Potenza di fuoco. Quante volte durante il lockdown abbiamo sentito queste tre parole, uno slogan divenuto il mantra dell’autocrate di Volturara Appula Giuseppe Conte. Mentre il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è assopito al Quirinale, qualcuno provi a svegliarlo, l’azzeccagarbugli pugliese in diretta su Facebook e a reti unificate, in preda al delirio che l’onnipotenza delle telecamere dona, ha sparso sulla penisola il suo personale auto da fé. Ma facciamo un passo indietro. Era inizio aprile, in piena emergenza Covid-19, ed il Ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, annuncia il decreto per garantire liquidità alle imprese, alle partite Iva e alle famiglie. Un decreto da 30 miliardi, eppure da via XX settembre, dichiarano con il gioco delle tre carte che: “Complessivamente mobilitiamo fino a 750 miliardi di risorse garantite dallo Stato”. Jackpot. Filippo Burla dalle colonne de Il Primato Nazionale, in quesi giorni, ha inquadrato la situazione: “La liquidità non è erogata gratis et amore Dei, ma sotto forma di prestiti. Si parla così di garanzie al 100% per affidamenti fino a 25mila euro, che scendono al 90% per cifre superiori. Percentuali indubbiamente notevoli, ma che non necessariamente faranno rimettere in moto il meccanismo della trasmissione del credito: garanzia non significa obbligo. Perché il meccanismo si riavvii servirebbe, quantomeno, che via fosse una qualche forma di domanda. Lecito chiedersi da parte di chi, ad aziende chiuse e con un mercato (sia interno che estero) ancora bloccato e che non si sa quando potrà finalmente ripartire”.

Tra una task force e l’altra in questa landa desolata si è trovato il tempo per fare tutto meno che aiutare gli italiani. Andiamo alla corte del Ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova che in pompa magna aveva annunciato la manovra sudore e lacrime (della Bellanova, chiaro, ma anche un po’ le nostre) per regolarizzare circa 600mila immigrati clandestini. Applausi degli inginocchiati al buonismo. Ma a distanza di qualche settimana volete sapere quante richieste sono state registrate? Meno di 10mila domande. Se il ministro Bellanova fosse coerente avrebbe già rassegnato in silenzio le proprie dimissioni. Meno di 10mila richieste di regolarizzazione, con il racket che la sta facendo evidentemente da padrone e con il rischio di aumento del lavoro in nero. Dove sono finiti tutti i lavoratori irregolari di cui il Ministro blaterava, come se i nostri imprenditori agricoli fossero tutti degli sfruttatori di manodopera in nero?. In dissolvenza la voce di Emilio Fede, che figura di …

Bugie che fanno male, perché colpisco in pieno viso il popolo italiano, come quando è emerso che il Governo sapeva già del coronavirus dallo scorso 5 gennaio. Come quando il 27 gennaio davanti alla tribuna aristocratica di Lilli Gruber Conte dichiarò: “Siamo prontissimi. L’Italia è il Paese che ha adottato misure cautelative all’avanguardia”. Le nefande accuse all’Ospedale di Codogno che fanno il palio con i 4,3 miliardi da destinare ai Comuni italiani “resi” misura straordinaria quando invece erano soldi dovuti e già a bilancio. Il Mes fatto passare come provvedimento votato da Matteo Salvini e Giorgia Meloni una bella panzana a reti unificate. Il tutto in un mistico cambio di idee, Mes sì, Mes no. Eurobond forse, trasformando il Recovery fund come totem da abbracciare. Ed è qui l’occasione per ribadire che il Meccanismo europeo di stabilità è austerità e austerità significa Troika. All’articolo 12 del Mes si legge: “Può fornire a un proprio membro un sostegno alla stabilità, sulla base di condizioni rigorose commisurate allo strumento di assistenza finanziaria scelto. Tali condizioni possono spaziare da un programma di correzioni macroeconomiche al rispetto costante di condizioni di ammissibilità predefinite”. Al punto 13? Si sottoscrive “un protocollo d’intesa – “memorandum” – che precisi le condizioni contenute nel dispositivo di assistenza finanziaria” e la cui redazione è affidata “alla Commissione europea di concerto con la BCE e, laddove possibile, insieme all’FMI”. Sentite il tintinnio delle manette? Voglio incarcerare gli italiani.

Chiudiamo andando al centro della battaglia di questi giorni, la lotta sfrenata contro il contante. In Italia 325mila clienti SisalPay, del circuito Wirecard, si sono visti le loro carte congelate. La tecnologia, ancora una volta in questo campo, si dimostra fallibile. E ribadiamolo la lotta al contante non è fatta per eliminare l’evasione, ma per controllarci. Quando nel mirino verranno messi i paradisi fiscali allora potremmo riparlarne. www.IlGiornale.it

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