Una serie di eventi, dalle mostre alla rappresentazione di opere. Ma non solo, anche conferenze e incontri. Eventi per viaggiare nella realtà di uno dei più importanti esponenti italiani dalla musica colta del Dopoguerra. Ma non solo compositore, anche artista, poeta e scrittore. Un esponente della cosiddetta “arte totale”. Lui, 79 anni, è il fiorentino Sylvano Bussotti. Il Museo Marino Marini ha ideato e progettato “Firenze per Bussotti”, un mese di eventi a lui dedicati. Interessante la mostra “Corpi da musica. Vita e teatro di Sylvano Bussotti”, a cura di Luca Scarlini. Fino al 22 marzo, accompagneranno l’esposizione una serie di eventi scenici, incontri, spettacoli, concerti e proiezioni a lui dedicati che coinvolgono diverse realtà cittadine: Cango Cantieri Goldonetta, Tempo Reale, la Galleria Nazionale d’arte moderna di Palazzo Pitti, il Teatro della Pergola e la Mediateca Regionale Toscana Film Commissione.

“Firenze per Bussotti” è sostenuto da OAC Osservatorio per le Arti Contemporanee dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, con il patrocinio dell’assessorato alla Cultura e alla Contemporaneità del Comune di Firenze. Sylvano Bussotti ha da sempre all’attivo una vastissima attività grafica, che si è espressa nella definizione scenica di lavori complessi e sontuosi. Nelle partiture, veri capisaldi della storia della musica novecentesca, albergano immagini che si fanno note e disegni che si prestano a una reinterpretazione come spartito, suggestione di un’azione scenica a venire.

La mostra “Corpi da musica” propone una vasta selezione dell’opera grafica dell’artista, molte delle quali presentate al pubblico per la prima volta. La ricognizione parte dagli anni Quaranta, dai primi ritratti, che catturano istanti di un’esistenza nomade, divisa tra molte città, e passa poi attraverso progetti per spettacoli mai realizzati e iconografie di lavori che hanno avuto vasta risonanza, in una miscela di arte e vita. Un itinerario visivo notevole, che è emerso in alcune occasioni nel corso del tempo, a partire dalle esposizioni connesse alle attività del Gruppo ’63, sotto la cui egida si svolse il celeberrimo debutto palermitano di Bussotti, nel 1965, de La passion selon Sade, messa nerissima in nome del divin marchese, che raccontava un teatro da camera d’eros e sogni.

Le sale del Museo Marino Marini sono state sonorizzate con musiche del maestro, scelte da lui stesso. Sarà pubblicato per l’occasione un catalogo edito da Artout-Maschietto Editore con materiali inediti e una selezione degli interventi sulle arti pubblicati nel corso dei decenni sulle testate più diverse, dal “Marcatre della neoavanguardia”, a “Frigidaire”, su cui Bussotti pubblicò una sequenza di note per il personaggio fumettistico di Ranx Xerox.

Bussotti, nato nel 1931, si è cimentato in un progetto di opera d’arte totale, che per lungo tempo ha avuto nome BOB (bussottioperaballet), firmando regie, scenografie, dipingendo e scrivendo libretti e liriche. Il suo catalogo è ricchissimo di incursioni in ambiti diversi, nel teatro come nel cinema, dove si ricordano soprattutto Rara Film, 1965-1969, vera summa dell’avanguardia del tempo e Apology, realizzato a Berlino nel 1972, cui vanno aggiunti almeno i divertenti clip realizzati per la Biennale in cui compare a fianco di Patty Pravo e Moira Orfei.

Allievo tra gli altri di Luigi Dallapiccola, a Firenze, dopo gli incontri parigini con Pierre Boulez e John Cage, si rivelò però a Darmstadt con i Five Piano Pieces for David Tudor (1958), che poi saranno parte del lavoro che sancì la sua notorietà, dall’inequivocabile titolo Pièces de chair, presentato nel 1960 e decisamente volto a un’estetica del gesto musicale, di immediato impatto teatrale. In ciò agisce una decisa idea di “opera aperta”, che è elemento fondamentale della sua ricerca. Di questi anni è anche il lavoro con Carmelo Bene per una serie di celebri concerti di poesia dedicati a Maiakovskij.
In allegato: musiche di Bussotti