Dopo due mesi di arresti domiciliari obbligatori forse l’Italia potrà iniziare a ripartire con la tanto discussa fase 2. La partenza scatta da domani ma ancora ad oggi non si capisce bene purtroppo come sarà gestita.
Il governo consente di riprendere alcune attività. Ma le ordinanze regionali obbligano a nuove chiusure in alcune zone d’Italia ed in altre allargano le maglie, come in Veneto ad esempio. Insomma, non si capisce proprio più nulla e non è nemmeno ancora iniziata. Purtroppo in tutto questo caos dovuto ad una maldestra gestione da parte delle istituzioni di governo a rimetterci sono sempre e solo i cittadini. Anche per questo motivo preoccupano e non poco le scelte per questa delicata fase da parte di chi guida il Paese a livello nazionale, regionale e locale. Alla fine come sempre saremo noi cittadini a dover gestire al meglio la situazione e la ripartenza. E si! Ora come sempre tocca a noi cercare di raddrizzare il timone della Nave che sta naufragano questa è la verità. Quando scoccherà l’inizio della Fase 2 e finirà il lockdown per far sì che vada tutto bene non potremmo affidarci di certo alle regole non regole che dicono tutto e nello stesso tempo non dicono nulla imposte dal governo ma dovremmo come sempre noi cittadini mettere in campo tutte le misure atte al contenimento della trasmissione del coronavirus come ad esempio: garantire l’esatto distanziamento sociale ed indossare In tutti i luoghi pubblici quando si è a contatto con persone la mascherina e tutto questo dipenderà solo ed esclusivamente da noi e non dall’ufficio legislativo di Palazzo Chigi.

Siamo stati bravi nel rispettare il sacrificio della reclusione in casa di questi due mesi ma adesso arriva la fase più delicata quella del contenimento del virus nella speranza che il prima possibile testino un vaccino. Abbiamo fatto tutto quello che ci è stato chiesto dal governo, abbiamo seguito le norme, molte volte anzi direi spesso molto confuse, contraddittorie ma tra meno di 12 ore si misurerà ancora una volta il livello di responsabilità del Paese.
Dopo quasi sessanta giorni, se le cose volgeranno al meglio, non dipenderà appunto dall’infinità dei moduli di autocertificazione scritti e riscritti ai limiti dell’astruseria ma solo da noi perché il destino di una nazione lo decide chi la vive e cioè noi italiani. Nei Paesi normali a dare delle regole e ad affiancare i cittadini c’è la politica tramite un Governo, serio, responsabile e capace ma purtroppo per il nostro Paese momentaneamente visto l’attuale dovremmo cavarcela da soli.
Tutti sappiamo quello che dobbiamo fare e ciò che si deve evitare. Non è necessario aspettare qualcuno che ci indichi cosa fare e come comportarci anche perché ribadisco per il momento purtroppo il paese è abbandonato a se stesso. Non esiste una classe dirigente seria né tantomeno un esecutivo.
Il Governo Conte ha palesemente dimostrato una incapacità nella gestione di questa crisi impressionante, ha faticato a indicare una strada e l’ultima boiata sulla quale ha dimostrato la sua più assoluta inadeguatezza al ruolo è stato sulla regola non regolata dei congiunti. Solo in queste ore si scopre che per Palazzo Chigi in questa categoria fa rientrare nonni, zii, figli, nipoti. Insomma tutti i familiari consanguinei.
Tuttavia anche in questo caso il dubbio resta perché non è chiaro se per congiunti si possano considerare i fidanzati, i compagni o i conviventi senza che vi sia un foglio, o una data ufficiale all’anagrafe, a dimostrarlo.
E gli amici? In queste ore fonti di governo chiariscono che gli amici non rientrano fra gli stabili legami affettivi. La precisazione della precisazione, però, può essere aggirata: per motivi di privacy nell’autocertificazione non dovrà essere specificata l’identità del congiunto o dell’affine.
Ecco, per quanto si provi a normare ciò che nei fatti normabile non è, ci si trova di fronte a contraddizioni, paradossi ed esiti surreali. E così per mettere fine alle tante domande che piovono sul tavolo di Palazzo Chigi, a un certo punto del pomeriggio, il sito del governo dà spazio alle FAQ (Frequently Asked Question), alle risposte alle domande ricorrenti. Il sospiro di sollievo è del Viminale che così si toglie qualche rompicapo in più di quanti già non ne abbia da mesi a questa parte sempre per grazie alla mala gestione di questo esecutivo di inetti.
Così da domani si rimettono in moto il settore dell’auto, il manifatturiero, la moda, il tessile e i cantieri edili. Da lunedì le persone si riprendono un pezzo della loro libertà: si potrà uscire solo per andare al lavoro, per motivi di salute, per necessità, o per svolgere attività sportiva o motoria. Ma in ogni caso tutti gli spostamenti anche nei parchi e nei giardini pubblici dovranno rispettare il divieto generale di assembramento, e quindi l’obbligo di distanza di sicurezza minima di un metro fra le persone. E sempre rispettando il protocollo. Ma alla fine tutto dipenderà sempre e solo dal nostro senso di responsabilità.
Lo sport individuale si potrà fare e questa volta sarà consentito non più solo in prossimità della propria abitazione. Ma fermo restando che è obbligatorio rispettare la distanza interpersonale di almeno due metri.
E anche in metropolitana o sul bus ci saranno due obblighi fondamentali che dovranno regolare la lunga fase di convivenza con il virus: si dovrà indossare la mascherina e si dovrà rispettare la distanza di un metro tra un passeggero e l’altro. Peccato però che non ci saranno sanzioni e non ci saranno controllori a bordo. E le seconde case, le abitazioni di villeggiatura? Su questo l’esecutivo pare non pronunciarsi anche perché quando ci ha provato ha fatto l’ennesimo disastro. Ma su questo ci hanno pensato i governatori delle regioni a creare il caos. Hanno emesso delle ordinanze molto diverse tra loro. Ed anche in questo caso da regione a regione le regole cambiano creando il casino più totale nei cittadini .
Concludendo tocca a noi cittadini decifrare il decreto del governo Conte sulla Fase 2 e controllare prima di entrare in una qualsiasi regione quale regole siano state inserite nelle ordinanze che ogni Presidente ha emanato Perché cambiamo le regole da regione a regione. Regione che vai regole che trovi! Ma vi sembra una cosa normale ? Una domanda a tutta la Politica dopo tutto questo caos credo sia d’obbligo: ma viviamo in un Paese unito che si chiama Italia oppure stiamo diventando un paese suddiviso in cantoni o piccolo stati nello stato dove in ogni regione vigono delle regole e delle leggi diverse tra loro ? www.IlGiornale.it

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