Una nuova settimana (quasi) alle spalle ed un nuovo incubo si apre davanti a noi. Quest’estate di passione per il popolo italiano non conosce riposo. Il Recovery fund sancisce un principio inalienabile e sfido chiunque a contraddirmi l’Unione Europea ci presta i nostri stessi soldi. Questo per qualche politico sopratutto del PD e per il Presidente del Consiglio Conte rappresenta un vero e proprio miracolo. A mio modesto parere questi soldi sarebbero dovuti essere messi a disposizione del nostro Paese immediatamente dall’unione europea non sotto forma di prestito ma a fondo perduro. Leggiamo quanto riporta su Twitter la pagina Canale Sovranista. Il portale ha consultato l’ultima versione dell’Annuario statistico curato dalla Ragioneria Generale dello Stato ed al capitolo 4.2 ci imbattiamo ne “I flussi finanzieri tra l’Italia e l’Unione Europea”. Andando a leggere troviamo scritto: “Nel corso dell’ultimo esercizio, il 2019, l’Italia a fronte di versamenti al bilancio generale dell’Unione Europea per un importo complessivo pari a 17.268 milioni, ha ricevuto contributi per un totale di 10.480 milioni. Nel corso del 2018, l’Italia ha, quindi, registrato un saldo netto negativo di circa 6.788 milioni. Tale posizione negativa è in linea con il trend avviato a partire dal 2008, peggiorativo rispetto al periodo precedente (anni 2000-2007) in cui invece la posizione netta dell’Italia si assestava, in media, intorno ai 3.200 milioni”. Calcolatrice alla mano nell’ultimo ventennio abbiamo arricchito le casse dell’UE con oltre 100 miliardi di euro di contributi. Il motivo? A quanto riportato l’allargamento dell’UE ci ha condotti ad “un innalzamento della contribuzione del nostro Paese al bilancio comunitario, a cui si è aggiunta la riduzione delle risorse trasferite al nostro paese, a fronte degli interventi comunitari attivati”. Meraviglioso, no?
I numeri esplicano meglio di qualunque parola la condizione che stiamo attraversando. E lo fanno perché sono impetuosi ed impietosi. Il Recovery fund vale, per l’Italia, 209 miliardi di euro. Potrebbero, a prima vista, sembrare un’iniezione di liquidità notevole da parte dell’Unione Europea considerando che nel corso dell’ultima manovra sono stati stanziati 750 miliardi. Quindi il 28% degli aiuti hanno preso la via di Roma. E la proposta iniziale parlava di soli 170 miliardi destinati al Governo Conte. Ma entriamo nel vivo. “Iniziamo da una banale constatazione: dei 209 miliardi, ben 127 sono pensati come prestiti. Più del 60% delle somme arriveranno dunque sotto forma di finanziamenti, i quali fino a prova contraria (non sarebbero altrimenti prestiti) devono essere restituiti”. Scrive Filippo Burla sulle colonne de Il Primato Nazionale. Quindi “tanto arriverà, tanto andrà restituito”. Qualcuno ha sentito parlare di stanziamenti a fondo perduto? Neanche l’ombra. “Il motivo è, ancora, banalissimo: l’UE non dispone ad oggi di risorse proprie immediatamente destinabili allo scopo, né – per precisa disposizione dei trattati – controlla una banca centrale che possa finanziarla al bisogno”.

In molti si chiedono cosa sarebbe stato possibile fare allora in questa condizione disperata. Semplicemente proseguendo con la monetizzazione del debito da parte della Banca Centrale Europea. Lo stesso piano Pepp che la BCE ha rilanciato 30 giorni fa con un potenziamento da 600 miliardi di euro. Finanziamento diretto agli Stati senza vincoli e nodi scorsoi da apporre attorno al collo dei contribuenti. Ed invece no. “La potenza di fuoco” è qui, anzi arriverà se tutto andrà bene nel 2021 mettendo imprenditori e lavoratori sempre più sulla graticola. Addirittura parte del PD, Italia Viva e le opposizioni hanno chiesto che venga composta una Commissione bicamerale per la gestione dei 209 miliardi del Recovery fund. Un altro attestato di fiducia verso le task force di Giuseppe Conte.

La strada verso la Troika sembra segnata. Anche perché la premiata ditta Gualtieri-Gentiloni ci spinge verso il precipizio. In tal senso Matteo Salvini ha dichiarato: “Pur di rifilarci il Mes come pretende il suo PD, il ministro Gualtieri parla di problemi di cassa per l’Italia. Dopo mesi di lockdown cosa si aspettava? Quello di Gualtieri è un pessimo segnale per i mercati e un’assurdità dopo i successi delle ultime aste dei Btp. Anziché gli italiani, il PD tutela gli interessi della Troika”.Questo governo mette seriamente in pericolo l’Italia. Qui mancano le basi di economia, scolastica proprio. Le ultime aste di Btp sono state un successo e lo spread non è schizzato verso le stelle quindi viviamo, ancora una volta, schiavi del ricatto di chi vorrebbe vedere la nostra Nazione completamente liquidata ed in bancarotta. www.IlGiornale.it

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