Scuola: il caos più totale. Da genitore sono spaventato in vista della riapertura degli edifici scolastici. Nella giornata di oggi, 1 settembre, partono i corsi di recupero, mentre il 14 settembre inizieranno le lezioni (anche se in molte regione la data è destinata a slittare) eppure l’unica sicurezza è l’incertezza. L’Associazione nazionale presidi (Anp) mette le mani avanti davanti alle prosopopee del Ministro Lucia Azzolina e dichiara: “Sarebbe una buona idea quella di far sottoscrivere delle autocertificazioni ai genitori, per i ragazzi minorenni, come quelle già distribuite negli aeroporti”. In pratica tutte le responsabilità e le conseguenze ricaderebbero su una singola categoria: i genitori. Un problema reale quello italiano che risponde al nome di irresponsabilità. Lo scarica barile è dietro l’angolo e tutti vogliono lavarsene le mani. Tanto da rimpiangere Gaio Muzio Cordo che nel 508 a.C., secondo leggenda, al posto di uccidere il Re Etrusco Porsenna, in uno scambio di persona, pugnalò a morte lo scriba del lucumone etrusco. Per questo mise la sua mano destra sul braciere fino a consumarsela. Da qui Scevola (il mancino). Ora non chiediamo la legge del taglione per la nostra classe politica, ma di tornare a prendersi le proprie responsabilità quello si.

In questo bailamme la Conferenza unificata Stato-Regioni ha parlato di trasporti. Treni e bus vedranno la propria capienza alzata al 75-80%. Roberto Traversi, sottosegretario alle Infrastrutture ha dichiarato: “Ovviamente ci sarà un incremento dei mezzi pubblici. Verso novembre dovrebbe esserci un nuovo finanziamento per avere più mezzi nel Tpl, intanto stiamo valutando una portata che potrebbe essere limitata in base al minutaggio, sotto i quindici minuti di viaggio si potrebbe lavorare come nella normalità”. Ed in questa situazione, quasi fantozziana, rincarano la dose gli insegnati. Il 40% dei docenti, 400mila, sono over 55, di cui 170mila hanno più di 62 anni. E non vogliono tornare al lavoro. Sono classificati come “lavoratori fragili” perché a forte rischio contagio e, in questi giorni, stanno scrivendo ai presidi per essere esonerati dell’insegnamento. Leggiamo, infatti, su Il Primato Nazionale: “Il governo sta correndo ai ripari, visto che si parla di oltre 200 mila supplenti da trovare per sostituire chi verrà esonerato. Il ministero dell’Istruzione, quello della Salute e quello della Pubblica amministrazione intendono inoltre evitare gli abusi e stanno preparando una circolare con regole stringenti nel definire chi può richiedere l’esonero. A decidere sarà comunque il medico della Asl o il servizio dell’Inail. Inoltre sarà possibile ricollocare docenti e personale ausiliario che hanno chiesto l’esonero in attività non a contatto con i ragazzi”.

Matteo Salvini, leader della Lega, ha picchiato duro contro il dicastero dell’Istruzione: “Assumere le migliaia di insegnanti precari che, da anni, già lavorano nelle scuole coi nostri figli. Stabilizzare almeno 20 mila insegnanti di sostegno per non lasciare indietro i bimbi disabili. Collaborare con le scuole pubbliche-paritarie per trovare le 10 mila aule mancanti. Dotare tutte le scuole di termoscanner, per misurare la febbre ai bimbi all’ingresso. Dimenticare la mascherina obbligatoria per i bimbi in classe, una inutile e pericolosa follia. Smetterla di giocare coi banchi con le rotelle, di litigare con sindacati, presidi, insegnanti, governatori e famiglie”. Secondo un sondaggio di Affaritaliani.it il 55,2% degli italiani vuole le dimissioni di Lucia Azzolina. Per citare la mitica Sora Lella: “Annamo bene, proprio bene”. Intanto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel 150/mo anniversario della nascita di Maria Montessori ha dichiarato a Rainews: “La comunità della scuola è risorsa decisiva per il futuro della comunità nazionale, proprio in quanto veicolo insostituibile di socialità per i bambini e i ragazzi: ne comprendiamo ancor più l’importanza dopo le chiusure imposte dalla pandemia. Esempi come quello di Maria Montessori esortano ad affrontare efficacemente le responsabilità di questo momento difficile”. Il solito cerchiobottismo, le solite parole trite e ritrite che arrivano dalla carica più importante dello Stato che da quando è iniziato il lockdown ha deciso di sparire. Sottovoce, ammainando il tricolore.

E, in questo delirio, mi è capitato di leggere le parole di una docente sul portale Tecnica della scuola: “Sono altrettanto consapevole delle difficoltà del Ministro Azzolina, che si è trovata a governare una situazione assolutamente nuova in un momento di estrema gravità e sono pure consapevole che tutti gli altri Paesi del mondo stanno vivendo la stessa nostra situazione”. Non finisce qui: “Avrei tuttavia preferito anch’io una maggiore cautela. Sarebbe, per esempio, stato ragionevole prevedere la didattica a distanza per il triennio delle scuole superiori fino a dicembre o stabilire un giorno alla settimana di DAD per le scuole medie inferiori e superiori, così da alleggerire trasporti e scuole stesse. Forse tali misure non avrebbero riscosso un adeguato consenso politico”. Ancora una volta sulla pelle degli studenti, dei professori e del futuro della Nazione affila le unghie la politica del non-fare. Dell’immobilismo. Dell’attendismo. La politica che sta uccidendo l’Italia.

Il primo cittadino di Bergamo, Giorgio Gori, esponente del Partito Democratico, si è scagliato contro il Governo intervenendo a Radio 24: “Non sappiamo quando arrivano i banchi, come si risolverà la questione del trasporto pubblico, in molte scuole c’è un problema di sistemazione delle aule, problema che a Bergamo abbiamo risolto. Ogni giorno cambia la linea sulle mascherine ma soprattutto è molto incerta la determinazione di quello che può succedere nel momento in cui dovesse esserci un caso sospetto e questo è quello che mi preoccupa di più”. Ed allora mi rivolgo da genitore di due figlie al primo ministro Giuseppe Conte: perché giocate con la vita dei nostri figli? Il futuro d’Italia non merita questa gestione, non merita questa incertezza. www.IlGiornale.it

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