Nella vita essere coerenti premia sempre! Se pur alla lunga la coerenza è un di quei valori che anche in politica alla fine ti da delle soddisfazioni e ti permette di poter girare sempre a testa alta. Le parole dette sono sempre importanti. Ed è per questo che credo, sia giunto il momento di ricordate tutte quelle volte in cui Matteo Renzi, Maria Elena Boschi, i loro Ex colleghi di partito ed attuali hanno promesso qualcosa e non l’hanno mai mantenuto. Una su tutte quella di abbandonare definitivamente la vita politica in caso di vittoria del No al referendum. Promessa alla fine mai mantenuta. Anzi recentemente Renzi, la Boschi è una parte degli ex renziani del Pd sono addirittura usciti dal Partito Democratico per formare un partito tutto loro, chiamato “Italia Viva” che di vivo non ha proprio nulla. Con queste parole avevamo lasciato Matteo Renzi: se vince il No al referendum finisce la mia storia politica, cambio mestiere e non mi vedrete più”, “con che faccia potrei restare?”, “il Pd si troverà un altro segretario”. E dai sui compagni di partito, i democratici, sentivamo che in coro queste dichiarazioni : “non avremmo più autorevolezza, impossibile restare attaccati alla poltrona”, “lascerei pure io”, “e pure io!”. Be dopo tutte queste dichiarazioni qualsiasi persona avrebbe scommesso anche dei soldi che Matteo Renzi si fosse definitivamente ritirato dalla politica. Ed invece, colpo di scena, assolutamente NO! È stato saldamente ancorato alla guida del Partito Democratico, nel governo di Paolo Gentiloni Premier, ha ottenuto la fiducia e Maria Elena Boschi è rientrata immediatamente a Palazzo Chigi nonostante il fallimento referendario e la promessa di andarsene in caso di sconfitta. Il No al referendum ha stravinto, sul resto giudicate voi. Matteo Renzi e i suoi rappresentano l’incoerenza fatta a persona direi! Ma voglio ricordare qualche dichiarazione che ho ripreso da vecchi articoli così da rispolverare la memoria per chi si fosse dimenticato a che razza di racconta frottole seriale ci troviamo d’avanti: Matteo Renzi Consiglio dei Ministri 12 Marzo 2014 :”Lo dico qui, prendendomene la responsabilità, che se non riesco a superare il bicameralismo perfetto non considero chiusa l’esperienza del governo, considero chiusa la mia esperienza politica”. Il 30 marzo 2014 : “O facciamo le riforme, o non ha senso che io stia al governo. Se non passa la riforma del Senato, finisce la mia storia politica”.
Conferenza stampa di fine anno, 29 dicembre 2015: “È del tutto evidente che se perdo il referendum costituzionale, considero fallita la mia esperienza in politica”.

RepubblicaTv 12 gennaio 2016: “Intendo assumermi precise responsabilità. È un gesto di coraggio e dignità. Se perdo il referendum io non solo vado a casa, ma smetto di far politica”.
Aula del Senato, 20 gennaio 2016:
“Lo ripeto anche qui: se perdessi il referendum considererei conclusa la mia esperienza politica. Credo profondamente nel valore della dignità della cosa pubblica”.
Quinta Colonna, 25 gennaio 2016:
“Io non sono come gli altri, se gli italiani diranno No, prendo la borsettina e torno a casa”.
Scuola di formazione del Pd, 7 febbraio 2016: “Se vince il No prendo atto del fatto che ho perso. Dite che sto attaccato alla poltrona? Tirate fuori le vostre idee, ecco la mia poltrona”.

Scuola di formazione del Pd, 12 marzo 2016: “Se perdiamo il referendum è doveroso trarne conseguenze, è sacrosanto non solo che il governo vada a casa, ma che io consideri terminata la mia esperienza politica”.

Non mi vedrete più, queste le parole di Renzi al Congresso dei Giovani Democratici, 20 marzo 2016:
“Io ho già la mia clessidra girata. Se mi va male, se perdo la sfida della credibilità o il referendum del 2016, vado via subito e non mi vedete più”.

Ansa, 2 maggio 2016: “La rottamazione non vale solo quando si voleva noi. Se non riesco vado a casa”.

Rtl 102.5, 4 maggio 2016: “Non sono come i vecchi politici che si mettono il vinavil e che invece di lavorare restano attaccati alla poltrone”.
Che tempo che fa, 8 maggio 2016:
“Non è personalizzazione, ma serietà. Se io perdo, con che faccia rimango? Ma non è che vado a casa, smetto proprio di fare politica”.
Ansa, 11 maggio 2016:
“Non sto in paradiso a dispetto dei santi. Se perdo, non finisce solo il governo: finisce la mia carriera come politico e vado a fare altro”.

Porta a Porta, Rai 1, 12 maggio 2016:
“Se vince il No, mi dimetto il giorno dopo e torno a fare il libero cittadino”.
Comizio a Bergamo, 21 maggio 2016:
“Non sono andato a palazzo Chigi dopo aver vinto un concorso, mi ci ha messo quel galantuomo di Napolitano con l’impegno di fare le riforme. Se non ottengo questo risultato, l’Italia continuerà a essere il Paese degli inciuci e del Parlamento più costoso del mondo. Se l’Italia vuole questo sistema, è giusto che lo faccia senza di me”.

In mezz’ora, Rai 3, 22 maggio 2016:
“Se il referendum dovesse andare male non continueremmo il nostro progetto politico. Il nostro piano B è che verranno altri e noi andremo via”. Ricordo che nel governo Gentiloni furono tutti confermati, tranne il ministro Giannini.

Virus, Rai 2, 1 giugno 2016:
“Se perdo il referendum troveranno un altro premier e un altro segretario”.

Il Foglio, 2 giugno 2016:
“Io sono fiducioso che vinceremo bene. Ma se il referendum andrà male continuerò a seguire la politica come cittadino libero e informato, ma cambierò mestiere. Vuole uno slogan semplice? O cambio l’Italia o cambio mestiere”.

Questa è bella! Ansa, 17 novembre 2016: “Io non posso essere quello che si mette d’accordo con gli altri partiti per fare un governo di scopo o un governicchio”. Aveva previsto il futuro oggi è stato lo sponsor del governicchio giallo rosso Conte .

Comizio ad Ancona, 30 novembre 2016: “Non sono quello che fa accordicchi alle spalle dei cittadini. Per questo possono chiamare qualcun altro”.

RepubblicaTV 30 novembre 2016:
“Se gli italiani dicono No, preparo i pop-corn per vedere in tv i dibattiti sulla casta”.
Queste sono solo una parte delle dichiarazioni di Matteo Renzi in quegli anni dopodiché sappiamo tutti come è andata a finire la sua vita politica. Altro che dedicarsi a mangiare i pop corn difronte alla tv la sera a casa guardando i tolk show politici come un normalissimo cittadino. Renzi non si è mai ritirato dalla scena politica pur avendo perso il referendum, è stato il promotore del Governo Giallo Rosso cioè del Conte bis solo ed unicamente perché gli serviva del tempo per creare il suo nuovo soggetto politico che dopo poche settimane dalla nascita di questo governicchio anti italiani ha creato in fretta e furia. Altro che spirito di responsabilità verso il paese per scongiurare l’aumento dell’IVA.
Ed ora che ha raggiunto il suo scopo per far crescere la sua creatura politica sta quotidianamente attaccando proprio quel governo che lui ha fortemente voluto che Nascesse. Oggi cerca di stare con un piede in maggioranza e uno all’opposizione. Cose da pazzi! Se ne è andato dal Pd ed ha creato un’altro partito dal nome Italia viva per cercare di intercettare l’elettorato moderato del paese. Matteo Renzi uno dei politici più incoerente e bugiardi della storia della repubblica italiana questa è la verità dimostrata dai fatti e non da un giudizio personale. E chi può stare al fianco di un politicante bugiardo? Chi è simile a lui evidentemente! Ricordiamone qualcuno a caso che fece parte del suo governo e che ora solo per mera conveniva è rimasto nel Pd. L’attuale ministro Dario Franceschini a Repubblica, 29 maggio disse:
“Il ritiro in caso di vittoria del No non è una minaccia, a me sembra una con-sta-ta-zio-ne. Questo governo nasce per fare le riforme. Se le riforme non si fanno chiude bottega il governo e chiude anche la legislatura, mi pare ovvio”. Scusate ma Franceschini non fu riconfermato al ministero dei Beni Culturali dal premier Gentiloni nominato dopo le dimissioni di Renzi e se non ricordo male la legislatura prosegui.
Poi ricordiamo le Parole di Valeria Fedeli, da vicepresidente del Senato, a L’aria che tira il 4 dicembre 2016:
“Se vince il No il giorno dopo bisogna prenderne atto, non possiamo andare avanti perché non avremmo più l’autorevolezza. Sarebbe giusto rimettere il mandato da parte del premier ma anche da parte dei parlamentari: tolgo l’alibi a chi pensa ‘tanto stiamo lì fino al 2018′, perché pensano alla propria sedia. Io non penso alla mia sedia”. Valeria Fedeli fu poi nominata Ministro dell’Istruzione del Governo Gentiloni.

Poi arriva il turno di Maria Elena Boschi che a In mezz’ora su Rai 3 il
22 maggio 2016 disse :
“Noi vinceremo, quindi questo problema non si porrà. Ma comunque sì, noi siamo molto serie e se Renzi perde anch’io lascio la politica, perché è un lavoro che abbiamo fatto insieme. Come potremmo restare e far finta di niente?”. Ricordiamo che Maria Elena Boschi dopo che Renzi si dimise fu nominata sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, entrando così di fatto nel nuovo Governo Gentiloni. Questa è la coerenza politica di Renzi, dei suoi compagni di viaggio politicamente parlando e di certi personaggi del Pd ancora oggi al governo. A me
Sinceramente questa gente così bugiarda e totalmente incoerente non piace per nulla. Non so a voi? www.IlGiornale.it

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