Del profilo del pianista Gregorio Nardi, tra le altre cose colpisce la sua propensione alla ricerca di composizioni nuove, inedite o sconosciute. Anzi, tutto questo occuperebbe – stando a certe biografie – gran parte delle sue scelte. Basta del resto guardare ai nomi degli autori che ha eseguito e che esegue: per esempio si va dai programmi dedicati ad alcuni rari capolavori del primo romanticismo (vedi Alkan, Pinto e von Weber), alle pagine che in questa sede interessano di più se non altro per la natura di Fuori Tono: vedi Ives, Savinio, Dallapiccola e Donatoni.

Chi volesse incontrare questo interprete di nascita fiorentina, classe ’64, che oltre a essere pianista è anche musicologo, può approfittare dell’appuntamento offerto sabato 26 febbraio a Milano dalla Stagione musicale 2010 dell’Associazione degli amici di Musica/Realtà (sala piccola del Teatro Dal Verme, ore 20,30). Il programma è stato stilato in occasione del duecentesimo anniversario della nascita del compositore ungherese Franz Liszt, che certamente non appartiere alle epoche di cui si occupa questo blog, ma che sicuramente è stato un grande innovatore per quanto riguarda la tecnica pianistica (“il ricordo di Liszt che esce dalle note del pianoforte di Gregorio Nardi – recita la nota del programma – è molto particolare (…), ci fanno ascoltare come a due secoli di distanza la musica di Liszt si aprisse alle nuove possibilità che sarebbero arrivate dopo di lui…”). Ma torniamo a Nardi.

Tralasciando il ricco e variegato curriculum, diversi compositori del nostro tempo hanno scritto per la sua arte pianistica. Nomi tipo Berio, Pousseur, Vlad, Pritchard, Cavallari. Nel campo della musicologia il suo impegno lo ha visto accanto a personaggi come Bardi, Pestalozza e Vinay. Curiosità: è stato l’ultimo allievo di Wilhelm Kempff.
In allegato: musiche di Liszt-Bach eseguite da Nardi