Investiamo sull’intelligence, investiamo sui giovani, impariamo dal Mossad

Ci sono aree vitali della Nazione che nessuno vede. Nessuno sente, ma che, come il sangue nelle vene, mantengono il corpo dello Stato vivo e funzionale, sopratutto nell’era della globalizzazione. Parliamo, questa volta, dell’intelligence. Per dirla agli anni ’70 i servizi segreti. Qualche giorno fa leggevo sul portale formiche.net: “Oggi molto più di ieri, l’intelligence non si può fare da soli. La cooperazione internazionale è ormai una necessità anche per un mondo che, per antonomasia (ed ovvie ragioni) non sempre si presta al lavoro di squadra (non a caso, a fronte dell”interesse nazionale’, non è ancora stato coniato il termine […]

  

Investire sui Servizi Segreti vuole dire salvaguardare il presente e sopratutto il futuro della Nazione

I pressanti cambiamenti dello scenario globale e l’insorgenza di nuove minacce, specie quelle riconducibili al terrorismo, alle mafie ed ai sempre più crescenti attacchi informatici, sottolineano in maniera sempre più impellente l’esigenza di avvalersi di una intelligence costantemente all’avanguardia. Non soltanto quale strumento operativo per prevenire e contrastare queste minacce, ma anche e soprattutto per consentire elaborazioni concettuali di livello strategico che aiutino a comprenderne le logiche e ne favoriscano la prevenzione attraverso l’adozione di provvedimenti miranti a sottrarre ad esempio al terrorismo e alle mafie come Ndrangheta quel sostegno sociale, politico e finanziario senza il quale non potrebbero attecchire, […]

  

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