Per la sfortuna degli italiani il governo giallorosso, o rosso-giallo alla fine purtroppo è nato. La piattaforma Rousseau ha sancito il patto che non ti saresti mai aspettato: quello tra il partito di Bibbiano e gli incompetenti grillini. Ormai è tutto fatto e la prossima settimana i due rami del Parlamento daranno probabilmente la fiducia a questo esecutivo. Giuseppe Conte ha incastrato tutte le caselle dei ministri, il Colle si è subito premurato di mettere il cappello su due pedine fondamentali: economia e soprattutto Viminale. Ecco perché i diretti interessati, ovvero i poliziotti e i tutori dell’ordine in generale, guardano con attenzione a questa infelice fase politica.

Parlando con chi tutti i giorni indossa una divisa, nel comparto, aleggi una certa preoccupazione per l’arrivo al potere dell’accoppiata Pd-M5S. Premesso che, per la correttezza istituzionale che ha sempre contraddistinto tutti gli operatori delle forze dell’ordine, di qualsiasi colore sia il governo in carica rimangono sempre al servizio delle Istituzioni democratiche. Purtroppo però c’è anche da considerare che è da tempo che il sentimento più diffuso tra gli operatori del comparto sicurezza è un non celato sconforto per una politica troppo ballerina e incoerente che non dà prova di continuità, di stabilità, di lungimiranza, e manca di autorevolezza. I governi nascono e cadono troppo in fretta e questo si traduce in una continua interruzione di lavori che dovrebbero rientrare in una visione globale, una progettualità tesa a un obiettivo comune che è indipendente dalla colorazione politica di una maggioranza.

Il comparto sicurezza per troppi anni è stato decisamente osteggiato dalla sinistra ed utilizzato come un argomento scomodo da screditare e delegittimare perché è storicamente nel DNA della sinistra non essere di certo amica di chi indossa una divisa. Il governo Lega- 5Stelle è stato dopo anni e anni di completo abbandono da parte della politica del comparto sicurezza una vera svolta che ha ridato la dignità e l’autorevolezza che meritavano le migliaia di donne e di uomini in divisa. Dobbiamo ringraziare sopratutto l’ex Ministro Dell’Interno Matteo Salvini che ha dimostrato una vicinanza, un affetto e sopratutto un rispetto per questi eroi in divisa mai visto prima.
Il governo uscente ha posto il tema della sicurezza e del rispetto verso le Forze di Polizia in grande evidenza. Ha varato concrete iniziative di governo, come ad esempio il Decreto sicurezza. Con questo decreto si è data una tangibile prova di aver accolto le moltissime istanze avanzate da anni dalle forze dell’ordine e mai prese in considerazione e nel dare quel rispetto che non si vedeva da decenni della funzione svolta dal personale del comparto in oggetto. Con Matteo Salvini si è fatto molto, si sono concretizzate promesse che dopo anni e anni di sole parole hanno trovato concretezza nella realtà ed è anche stato capace di trasmettere psicologicamente quella sicurezza agli agenti che gli ha consentito di sentirsi più tutelati e protetti dalle istituzioni mentre svolgevano il loro lavoro. Cosa che prima non era mai successa con la sinistra al governo. Tutelati e protetti in prima persona dal vertice del Ministero dell’Interno e cioè dal Ministro Matteo Salvini in persona. Salvini ci ha sempre messo la faccia per difendere e tutelare tutte le donne e gli uomini che indossano una divisa.
Ha messo mani in un solo anno e qualche mese di governo a situazioni mai risolte prima: organici che facevano acqua da tutte le parti a fronte di un’età media troppo elevata, dotazioni inadeguate, mezzi obsoleti, mancanza di protocolli operativi chiari e validi per tutti, e di tutela normativa proporzionata al rischio. A fatto partire la sperimentazione dei taser, mentre si susseguivano e si susseguono a un ritmo vertiginoso aggressioni agli agenti ai quali proprio il taser potrebbe anche salvare la vita. Mentre Matteo Salvini ha fatto tutto questo ed ha ridato quella dignità alle forze dell’ordine che per anni gli era stata sottratta, adesso è arrivato un governo composto da persone che in passato avevano proposto ad esempio la legge per gli identificativi sui caschi delle forze dell’ordine durante i servizi di ordine pubblico così da poterli farli identificare meglio, magari da quei banditi dei manifestanti di sinistra dei centri sociali che durante le manifestazioni si travisano il volto e mettono e ferro e fuoco le città picchiando, sputano e offendono questi eroi in divisa. Oppure ricordo anche la legge sul reato di tortura. Chiara volontà dei politici di sinistra di intimorire gli agenti delle forze dell’ordine nello svolgimento del loro rischioso lavoro . Queste sono questioni che hanno preoccupato e che preoccupano il comparto sicurezza . Quella degli identificativi era una proposta sbagliata perché avrebbe messo ancora più a rischio gli operatori, già bersagli di aggressioni, ritorsioni e attacchi di ogni genere. Oltre tutto è una cosa inutile visto che il singolo e il Corpo rispondono delle iniziative riconosciute come errate e ispirata dall’idea inconcepibile che ci si debba preoccupare di difendersi dall’operatore delle forze dell’ordine. Una follia concettuale. Il poliziotto o il carabiniere agisce per difendere e tutelare. Con questo nuovo esecutivo si rischia, anzi si ritornerà al partito dell’anti divisa.Un partito politico non dovrebbe stare contro le divise, ma purtroppo ci sono ancora oggi nei palazzi del potere politici i quali nutrono, per i più disparati motivi, un’insofferenza, quanto non un vero odio, verso la divisa come simbolo di una istituzione e cioè dello Stato. Tra le fila di questa maggioranza vivono ideologie politiche che storicamente cercano la criminalizzazione di colui che veste una divisa ad ogni costo; quelli che ne sottovalutano professionalità, impegno e sacrifici; quelli che ne danno per scontata la dedizione, la fedeltà; quelli che, con il maltrattamento’ del poliziotto maltrattano, a ben vedere, l’intero ordinamento, la libertà e la democrazia che egli garantisce, le regole condivise, l’istituzione e, in definitiva, lo Stato stesso. Il contratto di governo tra Lega e 5 Stelle conteneva diversi punti in favore delle forze dell’ordine, mentre nelle linee programmatiche di Pd-5Stelle leggiamo solo due misere righe generiche per questo strategico comparto. Ormai i dipendenti della sicurezza hanno imparato che dai governi di sinistra non ci si può aspettare di certo un trattamento decoroso o quantomeno rispettoso. Ci ricordiamo decenni di impegni disattesi e che le promesse di questa politica di sinistra non ha mai avuto un valore assoluto. Ci vogliono i fatti come ha fatto il ministro Dell’Interno Matteo Salvini che, per ogni poliziotto, Carabiniere e finanziare che deve arrivare a fine mese vivo, sano, provvedendo a sé e alla famiglia, sono l’unica cosa che conta e non le chiacchiere che da decenni la sinistra promette e mai concretamente mantiene. Non mettere come ha fatto Matteo Salvini la sicurezza e i suoi operatori in cima all’agenda politica significherebbe dare per scontato qualcosa che ha un valore altissimo e deve essere riconosciuto. Questo deve essere un atto dovuto alle migliaia di operatori che con orgoglio, rispetto, spirito di abnegazione ed onestà indossano una divisa e che tutti i giorni rischiamo la loro vita per difendere la nostra. www.IlGiornale.it

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