La politica una volta era una cosa seria. La coerenza era alla base di ogni strategia politica portata avanti dai leader dei partiti sia di destra che di sinistra. Poi le cose via via sono purtroppo cambiate in peggio si intende. Ed il valore della coerenza è andato piano piano scemando. Negli ultimi due mesi però abbiamo raggiunto il livello massimo mai riscontrato di incoerenza che si è palesata con l’accordo di governo denominato giallo-rosso e che ha visto due partiti che fino al giorno prima si erano umiliati ed offesi unirsi e dar vita ad un esecutivo. Alla fine Senza alcuna vergogna da parte ne dei 5Stelle ne del Pd il governo della poltrona ha preso vita. Ora dopo pochissimo tempo dalla nascita di questa cozzaglia politica che nulla ha di comune tranne la reciproca Volontà di non ridare la parola ai cittadini tramite le urne per paura di non essere piu rieletti, i due partiti anti democratici si trovano a fare i conti con le elezioni regionali. Elezioni che a differenza di quelle che sono riusciti con un gioco di palazzo ad evitare purtroppo per loro non possono ovviare e sono costretti ad un confronto con gli elettori che li punirà pesantemente. E questa grande paura ha creato sia nel Movimento 5 stelle e sia nel Pd un timore così importante di raccogliere una figuraccia epocale in termini di consenso elettorale che ogni azione messa in campo è buona per provare a trovare una soluzione che possa arginare una certa sconfitta elettorale rispetto alla coalizione di centrodestra a trazione Matteo Salvini. Oggi pur di non perdere l’Emilia Romagna, regione da sempre rossa e a rischio di sconfitta, il PD con il suo segretario Zingaretti farebbe Patti anche con il diavolo. Con l’Acqua alla gola Nicola Zingaretti ospite dalla Gruber prova a lanciare l’idea dello scambio. La tesi sarebbe la seguente: Pd e M5S uniti sulla riconferma di Bonaccini in Emilia e la Raggi riconfermata a Roma. E chissenefrega se i dem romani hanno chiamato fino a ventiquattr’ore fa incapace la sindaca grillina. L’importante è conservare le poltrone. Queste le parole del segretario del Pd: «Noi oggi abbiamo forze politiche che potenzialmente rappresentano il 45-48 per cento degli italiani. Domanda: vogliamo provare a farla diventare un’alleanza? Altrimenti, inutile girarci attorno, torna Salvini». Eccolo qua il solito spauracchio. Ma il finto spauracchio del ritorno di Salvini non attecchisce affatto sul popolo dem . Ed infatti i militanti e i sostenitori del PD bocciano senza appello la proposta del Segretario. Per il Pd questa mossa sarebbe semplicemente un suicidio politico e rappresenterebbe la definitiva morte del partito democratico. Anche perché Zingaretti fino ad oggi non è che abbia dimostrato di essere un’aquila sulle strategie politiche. Ricordo che in meno di un mese con le sue strategie ha dapprima affossato definitivamente il suo Partito cedendo alle pressanti richieste di fare un governo con i 5 stelle assolutamente deleterio sopratutto per lui stesso, poi ha rianimato politicamente parlando un cadavere in via di decomposizione di nome Renzi che oggi detta l’agenda di governo ed è un acerrimo nemico politico proprio del segretario dem e per concludere è stato capace involontariamente di ricompattare il centrodestra. Un vero fenomeno non c’è che dire! Ora dopo questa dichiarazione di un ennesimo accordo dettato non sulla base di delle idee comuni, non da un programma condiviso che ridia slancio all’economia dell’Emilia Romagna ad esempio, ma dettato solo dalla paura che anche queste elezioni regionali vengano vinte da Matteo Salvini ha scatenato una rivolta fra i militanti del Pd che su Twitter commentano la mossa del numero uno del Partito democratico sincerante troppo pesante da poter digerire. Sopratutto per chi già aveva visto con sospetto e vissuto come un tradimento la nascita del governo ‘giallorosso. Cioè un accordo con il nemico numero uno del Pd, il movimento 5 Stelle. Molti militanti del Pd continuano a domandarsi: “ma davvero non hanno capito i dirigenti del partito con chi sono al governo? Sul serio?». No! Non è possibile non averlo capito! Non è credibile l’aver preso come scusa per far digerire questo inciucio di palazzo denominato governo giallo rosso la storiella che lo si è fatto per il bene del Paese e per scongiurare L’aumento l’IVA. Tutte stupidaggini! La verità è che si aveva paura di ritornare a votare. Ma Ci vuole un po’ di pudore nella vita e un po’ di coerenza altrimenti prima o poi si paga caro e salato il prezzo di tutto questo schifo politico. E noi ci auspichiamo, ed in questo caso per il bene dell’Italia che questo governo duri il Meno possibile. www.IlGiornale.it

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