Quando le note si sposano con le parole. Non nel senso di testi scritti per i suoni o di note eleborate sui testi. Quando la musica viene raccontata. Grandi compositori, strumenti, dall’opera alla sinfonia, e avanti tutta, così… L’ultima fatica di Carlo Boccadoro, compositore e direttori d’orchestra, è stata questa: curare il libro “Racconti musicali” (Einaudi,  294 pag). Ovvero scovare, selezionare e rappresentare brevi opere letterarie sull’arte dei suoni e i suoi protagonisti.

“Molti dei brani che troverete in questo libro (…) sono autentici hapax nella produzione dei rispettivi autori, il che nulla toglie alla qualità di scrittura che ne innerva ogni riga”, scrive nella sua introduzione Boccadoro. Poi non mancano “note” di non troppo velata polemica, che in particolare riguardano l’atteggiamento avuto da un’intera generazione di “intellettuali di prim’ordine (da Pasolini a Pavese, da Moravia a Tobino, dalla Ginzburg a Levi, da Bassani a Vittorini): pur impegnata allo spasimo su diversi fronti culturali, questa generazione non ha sentito mai il bisogno di dedicare alla musica praticamente nulla di significativo all’interno della propria produzione (…)”.

Nella raccolta di “Racconti musicali”, ci sono scritti di Roald Dahl, Truman Capote, Achille Campanile, Alberto Savinio, Anton Cechov e Carlo Emilio Gadda. E ancora: John Cheever, Stefan Zweig, Michel Tournier e Oliver Sacks. Tra i titoli si va dalla “Ragazza di Ipanema”, a firma di Murakami Haruk, al “Blues di Sonny” di James Balwin, passando per “Antonio Stradivari”, una biognafia.
In allegato: la colonna sonora di “The Claim” di Michael Nyman (“Un compositore che ha sempre riconosciuto nella letteratura una potente fonte di ispirazione…”)