Credo non si possa più ignorare il fatto che le previsioni catastrofiste, che raccontavano la maggioranza dei giornali, dei media e di certo autorevoli economisti di un immediato crollo dell’economia della Gran Britannia una volta uscita dall’euro, si stiano dimostrando clamorosamente sbagliate. Probabilmente in futuro le cose potrebbero anche cambiare, ma al momento l’economia britannica naviga tutt’altro che in cattive acque. Partiamo da degli indicatori economici per far capire meglio la situazione economica della Gran Bretagna: le vendite al dettaglio sono cresciute dell’1,4% all’inizio dell’estate che significa un + 5,9% su base annua, numeri questi molto significativi, le richieste di sussidio per quanto riguarda la disoccupazione sono scese di quasi 9.000 unità, la fiducia dei consumatori è aumentata di circa il 5% nei mesi estivi, l’indice composito dell’attività manifatturiera di un Paese è ai massimi da circa vent’anni, la Borsa di Londra è cresciuta di 10 punti % e la sterlina è in forte recupero. L’agenzia di rating Moody’s che prima del referendum aveva vaticinato revisioni al ribasso in caso di Brexit ha scritto di non attendersi alcuna recessione, prevedendo anzi una sostanziale crescita. Il totale dei disoccupati è risultato essere di migliaia di unità inferiore allo stesso dato dell’anno pretendere. E nello stesso periodo il numero degli occupati è in crescita rispetto all’anno precedente e anche il tasso dei salari medi è cresciuto. Mi aspetto inoltre che la sterlina manterrà i guadagni sostenuti da una spinta al prodotto interno lordo, grazie a una ripresa della domanda da consumatori e imprese. Alla fine bisogna ammettere che la Brexit sia servita e i risultati del voto nel Regno Unito si sono fatti sentire anche sui mercati. Al momento la Gran Bretagna ha una corporate tax del 20%, che secondo il programma dovrebbe diminuire al 19% nell’aprile 2017, fino a scendere al 17% entro il 2020. Lo ha confermato Philip Hammond, Cancelliere allo scacchiere di Sua Maestà. Insomma credo che per il momento la Gran Britannia abbia fatto bingo ad usciste dall’euro zona. Adesso penso che l’Italia debba fare una attenta riflessione sul rapporto con l’Europa perché credo sia arrivato il momento giusto per far sentire la nostra voce e recuperare quel rispetto e quella sovranità che merita il nostro Paese e che per troppi anni purtroppo i governi di sinistra hanno svenduto alle Cancellerie europee facendosi diventare di fatto il Paese fanalino di coda in Europa. Questa Europa così come è stata concepita è sotto gli occhi di tutti che non può più funzionare perché non garantisce a tutti i Paesi membri gli stessi diritti e non pretende gli stessi doveri. www.IlGiornale.it

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