Una mostra fotografica su John Cage. Una galleria da non perdere, sia per la statura del personaggio, sia per l’occhio che lo ha immortalato, ovvero il fotografo Roberto Masotti (“Begin anywhere – per cominciare là dove è iniziata la contemporaneità – presso O’ di via Pastrengo 12 a Milano; aperto da lunedì al venerdì dalle 12 alle 19 oppure su appuntamento). Il personaggio certamente non ha bisogno di presentazioni. Di lui si è scritto parecchio ma, ultimamente, grazie all’interesse e la buona volontà di alcuni editori, se ne ri-discute grazie a una serie di titoli nuovi su di lui e sulla musica sperimentale. Un esempio? Beh, basta ricordare l’ultima pubblicazione della casa editrice milanese Shake edizioni.

Si tratta di “Silenzio” di John Cage. “Per la prima volta tradotti integralmente in italiano i testi di riferimento dell’avanguardia musicale del Secondo Dopoguerra – recitano le note di copertina -. Il maestro John Cage rivoluziona il concetto tradizionale e accademico di musica e si spinge verso nuove frontiere della sperimentazione sonora, applicando il metodo della composizione attraverso la consultazione dell’I-Ching (…)”. Ricordiamo che Cage scrisse uno dei lavori più provocatori: “4 minuti e 33 secondi”, brano in cui non viene suonato niente, l’orchestra tace…

Giusto per informare chi frequenta poco o niente il genere, ecco qualche nota biografica su John Cage: è stato il compositore sperimentale americano più influente e più discutibile del ventesimo secolo, era il padre dell’indeterminismo, una estetica ispirato dalla Zen che ha espulso tutte le nozioni della scelta dal processo creativo, rifiutando i principi composizionali più profondamente considerati nel passato come la conseguenza logica, La sensibilità verticale e la tonalità.
In allegato: musiche di John Cage