parlamentare. È semplicemente tradimento della sovranità del popolo. E noi dovremmo ribellarci a tutto questo! Certo in modo pacifico ma dovremmo far capire che un democrazia chi decide deve essere sempre il Popolo e non i soliti quattro sinistroidi vetusti che da decenni a loro convenienza decidono governi e Presidenti del Consiglio senza mai passare dal voto. www.IlGiornale.it

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