Spartiti addio? Mah, forse, tra qualche decennio. S’intendono quelli di carta, “incollati” al leggio, tenuti con mollette e affini, sorvegliati – è il caso di dirlo – a vista dall’esecutore perché se volevano via nel momento in cui l’opera musicale si fa più difficile, allora sono proprio guai: chi se le ricorda, magari, tutte quelle note, quelle pause…e a che velocità. meglio averli lì, a portata d’occhio. Già, spartito addio: un giorno forse, verranno sotituiti da letture su schermo. Intanto i primi a essere entrati nel mirino delle tecnologie sono i titoli, i sopratitoli dell’opera alla quale si assiste. La notizia arriva dritta dritta dal Maggio musicale fiorentino. Dove per la prima volta è stata sperimentata a livello europeo. La lettura? Fatta su i IPad, smartphone e tablet (l’appuntamento il 15 luglio con in scena “Il cappello di paglia” del compositore Nino Rota). In soldoni funziona così:  il testo del libretto appare collegandosi a una rete wi-fi interna e sarà visibile su sfondo nero per non creare disturbo.

Già venticinque anni fa, con la messinscena dei Maestri cantori di Norinberga, il Maggio sperimentò per la prima volta in Europa i “sopratitoli”. In questa occasione siamo a un debutto che apre a un’innovazione che presto non solo diventerà consuetudine, ma che sarà il primo passo a una serie in questa direzione. Curiosità dell’appuntamento, molto poco tecnologica ma di sicuro effetto: alle prime signore che entreranno in teatro verrà anche regalato un piccolo ventaglio a forma di cappello. “Non potevamo non ricordare Rota a 100 anni dalla sua nascita – ha detto Francesca Colombo, sovrintendente del Maggio – ed è l’occasione per sperimentare i sopratitoli su iPad e smartphone: è la prima volta in Europa, forse nel mondo”.
In allegato: musiche di Nino Rota